Il 6 maggio Roberto Vannacci e Carlo Calenda si sono confrontati a Realpolitik, in onda su Rete 4. Durante la puntata il leader di Futuro Nazionale e quello di Azione hanno parlato degli aiuti finanziari concessi dall’Unione europea all’Ucraina per sostenere il Paese nella guerra avviata dalla Russia a febbraio 2022.
«Noi stiamo spendendo 90 miliardi di euro come regalo all’Ucraina, di cui l’Italia pagherà 13 miliardi, sottraendolo ai nostri ospedali, alla nostra sanità, al nostro lavoro, alle nostre infrastrutture, alla nostra scuola, alla nostra ricerca», ha detto Vannacci (1:05:40) motivando la sua opposizione al sostegno dell’Ucraina. «Non abbiamo dato un regalo di 90 miliardi all’Ucraina», ha ribattuto Calenda, sostenendo che in realtà l’Italia ha fatto «un prestito, la cui restituzione è fondata sugli asset russi, 210 miliardi, che non verranno scongelati se non per pagare le riparazioni di guerra». Secondo il leader di Azione, quindi, il nostro Paese starebbe semplicemente pagando il costo di quel prestito, che è «a tasso zero» e la cui spesa «in questo momento è un miliardo all’anno diviso tra i Paesi europei».
Vannacci però ha obiettato che «questi 90 miliardi che vengono chiamati prestito verranno restituiti soltanto se la Russia pagherà i danni di guerra, che è una cosa altamente improbabile, perché la Russia questa guerra la continua». Questa però secondo Calenda è «una menzogna», visto che «ci sono 210 miliardi a garanzia di quelle riparazioni».
Ma quindi chi ha ragione tra Vannacci e Calenda? È vero, come dice il leader di Futuro Nazionale, che l’Unione europea ha regalato 90 miliardi all’Ucraina e che è probabile che non le saranno mai restituiti? Oppure ha ragione il segretario di Azione nel sostenere che si tratta di un prestito e che l’Unione europea ha una garanzia di 210 miliardi di euro dalla sua parte? Siamo andati a vedere come stanno davvero le cose.
«Noi stiamo spendendo 90 miliardi di euro come regalo all’Ucraina, di cui l’Italia pagherà 13 miliardi, sottraendolo ai nostri ospedali, alla nostra sanità, al nostro lavoro, alle nostre infrastrutture, alla nostra scuola, alla nostra ricerca», ha detto Vannacci (1:05:40) motivando la sua opposizione al sostegno dell’Ucraina. «Non abbiamo dato un regalo di 90 miliardi all’Ucraina», ha ribattuto Calenda, sostenendo che in realtà l’Italia ha fatto «un prestito, la cui restituzione è fondata sugli asset russi, 210 miliardi, che non verranno scongelati se non per pagare le riparazioni di guerra». Secondo il leader di Azione, quindi, il nostro Paese starebbe semplicemente pagando il costo di quel prestito, che è «a tasso zero» e la cui spesa «in questo momento è un miliardo all’anno diviso tra i Paesi europei».
Vannacci però ha obiettato che «questi 90 miliardi che vengono chiamati prestito verranno restituiti soltanto se la Russia pagherà i danni di guerra, che è una cosa altamente improbabile, perché la Russia questa guerra la continua». Questa però secondo Calenda è «una menzogna», visto che «ci sono 210 miliardi a garanzia di quelle riparazioni».
Ma quindi chi ha ragione tra Vannacci e Calenda? È vero, come dice il leader di Futuro Nazionale, che l’Unione europea ha regalato 90 miliardi all’Ucraina e che è probabile che non le saranno mai restituiti? Oppure ha ragione il segretario di Azione nel sostenere che si tratta di un prestito e che l’Unione europea ha una garanzia di 210 miliardi di euro dalla sua parte? Siamo andati a vedere come stanno davvero le cose.