Tajani è impreciso sul sorpasso dell’Italia sul Giappone nell’export

Il vantaggio italiano emerge solo in alcuni trimestri, mentre nel 2025 e nei dati del mercato statunitense il Giappone resta avanti
ANSA
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Il 21 giugno il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato al Corriere della Sera i dati sulle esportazioni italiane. Nella versione cartacea dell’intervista – ripresa anche dal sito del Ministero degli Esteri – al ministro viene chiesto di spiegare il fatto che «l’Italia ha superato il Giappone per export, grazie anche ai dati negli Stati Uniti». Tajani ha attribuito questo risultato alla «forza delle nostre imprese», citando diversi settori, tra cui la farmaceutica, l’aerospazio, la nautica e la componentistica. «Il risultato è che il nostro export ha superato quello del Giappone, nonostante guerre e dazi», ha concluso il ministro.

Lo stesso giorno un messaggio simile è stato rilanciato anche da Fratelli d’Italia. In un post sui social, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato una grafica che rimandava a un altro articolo del Corriere della Sera, in cui si leggeva: «Il sorpasso dell’Italia: ora esporta più del Giappone».

Nella versione online dell’intervista a Tajani, la domanda è però posta in modo ancora più netto, e parla esplicitamente di un sorpasso italiano sul «Giappone per export negli Stati Uniti». Per questo motivo, abbiamo verificato l’affermazione del ministro considerando entrambe le possibili letture: il confronto tra l’export complessivo dell’Italia e quello del Giappone, e il confronto relativo al solo mercato statunitense.

In breve, la dichiarazione di Tajani è fuorviante. L’Italia ha superato il Giappone solo in alcuni dati trimestrali sull’export mondiale di merci, mentre sul dato annuale il Giappone rimane avanti. Se si guarda invece al mercato statunitense, il “sorpasso” non c’è affatto.

Italia e Giappone a confronto

Per verificare la dichiarazione di Tajani, partiamo dall’export complessivo di merci di Italia e Giappone. Da questo punto di vista, ci sono alcuni dati favorevoli all’Italia, ma relativi solo a periodi molto circoscritti. 

Il dato più aggiornato disponibile non conferma il sorpasso. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), nel primo trimestre del 2026 le esportazioni giapponesi di merci, misurate in dollari correnti e destagionalizzate, sono state pari a 196,2 miliardi di dollari, contro i 193,8 miliardi di quelle italiane. 

La dichiarazione di Tajani ha un fondamento solo se si guarda ad alcuni periodi specifici del 2025. Nel quarto trimestre dello scorso anno l’Italia è risultata di poco avanti al Giappone, con esportazioni per 187,9 miliardi di dollari contro 185,2 miliardi. Lo stesso era avvenuto nel terzo trimestre, quando le esportazioni italiane erano state pari a 189,4 miliardi di dollari, contro i 184,4 miliardi del Giappone. Questo però non basta per dire, in generale, che l’Italia abbia superato il Giappone nell’export. Nella stessa tabella OCSE, sul totale del 2025 il Giappone resta davanti all’Italia, con 738,6 miliardi di dollari di esportazioni contro 729,7 miliardi.     

Il primato del Giappone sul dato annuale è confermato anche dall’Organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization). Nel rapporto Global Trade Outlook and Statistics di marzo 2026, la classifica dei principali esportatori mondiali di merci nel 2025 colloca il Giappone al sesto posto, con 738 miliardi di dollari di esportazioni, e l’Italia al settimo posto, con 726 miliardi.   

Questi dati smentiscono l’idea, sostenuta dallo stesso partito di Tajani, che l’Italia abbia superato il Giappone nella classifica delle principali potenze esportatrici. Il sorpasso c’è stato in alcuni trimestri del 2025, ma nel dato annuale il Giappone resta davanti.

Il confronto negli Stati Uniti

Il secondo punto riguarda gli Stati Uniti. Se la frase viene letta come un sorpasso dell’Italia sul Giappone nell’export verso il mercato statunitense, i dati ufficiali la smentiscono.

Per verificare questo confronto abbiamo usato i dati dello U.S. Census Bureau, l’agenzia statistica federale degli Stati Uniti che pubblica anche le statistiche sul commercio estero. In questo caso, per misurare quante merci Italia e Giappone hanno venduto al mercato americano, bisogna guardare alle importazioni statunitensi dai due Paesi.

Nel 2025 gli Stati Uniti hanno importato merci per 74,4 miliardi di dollari dall’Italia, contro 145,8 miliardi di dollari dal Giappone. In pratica, il valore delle merci giapponesi vendute agli Stati Uniti è stato quasi il doppio di quello delle merci italiane. Lo stesso quadro emerge dai dati più recenti al momento dell’intervista. Nei primi quattro mesi di quest’anno, gli Stati Uniti hanno importato merci per 23,7 miliardi di dollari dall’Italia e per 47,0 miliardi dal Giappone. Nella classifica aggiornata ad aprile 2026, dei Paesi da cui gli Stati Uniti importano più beni, il Giappone è all’ottavo posto, mentre l’Italia è dodicesima.

Quindi, se Tajani intendeva dire che l’Italia esporta negli Stati Uniti più del Giappone, la dichiarazione è sbagliata. I dati statunitensi mostrano che il Giappone resta nettamente davanti all’Italia nel mercato americano.

Cosa c’è di vero sui dati americani

Questo non significa che i dati italiani verso gli Stati Uniti siano negativi. Al contrario, nel 2025 le esportazioni italiane verso il mercato statunitense sono cresciute in modo significativo.

Secondo i dati ISTAT più aggiornati, nel 2025 l’Italia è stata l’unica, tra le principali economie europee considerate, a registrare un aumento delle esportazioni verso gli Stati Uniti, con un +7,2 per cento. Francia (-0,9 per cento), Germania (-9,4 per cento) e Spagna (-9,7 per cento) hanno per esempio registrato dei cali verso il mercato statunitense. Sempre l’anno scorso, gli Stati Uniti hanno assorbito il 10,8 per cento dell’export italiano di beni, confermandosi il secondo mercato più importante per l’Italia, dopo la Germania.

La parte del ragionamento di Tajani sui settori è corretta. Nel 2025 la crescita dell’export italiano verso gli Stati Uniti è stata trainata soprattutto dai mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli, aumentati del 59,5 per cento, e dalla farmaceutica, cresciuta del 54,1 per cento. L’ISTAT segnala inoltre che la farmaceutica è diventata il primo comparto dell’export italiano di beni verso gli Stati Uniti, con il 22,7 per cento del totale delle vendite in quel mercato. Questi dati aiutano a spiegare il buon andamento dell’export italiano verso gli Stati Uniti, anche se non dimostrano che l’Italia venda negli Stati Uniti più del Giappone. 

Nel complesso, la dichiarazione di Tajani è fuorviante. È vero che l’Italia ha superato il Giappone in alcuni dati trimestrali sull’export complessivo di merci, e di pochissimo considerando gli ultimi quattro trimestri disponibili. Ma sul dato annuale 2025 il Giappone resta davanti. Allo stesso modo, è vero che le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti sono cresciute in modo significativo, ma nel mercato statunitense il Giappone continua a esportare molto più dell’Italia.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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