No, Roma non è la seconda città più sporca al mondo

Fratelli d’Italia fa riferimento a una classifica basata su recensioni online, ma non si tratta di un indicatore oggettivo della pulizia urbana
ANSA
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Il 24 aprile la sezione romana di Fratelli d’Italia ha pubblicato sui social un post per attaccare il sindaco Roberto Gualtieri sulla gestione della pulizia nella capitale. Nella grafica che accompagna il messaggio si legge che «Roma è la seconda città più sporca al mondo», con un riferimento agli «stakeholder turistici internazionali». Nel testo del post, il partito sostiene che sotto l’attuale amministrazione Roma sia «sempre più sporca» e denuncia una situazione segnata da «degrado, rifiuti e periferie dimenticate», oltre che da «servizi inefficienti». 
Al di là delle valutazioni politiche sull’amministrazione Gualtieri, è vero che Roma è la seconda città più sporca al mondo? In sostanza, Fratelli d’Italia fa riferimento a una graduatoria in cui Roma viene effettivamente presentata, in alcuni passaggi, come una delle città più sporche al mondo. Il problema è che questa classifica si basa sulle recensioni online lasciate dai turisti sulle principali attrazioni di cento città. Si tratta dunque, al massimo, di una graduatoria che misura la percezione della pulizia da parte dei visitatori, non di una misura oggettiva della pulizia urbana.

Da dove arriva il dato

Anche se la fonte non è citata esplicitamente nel post di Fratelli d’Italia, si tratta con tutta probabilità dell’analisi pubblicata a fine febbraio da Radical Storage, una società che offre servizi di deposito bagagli per turisti. Il report si intitola The World’s Cleanest and Dirtiest Cities e prende in esame le cento città più visitate al mondo, selezionate sulla base del Top 100 City Destinations Index 2025 di Euromonitor. Questo indice valuta l’attrattività complessiva delle destinazioni urbane sulla base di oltre 50 indicatori, tra cui infrastrutture, sostenibilità, salute e sicurezza.

Per rispondere alla domanda su quanto siano pulite queste destinazioni secondo la percezione dei visitatori, Radical Storage ha stilato una classifica in base alla percentuale di recensioni negative pubblicate su Google che riguardano la pulizia. Da questa analisi emerge, per esempio, che la Polonia ottiene risultati particolarmente positivi, con Cracovia al primo posto e Varsavia al quarto tra le città percepite come più pulite al mondo dai visitatori. Nel caso di Cracovia, il 98,5 per cento delle recensioni relative alla pulizia parla in termini positivi dell’ordine della città.

Tra i luoghi percepiti come più sporchi spiccano dopo Budapest, in testa alla classifica con una quota di recensioni negative che sfiora il 40 per cento due città italiane: Roma, al secondo posto, e Firenze, al quarto, con il 29,6 per cento di recensioni negative sulla pulizia. Secondo l’analisi di Radical Storage, per Roma delle oltre 700 recensioni che menzionano la pulizia il 35,7 per cento esprimeva un giudizio negativo.

Il problema della graduatoria

Detto questo, l’analisi in alcuni passaggi presenta effettivamente Roma tra le «città più sporche» e, più precisamente, al secondo posto, come scritto da Fratelli d’Italia. Il punto è che Radical Storage non prende in considerazione misurazioni o dati su vari aspetti della pulizia urbana, come la quantità di rifiuti nelle strade, la frequenza dello spazzamento, l’efficienza della raccolta o la qualità del servizio di igiene urbana. 

Il report si basa invece su oltre 70 mila recensioni pubblicate in inglese nell’ultimo anno su Google, relative alle principali attrazioni turistiche delle cento città considerate. Le recensioni sono state analizzate cercando parole legate alla pulizia, come «clean» e «dirty», e poi classificate come positive o negative. In pratica, la classifica misura la percezione espressa da una parte dei turisti su una specifica piattaforma, non lo stato complessivo della pulizia urbana. Inoltre, il dato riguarda soprattutto le aree turistiche, e non l’intero territorio cittadino, comprese le periferie citate nel post di Fratelli d’Italia.

Questo non significa che a Roma non esistano problemi di pulizia. L’indagine 2025 dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale mostra che l’igiene urbana resta una delle principali criticità della città secondo il giudizio dei residenti. Un quadro simile emergeva anche dal Report on the Quality of Life in European Cities 2023 della Commissione europea, secondo cui solo l’11 per cento dei residenti di Roma si dichiarava soddisfatto della pulizia della propria città. 

In conclusione, Fratelli d’Italia presenta un’informazione in modo fuorviante. Roma è seconda nella classifica di Radical Storage, basata su recensioni Google in inglese relative alla pulizia percepita dai turisti nelle principali attrazioni di cento città. Non è invece seconda in una classifica ufficiale o basata su dati oggettivi sulla pulizia urbana delle città del mondo. Inoltre, il post attribuisce questo risultato all’amministrazione Gualtieri e sostiene che Roma sia «sempre più sporca», ma la classifica citata non tiene traccia dell’andamento nel tempo della pulizia urbana. 

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