Mercoledì 29 aprile la Camera ha approvato il disegno di legge di riforma costituzionale per dare più poteri a Roma Capitale. Il testo è stato approvato con 159 voti favorevoli, 33 contrari e 55 astenuti. Il centrodestra ha votato a favore, insieme ad Azione; Partito Democratico e Italia Viva si sono astenuti, mentre Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno votato contro.
Per ora si tratta solo del primo passaggio parlamentare previsto per le leggi costituzionali. Il disegno di legge dovrà ora essere esaminato dal Senato e, per entrare in vigore, dovrà essere approvato due volte da ciascuna camera, quindi un’altra alla Camera e due volte dal Senato.
Il voto però ha aperto uno scontro politico tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Partito Democratico, che ha scelto di astenersi. «È una scelta che colpisce molto perché, com’è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell’esame parlamentare le proposte presentate dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri», ha dichiarato Meloni in una nota diffusa il giorno stesso del voto. Il PD ha sostenuto di non essere contrario all’obiettivo della riforma, ma di chiedere che la modifica costituzionale proceda insieme alla legge ordinaria che dovrà definire nel concreto poteri, risorse e nuovo ordinamento della capitale.
In ogni caso, anche se il Partito Democratico avesse votato a favore, il percorso della riforma sarebbe rimasto lungo. Il testo è solo all’inizio dell’iter parlamentare e, per produrre effetti concreti, dovrà comunque essere accompagnato da una legge ordinaria non ancora neanche presentata in Parlamento.
Per ora si tratta solo del primo passaggio parlamentare previsto per le leggi costituzionali. Il disegno di legge dovrà ora essere esaminato dal Senato e, per entrare in vigore, dovrà essere approvato due volte da ciascuna camera, quindi un’altra alla Camera e due volte dal Senato.
Il voto però ha aperto uno scontro politico tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Partito Democratico, che ha scelto di astenersi. «È una scelta che colpisce molto perché, com’è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell’esame parlamentare le proposte presentate dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri», ha dichiarato Meloni in una nota diffusa il giorno stesso del voto. Il PD ha sostenuto di non essere contrario all’obiettivo della riforma, ma di chiedere che la modifica costituzionale proceda insieme alla legge ordinaria che dovrà definire nel concreto poteri, risorse e nuovo ordinamento della capitale.
In ogni caso, anche se il Partito Democratico avesse votato a favore, il percorso della riforma sarebbe rimasto lungo. Il testo è solo all’inizio dell’iter parlamentare e, per produrre effetti concreti, dovrà comunque essere accompagnato da una legge ordinaria non ancora neanche presentata in Parlamento.