Nella serata di mercoledì 29 luglio diversi esponenti delle opposizioni hanno accusato il governo Meloni di voler istituire in Italia una specie di “Grande fratello”, autorizzando l’uso di meccanismi di riconoscimento facciale con l’intelligenza artificiale per l’attività di polizia. «Da Fratelli d’Italia a Grande Fratello d’Italia è un attimo: il governo Meloni ha predisposto un decreto legislativo che prevede l’uso di sistemi di intelligenza artificiale per attività di polizia incluso ovviamente il riconoscimento facciale», ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi in una nota alla stampa. «Il via libera in Commissione al Senato allo schema di decreto legislativo sull’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle forze di polizia, che prevede tra l’altro il riconoscimento facciale, apre questioni gravissime per la tutela delle libertà fondamentali», ha dichiarato invece il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli. Secondo Bonelli, «che si usi la tecnologia per individuare e fermare i criminali è positivo, ma che si utilizzi l’intelligenza artificiale per fare una profilazione di massa dei cittadini che partecipano a eventi politici è totalmente inaccettabile».
Ma a quale provvedimento fanno riferimento gli esponenti delle opposizioni? Davvero il governo vuole autorizzare l’uso dell’intelligenza artificiale per fare profilazione di massa delle persone?
Di che cosa stiamo parlando
Magi e Bonelli hanno fatto riferimento a un decreto legislativo approvato dal governo in esame preliminare lo scorso 10 giugno. Il decreto legislativo in questione è uno dei provvedimenti per adeguare le norme nazionali al cosiddetto “AI Act”, il regolamento europeo entrato in vigore nel 2024 e che ha introdotto per la prima volta un sistema di regole comuni sull’uso dell’intelligenza artificiale. Il decreto legislativo contiene però anche norme per attuare la legge delega sull’intelligenza artificiale approvata dal Parlamento a settembre 2025. Una legge delega è una legge con cui il Parlamento affida al governo il compito di regolare una determinata materia attraverso una serie di decreti legislativi. Nello specifico, la legge delega sull’intelligenza artificiale ha dato al governo 12 mesi di tempo per approvare i decreti legislativi per attuarla, quindi fino a ottobre di quest’anno.
Il decreto legislativo criticato dalle opposizioni serve ad attuare in particolare quanto previsto da un punto dell’articolo 24 della legge delega, che affida al governo il compito di introdurre «un’apposita disciplina per l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per l’attività di polizia». Come anticipato, il decreto legislativo per raggiungere questo obiettivo è stato approvato solo in via preliminare dal governo. Prima che il governo lo approvi definitivamente, il testo deve ottenere il via libera da parte delle commissioni parlamentari competenti. Solo dopo questo passaggio le norme sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia entreranno ufficialmente in vigore.
Ieri, nel frattempo, il presidente della Commissione Politiche dell’Ue Giulio Terzi di Sant’Agata (Fratelli d’Italia) ha annunciato l’ok al testo da parte della sua commissione. La decisione ha scatenato le critiche delle opposizioni, sia per i contenuti del decreto-legislativo sia per il fatto che, a detta loro, il governo vorrebbe accelerare l’approvazione del provvedimento su cui non è necessario il via libera delle aule di Camera e Senato, ma solo delle commissioni.
Ma a quale provvedimento fanno riferimento gli esponenti delle opposizioni? Davvero il governo vuole autorizzare l’uso dell’intelligenza artificiale per fare profilazione di massa delle persone?
Di che cosa stiamo parlando
Magi e Bonelli hanno fatto riferimento a un decreto legislativo approvato dal governo in esame preliminare lo scorso 10 giugno. Il decreto legislativo in questione è uno dei provvedimenti per adeguare le norme nazionali al cosiddetto “AI Act”, il regolamento europeo entrato in vigore nel 2024 e che ha introdotto per la prima volta un sistema di regole comuni sull’uso dell’intelligenza artificiale. Il decreto legislativo contiene però anche norme per attuare la legge delega sull’intelligenza artificiale approvata dal Parlamento a settembre 2025. Una legge delega è una legge con cui il Parlamento affida al governo il compito di regolare una determinata materia attraverso una serie di decreti legislativi. Nello specifico, la legge delega sull’intelligenza artificiale ha dato al governo 12 mesi di tempo per approvare i decreti legislativi per attuarla, quindi fino a ottobre di quest’anno.
Il decreto legislativo criticato dalle opposizioni serve ad attuare in particolare quanto previsto da un punto dell’articolo 24 della legge delega, che affida al governo il compito di introdurre «un’apposita disciplina per l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per l’attività di polizia». Come anticipato, il decreto legislativo per raggiungere questo obiettivo è stato approvato solo in via preliminare dal governo. Prima che il governo lo approvi definitivamente, il testo deve ottenere il via libera da parte delle commissioni parlamentari competenti. Solo dopo questo passaggio le norme sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia entreranno ufficialmente in vigore.
Ieri, nel frattempo, il presidente della Commissione Politiche dell’Ue Giulio Terzi di Sant’Agata (Fratelli d’Italia) ha annunciato l’ok al testo da parte della sua commissione. La decisione ha scatenato le critiche delle opposizioni, sia per i contenuti del decreto-legislativo sia per il fatto che, a detta loro, il governo vorrebbe accelerare l’approvazione del provvedimento su cui non è necessario il via libera delle aule di Camera e Senato, ma solo delle commissioni.