Negli ultimi giorni si è tornati a parlare della costruzione di nuovi Centri di permanenza per i rimpatri (CPR), le strutture dove vengono trattenuti i cittadini stranieri che sono in attesa dell’esecuzione di un provvedimento di espulsione. A riaccendere il dibattito è stato lo scontro tra alcuni esponenti della maggioranza e la Regione Toscana.
Il 21 agosto durante un incontro alla Versiliana, il festival che si tiene ogni anno in provincia di Lucca, il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha dichiarato che il governo intende realizzare nuovi CPR «anche dove le regioni non vogliono». «Con buona pace della Regione Toscana. Li faremo anche in Toscana, sì», ha aggiunto.
Il giorno dopo è arrivata la risposta del presidente della Toscana Eugenio Giani, eletto con il sostegno di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva e Più Europa. Giani ha ribadito la sua contrarietà ai CPR, definendoli «luoghi di detenzione impropria» e contestandone il funzionamento. Da mesi, infatti, la regione si oppone all’ipotesi di costruire il primo CPR della Toscana in provincia di Massa-Carrara.
Questo scontro ha riportato l’attenzione su una questione: può una regione impedire al governo di costruire un CPR sul proprio territorio? E, alla fine, chi decide dove realizzarlo? Proviamo a fare chiarezza.
Il 21 agosto durante un incontro alla Versiliana, il festival che si tiene ogni anno in provincia di Lucca, il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha dichiarato che il governo intende realizzare nuovi CPR «anche dove le regioni non vogliono». «Con buona pace della Regione Toscana. Li faremo anche in Toscana, sì», ha aggiunto.
Il giorno dopo è arrivata la risposta del presidente della Toscana Eugenio Giani, eletto con il sostegno di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva e Più Europa. Giani ha ribadito la sua contrarietà ai CPR, definendoli «luoghi di detenzione impropria» e contestandone il funzionamento. Da mesi, infatti, la regione si oppone all’ipotesi di costruire il primo CPR della Toscana in provincia di Massa-Carrara.
Questo scontro ha riportato l’attenzione su una questione: può una regione impedire al governo di costruire un CPR sul proprio territorio? E, alla fine, chi decide dove realizzarlo? Proviamo a fare chiarezza.