Il 16 ottobre il governo italiano e la Commissione europea hanno raggiunto un’intesa di massima su un meccanismo per contenere il prezzo dell’elettricità quando il gas diventa particolarmente costoso. Al centro dell’accordo c’è un meccanismo che dovrebbe entrare in funzione quando il gas supera una soglia di prezzo indicativa di circa 60 euro per megawattora (MWh).
Secondo il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, la misura potrebbe ridurre del 10 per cento il prezzo dell’elettricità. Per ora, però, i dettagli tecnici devono ancora essere definiti: l’Italia dovrà notificare il nuovo testo del decreto alla Commissione UE, che poi dovrà autorizzarlo formalmente. Il governo punta a far partire il meccanismo da gennaio 2027.
Per capire che cosa cambia, bisogna partire da come si forma il prezzo dell’elettricità. Nei mercati all’ingrosso europei si applica, in generale, il principio del prezzo marginale: in ogni ora il prezzo è determinato dall’impianto più costoso necessario a soddisfare la domanda. Le centrali a gas intervengono spesso per coprire la parte della richiesta che le fonti rinnovabili e le altre tecnologie non riescono a soddisfare. A settembre, per esempio, è successo nel 28 per cento dei casi.
Quando il gas costa di più, quindi, aumenta il costo di produzione di queste centrali e può salire il prezzo di tutta l’elettricità scambiata sul mercato, compresa quella generata con il fotovoltaico, l’eolico e l’idroelettrico. È questo il meccanismo su cui intende intervenire il governo. Riducendo il prezzo del gas, si potrebbe ridurre anche quello dell’elettricità generata da fonti rinnovabili, nelle ore in cui non risultano sufficienti a soddisfare l’intera domanda.
Secondo il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, la misura potrebbe ridurre del 10 per cento il prezzo dell’elettricità. Per ora, però, i dettagli tecnici devono ancora essere definiti: l’Italia dovrà notificare il nuovo testo del decreto alla Commissione UE, che poi dovrà autorizzarlo formalmente. Il governo punta a far partire il meccanismo da gennaio 2027.
Per capire che cosa cambia, bisogna partire da come si forma il prezzo dell’elettricità. Nei mercati all’ingrosso europei si applica, in generale, il principio del prezzo marginale: in ogni ora il prezzo è determinato dall’impianto più costoso necessario a soddisfare la domanda. Le centrali a gas intervengono spesso per coprire la parte della richiesta che le fonti rinnovabili e le altre tecnologie non riescono a soddisfare. A settembre, per esempio, è successo nel 28 per cento dei casi.
Quando il gas costa di più, quindi, aumenta il costo di produzione di queste centrali e può salire il prezzo di tutta l’elettricità scambiata sul mercato, compresa quella generata con il fotovoltaico, l’eolico e l’idroelettrico. È questo il meccanismo su cui intende intervenire il governo. Riducendo il prezzo del gas, si potrebbe ridurre anche quello dell’elettricità generata da fonti rinnovabili, nelle ore in cui non risultano sufficienti a soddisfare l’intera domanda.