Il Piano Casa ha un debole per le forze dell’ordine

Il testo approvato alla Camera prevede misure specifiche per carabinieri e poliziotti, non previste per altri lavoratori pubblici come insegnanti e infermieri
ANSA
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Il “Piano Casa” è una delle misure più citate negli ultimi mesi dagli esponenti del governo Meloni. Si tratta di un provvedimento proposto dal governo che ha l’obiettivo di aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi calmierati, soprattutto attraverso il recupero e la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale a maggio, il decreto è arrivato in Parlamento per la conversione in legge. Il 23 giugno la Camera lo ha approvato con alcune modifiche, e ora il testo è all’esame del Senato per il via libera definitivo.

Lo stesso giorno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è tornata a parlare del Piano Casa durante un evento organizzato a Roma dal quotidiano La Verità. Meloni si è soffermata sulla platea dei beneficiari, spiegando che il governo ha voluto rivolgersi a «un’altra fetta ormai sempre più ampia di popolazione» composta da chi non ha i requisiti per accedere a una casa popolare ma «è neanche abbastanza benestante per potersi permettere, in una grande città, una casa a prezzi di mercato». Tra le categorie citate ci sono, per esempio, «insegnanti», «forze dell’ordine» e «infermieri». 

Abbiamo controllato se nel testo approvato dalla Camera siano previste misure specifiche per queste categorie di lavoratori. Il risultato è che non tutte ricevono lo stesso livello di attenzione. Il testo contiene infatti misure pensate in modo specifico per il settore della sicurezza e della difesa: residenze per il personale delle forze di polizia, alloggi temporanei per i carabinieri e stanziamenti specifici per forze armate e guardia di finanza. Lo stesso non accade però per le altre categorie di lavoratori citate da Meloni.

Chi sono i beneficiari?

Prima di entrare nel merito delle singole misure, bisogna chiarire per quali categorie di persone è stato pensato il Piano Casa. In questo senso, un primo aspetto rilevante si trova proprio all’articolo 1, dove sono indicati gli obiettivi del provvedimento e la platea dei beneficiari.

Nel testo originario, il decreto si rivolgeva ai «fabbisogni abitativi dei giovani e degli studenti universitari, dei lavoratori fuorisede, delle giovani coppie e dei genitori separati». Con un emendamento a prima firma di Forza Italia, sottoscritto [1] da Lega, PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Noi Moderati e Futuro Nazionale, il riferimento ai lavoratori fuorisede è stato precisato: ora il testo parla di lavoratori «sia privati sia pubblici, con particolare riferimento al personale scolastico, sanitario, delle forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle forze armate».

In questa parte, il settore della sicurezza e della difesa è inserito in una platea più ampia, insieme ad altri lavoratori pubblici, come il personale della scuola e della sanità. Le differenze si vedono più avanti. Per alcune categorie citate da Meloni, come insegnanti e infermieri, resta solo questo riferimento generale. Per il settore della sicurezza e della difesa, invece, il testo prevede misure più specifiche, pensate per rispondere alle esigenze abitative di forze di polizia, militari e guardia di finanza.

Le residenze per le forze di polizia

Un primo esempio si trova nella parte del testo dedicata all’“edilizia integrata”. In sostanza, si tratta di programmi abitativi misti, in cui gli alloggi a prezzo o canone calmierato possono essere realizzati insieme ad abitazioni offerte a condizioni di mercato. L’obiettivo è aumentare l’offerta di case accessibili per chi non ha i requisiti per una casa popolare, ma fatica comunque a sostenere i prezzi del mercato.

In questa parte, il testo – modificato da un emendamento della Lega e di Futuro Nazionale [2] – prevede che gli immobili possano essere destinati anche a «residenze per il personale delle forze di polizia». È un passaggio importante perché le forze di polizia non sono solo citate tra i possibili beneficiari del Piano Casa, ma vengono inserite tra le destinazioni specifiche degli interventi di edilizia convenzionata. Nello stesso articolo compaiono altre categorie, tra cui gli studenti universitari fuorisede e i «lavoratori del settore privato» che devono trasferirsi per motivi di lavoro. In questo passaggio, però, il personale delle forze di polizia è l’unica categoria di lavoratori del settore pubblico per cui il testo prevede una destinazione abitativa specifica.

Gli alloggi per i carabinieri

Un’altra modifica introdotta dalla Camera riguarda i carabinieri. Il nuovo testo del Piano Casa interviene sul Codice dell’ordinamento militare, che già disciplina gli alloggi di servizio dell’Arma. In particolare, il Codice distingue tra «alloggi gratuiti connessi all’incarico» e alloggi «in temporanea concessione».

Una modifica proposta da Fratelli d’Italia [3] ha introdotto nel Piano Casa una nuova categoria: gli «alloggi di servizio per esigenze temporanee». Secondo il testo approvato dalla Camera, questi alloggi sono concessi in via prioritaria al personale dei carabinieri, quando ci sono motivate esigenze temporanee legate al servizio. In casi eccezionali, e per esigenze documentate connesse alle attività istituzionali dell’Arma, possono essere concessi anche a personale delle forze armate nazionali, delle forze armate e di polizia estere o di altre amministrazioni dello Stato.

Anche in questo caso, la misura è più specifica di un semplice richiamo ai lavoratori fuorisede. Il testo introduce infatti una norma autonoma, riferita a una categoria precisa e collegata a esigenze temporanee di servizio.

Nuovi fondi per forze armate e guardia di finanza

La misura più esplicita si trova verso la fine del testo approvato dalla Camera. Un nuovo articolo – l’11-bis, aggiunto grazie ad un emendamento di Fratelli d’Italia e di Futuro Nazionale [4] – prevede fondi specifici per il patrimonio immobiliare legato alle forze armate e alla guardia di finanza. A differenza di altri passaggi del Piano Casa, qui non c’è solo un richiamo ai possibili beneficiari, ci sono nuove risorse dedicate.

Per le forze armate il testo autorizza una spesa di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, per un totale di 45 milioni in tre anni. L’obiettivo indicato dalla norma è «migliorare le condizioni alloggiative» del personale e assicurare la «funzionalità delle forze armate». Le risorse potranno essere usate, tra le altre cose, per costruire o acquistare nuovi immobili, comprare arredi, ristrutturare edifici già esistenti, ampliarli, completare interventi avviati, migliorarne l’efficienza energetica o renderli più sicuri dal punto di vista antisismico.

Lo stesso articolo contiene poi una previsione specifica per la guardia di finanza. In questo caso sono stanziati 8,5 milioni di euro in tre anni: 1,5 milioni per il 2026, 3,9 milioni per il 2027 e 3,1 milioni per il 2028. Anche queste risorse servono a migliorare la situazione abitativa del personale attraverso interventi sul patrimonio immobiliare.

Questo passaggio è importante per il confronto con le altre categorie di lavoratori. Per insegnanti e infermieri, tra le categorie citate da Meloni, il testo approvato dalla Camera contiene un riferimento generale tra i lavoratori fuorisede, ma non prevede stanziamenti dedicati. Per forze armate, carabinieri e guardia di finanza, invece, il Piano Casa introduce una misura precisa, con risorse quantificate e finalità direttamente collegate alle esigenze abitative del personale.

Il punto

Nel complesso, il Piano Casa continua a rivolgersi a una platea ampia, che comprende giovani, studenti universitari, lavoratori fuorisede, giovani coppie, genitori separati e altre categorie in difficoltà abitativa.

Allo stesso tempo, però, con le modifiche introdotte alla Camera, il testo dedica al settore della sicurezza e della difesa un’attenzione più specifica rispetto a molti altri lavoratori citati nel provvedimento o dalla stessa Meloni. Il personale scolastico e sanitario, i vigili del fuoco, i lavoratori del settore privato e i lavoratori stagionali non hanno ricevuto misure e fondi specifici. Anche le forze di polizia e le forze armate sono menzionate tra i lavoratori fuorisede, ma per loro compaiono misure più puntuali: residenze per il personale, alloggi temporanei e fondi per il patrimonio immobiliare destinato alle esigenze abitative di questi specifici lavoratori. Misure analoghe, almeno per il momento, non sono previste per le altre categorie del settore pubblico.

 

[1] L’emendamento è l’1.31

[2] L’emendamento è il 9.28

[3] L’emendamento è il 9.012

[4] L’emendamento è l’11.011

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