Il 25 giugno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato ad Antibes, in Francia, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron con cui ha partecipato al 36° vertice intergovernativo tra Italia e Francia. Il vertice è una riunione politica bilaterale ad alto livello tra i due governi, a cui hanno partecipano diversi ministri competenti su diversi argomenti, e serve in sostanza a coordinare le politiche dei due Paesi e a firmare o annunciare intese su temi come la politica estera, l’Unione europea, la difesa, l’energia e la sicurezza.
Nella dichiarazione congiunta pubblicata da Italia e Francia dopo la chiusura del vertice, la riunione di quest’anno è servita a rilanciare la cooperazione tra i Paesi. I due governi hanno concordato su un maggiore coordinamento su difesa e sicurezza europea, il rafforzamento della cooperazione spaziale, il sostegno all’Ucraina, il lavoro su Medio Oriente e Stretto di Hormuz e soprattutto l’intenzione di promuovere una coalizione per il Libano, anche con una possibile conferenza internazionale.
Il vertice di quest’anno è stato il primo dopo la firma a novembre del 2021 del “Trattato del Quirinale”, ossia l’accordo di cooperazione più recente su diversi settori tra Italia e Francia. «Il Trattato del Quirinale rappresenta una pietra angolare delle nostre relazioni e uno strumento fondamentale per rafforzare la nostra cooperazione a beneficio dei nostri Paesi, dei nostri popoli, nonché del futuro e della prosperità dell’Unione europea e del continente europeo», si legge nella dichiarazione congiunta firmata dal governo italiano e francese.
Anni fa, però, probabilmente Meloni non sarebbe stata molto soddisfatta di celebrare il Trattato del Quirinale. Quando l’accordo tra Italia e Francia era stato siglato, a novembre 2021, la leader di Fratelli d’Italia e il suo partito erano all’opposizione del governo di Mario Draghi e avevano contestato duramente il trattato, votando contro la ratifica sia alla Camera che al Senato.
Nella dichiarazione congiunta pubblicata da Italia e Francia dopo la chiusura del vertice, la riunione di quest’anno è servita a rilanciare la cooperazione tra i Paesi. I due governi hanno concordato su un maggiore coordinamento su difesa e sicurezza europea, il rafforzamento della cooperazione spaziale, il sostegno all’Ucraina, il lavoro su Medio Oriente e Stretto di Hormuz e soprattutto l’intenzione di promuovere una coalizione per il Libano, anche con una possibile conferenza internazionale.
Il vertice di quest’anno è stato il primo dopo la firma a novembre del 2021 del “Trattato del Quirinale”, ossia l’accordo di cooperazione più recente su diversi settori tra Italia e Francia. «Il Trattato del Quirinale rappresenta una pietra angolare delle nostre relazioni e uno strumento fondamentale per rafforzare la nostra cooperazione a beneficio dei nostri Paesi, dei nostri popoli, nonché del futuro e della prosperità dell’Unione europea e del continente europeo», si legge nella dichiarazione congiunta firmata dal governo italiano e francese.
Anni fa, però, probabilmente Meloni non sarebbe stata molto soddisfatta di celebrare il Trattato del Quirinale. Quando l’accordo tra Italia e Francia era stato siglato, a novembre 2021, la leader di Fratelli d’Italia e il suo partito erano all’opposizione del governo di Mario Draghi e avevano contestato duramente il trattato, votando contro la ratifica sia alla Camera che al Senato.