Cosa sta succedendo ai licei (e ai Promessi Sposi)

Il ministro dell’Istruzione Valditara ha parlato delle nuove “Indicazioni nazionali per i licei”, che hanno suscitato un po’ di polemiche
ANSA
ANSA
Dopo la pubblicazione della bozza delle nuove “Indicazioni nazionali per i licei”, volute dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, è ripartito il dibattito sui programmi dei licei e delle scuole superiori in generale, soprattutto per la possibile diversa collocazione dello studio dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.

Il 23 aprile, nel suo intervento in occasione di una cerimonia a Roma, Valditara si è espresso sul tema, auspicando anche un superamento della distinzione tra gli istituti tecnici e i licei. Secondo il ministro, l’istruzione tecnica e professionale è uno degli elementi fondamentali all’interno del sistema formativo e non dovrebbe essere considerata come un tipo di istruzione minore rispetto al percorso liceale. «Dobbiamo prendere atto che non ha più senso distinguere tra licei e istituti tecnici e professionali», ha detto Valditara, proponendo una maggiore integrazione tra i due percorsi e ribadendo l’importanza di un rapporto sempre più stretto tra scuola e impresa.

Il ministro ha poi fatto riferimento alla riforma “4+2”, in fase di sperimentazione, che prevede un percorso composto da quattro anni, invece dei classici cinque di scuola superiore, ai quali si aggiungono due anni di specializzazione negli ITS Academy, scuole ad alta specializzazione tecnologica che permettono di ottenere il titolo di tecnico superiore.

Le nuove indicazioni per i licei

Le dichiarazioni del ministro sono arrivate il giorno dopo la pubblicazione del testo delle nuove “Indicazioni nazionali per i licei”, volute da Valditara e approvate dalla Commissione ministeriale. Il testo non è ancora definitivo: dovrà essere sottoposto a consultazione pubblica e, per la prima volta, sarà inviato anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche. Una volta conclusa la consultazione con la comunità scolastica, le indicazioni saranno adottate ufficialmente.

Secondo il Ministero, con questa riforma «l’Italia compie un passo significativo nella ridefinizione del secondo ciclo di istruzione». Non si tratterebbe, si legge nella comunicazione, di «una semplice revisione di programmi», ma di «un ripensamento strutturale della funzione formativa del liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società».

Una delle novità riguarda l’introduzione, per ogni materia, di una sezione intitolata “Perché studiare questa disciplina?”, con l’obiettivo di spiegare il senso dell’insegnamento delle singole discipline e chiarire il loro ruolo all’interno del percorso formativo. Tra i cambiamenti principali c’è la separazione della geostoria, con il ritorno di storia e geografia come due materie autonome nel primo biennio. Il programma di storia sarà ampliato, mentre la geografia tornerà a essere una disciplina distinta, con propri libri di testo. Anche l’insegnamento della matematica sarà ripensato, con l’obiettivo di offrire agli studenti le basi dei concetti e del linguaggio dei sistemi di intelligenza artificiale.

L’intelligenza artificiale entrerà quindi nei programmi scolastici «non come oggetto di fascinazione tecnologica, ma come territorio critico da governare», in attuazione di una legge sul tema del settembre 2025 e dell’Artificial Intelligence Act europeo del luglio 2024. Gli studenti impareranno a utilizzare in modo consapevole i principali strumenti informatici e multimediali, inclusi quelli che si basano su tecniche di intelligenza artificiale generativa, nello studio e nelle attività scolastiche, accompagnati dalla guida del docente.

Le nuove indicazioni propongono, in linea con quanto previsto nelle scuole di primo grado, di dedicare uno spazio all’educazione emotiva e relazionale, oltre che alla lotta contro violenze e discriminazioni, anche nei licei.

Il futuro dei Promessi Sposi

In questi giorni però è nata una polemica che ha riguardato soprattutto la revisione del programma di letteratura. Nella proposta della Commissione ministeriale, presieduta da Claudio Giunta, saggista e professore di Letteratura italiana all’Università di Torino, viene suggerita una diversa collocazione dello studio dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.

I Promessi Sposi potranno essere inseriti nel curriculum del quarto anno del liceo, collegandolo con la letteratura dell’epoca manzoniana e dedicandogli quindi un ruolo meno centrale, per dare più spazio nel programma del biennio a testi più accessibili. «I Promessi Sposi non sono più un “classico contemporaneo”. Al secondo anno del biennio, a discrezione dell’insegnante, in alternativa al romanzo di Manzoni sarà pertanto possibile far leggere integralmente agli studenti altri libri meno complessi dal punto di vista linguistico» viene precisato nella bozza delle indicazioni.

Da qui è nato un dibattito sulla complessità del romanzo manzoniano e, in alcuni casi, si è parlato di un possibile “addio” ai Promessi Sposi. Questa interpretazione è stata letta da una parte dell’opinione pubblica come una cancellazione del romanzo dai programmi scolastici, ma l’idea è stata poi smentita.

Valditara è intervenuto sulla questione e ha specificato che la proposta è stata fatta dalla commissione e che quindi non è opera sua. «Sono riflessioni di un gruppo di lavoro coordinato dal professore Claudio Giunta, senz’altro rispettabili e che non intendono affatto svalutare l’importanza dell’opera manzoniana, ma che non necessariamente condivido», ha detto il ministro in una lettera a la Repubblica. Dunque, contrariamente a quanto emerso in alcune ricostruzioni giornalistiche, la bozza non prevede la rimozione del romanzo di Manzoni dai programmi, ma una sua diversa collocazione all’interno del percorso di studi. 

Meno rumore, più informazioni.

Con la membership di Pagella Politica hai:
– una newsletter quotidiana che ti dice cosa bisogna sapere (e perché)
– guide chiare sui temi politici del momento
– articoli e approfondimenti esclusivi
– un contatto diretto con la redazione
Per informarti meglio, senza perderti nel rumore
INIZIA AD INFORMARTI MEGLIO
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli