La Lega non sa che cosa fare con la crisi di governo?

Dopo il voto anticipato, molto probabilmente non sarebbe più il primo partito del centrodestra. Restando al governo, rischia di perdere altri voti
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Non sembrano giorni facili per il leader della Lega Matteo Salvini, stretto tra due scelte: da un lato, chiedere nuove elezioni, rischiando di cedere il ruolo di primo partito nel centrodestra a Fratelli d’Italia; dall’altro, rimanere nel governo Draghi, rischiando di perdere i voti di chi vorrebbe la fine dell’attuale esecutivo. 

Dall’inizio della crisi di governo, Salvini ha rilasciato dichiarazioni piuttosto vaghe, senza sbilanciarsi troppo sulla posizione che il suo partito assumerà mercoledì 20 luglio, quando il presidente del Consiglio Mario Draghi interverrà in Parlamento e si capirà qualcosa di più sul futuro del governo.

«Quello che serve all’Italia»

Inizialmente, Salvini è sembrato favorevole all’idea di porre fine al governo Draghi – che il suo partito sostiene dal febbraio 2021 – e di chiedere le elezioni anticipate. Già il 13 luglio, quando il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte aveva dichiarato che il suo partito non avrebbe votato la fiducia al decreto “Aiuti” in Senato, Salvini aveva scritto sui social: «Basta con litigi, minacce e ritardi. Parola agli italiani». Il leader leghista ha ribadito la stessa posizione anche il giorno seguente, quindi dopo il voto a Palazzo Madama e le conseguenti dimissioni di Draghi, per ora non accolte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, scrivendo su Facebook: «Italia vittima di No, capricci e minacce di 5Stelle e Pd, ora parola agli Italiani». 

Dal 15 luglio però, quando le elezioni anticipate sono cominciate a diventare un’opzione concreta, la sua posizione si è fatta più incerta. I due partiti del cosiddetto “centrodestra di governo”, ossia Lega e Forza Italia, hanno pubblicato un comunicato congiunto in cui si sono definiti come «alternativi» al Movimento 5 stelle, senza però fare accenno alla necessità di nuove elezioni.

Negli ultimi giorni, tramite i propri canali social Salvini sta continuando a criticare il Movimento 5 stelle e anche il Partito democratico, senza però chiedere in modo certo e inequivocabile l’indizione di elezioni anticipate, come fa da tempo invece la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. In generale, al momento i messaggi della Lega rimangono vaghi e aperti all’interpretazione dei singoli elettori: il 16 luglio, per esempio, Salvini ha scritto su Twitter che il partito farà «quello che serve all’Italia», slogan ribadito anche con un video pubblicato il 18 luglio. 

Un’altra novità è arrivata il 18 luglio quando, al termine di un incontro in Sardegna, Salvini e Berlusconi hanno scartato la possibilità di sostenere un governo con il M5s, e si sono detti pronti ad andare al voto «anche a brevissima scadenza». Secondo fonti stampa, Lega e Forza Italia rimarrebbero anche aperti a sostenere un nuovo governo senza il Movimento 5 stelle, un’ipotesi più volte esclusa in passato da Draghi.

La posizione della Lega nella crisi di governo è complicata anche da alcune voci interne – la cosiddetta “ala governista” – in dissenso con una larga parte dell’elettorato, dei parlamentari e dei leader del partito. Secondo fonti stampa, diversi governatori regionali, tra cui Luca Zaia (Veneto), Attilio Fontana (Lombardia) e Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia-Giulia), preferirebbero infatti continuare con l’attuale governo Draghi fino alla fine della legislatura. 

Tutte le opzioni, comunque, rischiano di mettere in difficoltà la Lega. 

Scenari poco invidiabili?

Per il partito di Salvini, lo scenario di un voto nel breve termine non sembra essere così invitante come lo è per Fratelli d’Italia, visto il continuo calo nei sondaggi. Dopo il successo alle elezioni europee del 2019, quando con oltre il 34 per cento dei voti la Lega era stato il primo partito a livello nazionale, negli ultimi anni i suoi consensi sono calati notevolmente, tanto che secondo i sondaggi, se si votasse nelle prossime settimane, molto probabilmente sarebbe Fratelli d’Italia il partito più popolare nel centrodestra.

Allo stesso tempo, nemmeno rimanere nella maggioranza sembra essere un’opzione particolarmente allettante per la Lega, dato che il governo Draghi non piace a una parte dei suoi elettori. Di conseguenza, rinnovare il proprio supporto a Draghi potrebbe portare Salvini a perdere altri voti in vista delle prossime elezioni che, comunque, saranno indette al più tardi per la prossima primavera, con la scadenza naturale della legislatura.
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