La corrispondente di Cnn da Kabul indossava già il velo in Afghanistan

Il 16 agosto diversi politici italiani, tra cui Simone Pillon (Lega) e Lisa Noja (Italia viva), hanno condiviso due immagini che ritraggono Clarissa Ward, giornalista della rete televisiva americana Cnn attualmente inviata a Kabul, in Afghanistan. Nella prima foto si vede Ward con il capo scoperto e un abbigliamento occidentale, mentre nella seconda, scattata il giorno successivo, la reporter indossa l’hijab e l’abaya nero, un abito molto coprente diffuso nei Paesi islamici.
Figura 1. Il montaggio con le due immagini di Clarissa Ward
Figura 1. Il montaggio con le due immagini di Clarissa Ward
Molti hanno sottolineato la netta differenza dell’abbigliamento della giornalista nelle due immagini, attribuendo il rapido cambiamento all’arrivo dei talebani a Kabul e quindi al ritorno del fondamentalismo islamico nel Paese.

Le cose però non stanno così: la stessa Ward ha chiarito, tramite i suoi canali social, che quando lavora in luoghi aperti in Afghanistan indossa sempre il velo, seppur non tanto coprente come negli ultimi giorni. Vediamo meglio come stanno le cose.

Le due interviste da Kabul

Gli screenshot che stanno circolando online nelle ultime ore sono stati presi da due servizi giornalistici trasmessi sulla rete televisiva americana Cnn da Kabul. In entrambi si vede Clarissa Ward, corrispondente con grande esperienza come giornalista di guerra.

Negli ultimi mesi Ward non è sempre rimasta in Afghanistan: lo scorso maggio, per esempio, si trovava in India per raccontare l’andamento della pandemia, mentre ad aprile era in Myanmar.

Tornando alla situazione afghana, la prima foto del montaggio – quella senza velo – è presa da un collegamento trasmesso il 15 agosto da Kabul. In quell’occasione Ward era da sola, forse in uno studio televisivo o comunque in un luogo tranquillo, e racconta le possibili conseguenze dell’imminente arrivo dei talebani in città.

La seconda foto invece è del giorno successivo, in seguito all’arrivo dei talebani nella capitale e alla fuga del presidente Ghani. In questo caso la giornalista si trova in strada e indossa il velo e l’abaya nero. Ward mostra la situazione a Kabul, intervistando sia civili che alcuni talebani.

Chi le ha condivise

La netta differenza tra le due immagini, effettivamente riprese a poche ore di distanza, è stata utilizzata da molti politici italiani per mostrare le conseguenze più immediate e concrete dell’arrivo dei talebani nella città e del conseguente ritorno a un’interpretazione molto severa della legge islamica.

Il senatore leghista Simone Pillon per esempio ha scritto su Facebook che la giornalista di Cnn ha dovuto indossare «in fretta e furia» il velo, mentre il deputato della Lega Filippo Maturi ha commentato le immagini scrivendo: «Ecco cos’è il fondamentalismo». Il montaggio è stato postato anche, tra gli altri, da Antonio Iannone e Massimo Ruspandini di Fratelli d’Italia, Gennaro Migliore e Lisa Noja di Italia viva e Mino Taricco del Partito democratico.

Questa interpretazione è però fuorviante, come ha chiarito la stessa Ward sui suoi profili social.

Una lettura fuorviante

Con un tweet pubblicato nella serata del 16 agosto la giornalista ha definito l’accostamento tra le due immagini come «poco accurato», spiegando: «Ho sempre indossato il velo per le strade di Kabul, pur senza coprire completamente i capelli e senza indossare l’abaya».

In seguito all’arrivo dei talebani quindi Ward ha modificato il suo abbigliamento, ma non in modo «tanto netto» come implicato dai montaggi circolati online. Ward ha inoltre precisato che nella prima foto si trovava in un «edificio privato» mentre nella seconda era nelle strade di una città appena conquistata dai talebani, nel mezzo quindi di una situazione estremamente tesa e precaria.

Le parole di Ward sono confermate dai suoi precedenti reportage. Nel 2019, per esempio, la corrispondente era stata in Afghanistan come inviata di Cnn per raccontare che cosa volesse dire vivere sotto i talebani. In quell’occasione Ward ha raccontato (min. 1:00) di aver dovuto indossare il niqab, il velo integrale, perché questo le avrebbe permesso di «essere invisibile» e di «limitare il modo in cui interagisci con le persone».

In quell’occasione la reporter Salma Abdelaziz, anche lei inviata insieme a Ward, ha spiegato che la loro guida locale richiedeva espressamente che indossassero il niqab durante le visite.

Negli ultimi giorni inoltre Ward ha cambiato abbigliamento, indossando o meno il velo, anche nei collegamenti registrati prima di arrivare a Kabul. Il 7 agosto per esempio la corrispondente si trovava a Kandahar, la seconda città del Paese conquistata dagli estremisti prima di arrivare nella capitale.

Lì Ward indossa il velo e l’abaya (per esempio ai minuti 2:46 o 3:45) mentre parla con i locali. Lo stesso giorno poi Ward ha fatto un collegamento da un ambiente chiuso (min. 4:40), senza coprire il capo e con un abbigliamento all’occidentale.

Il montaggio con le due foto, insieme alle spiegazioni di Ward, è stato ripreso anche da diversi organi di stampa italiani come Il Giornale, il Corriere della SeraTgcom24 oIl Messaggero.

In conclusione

Il 16 agosto molti politici italiani, di diversi partiti, hanno condiviso un montaggio con due foto della corrispondente di Cnn Clarissa Ward, inviata a Kabul. Nella prima immagine, risalente al 15 agosto, Ward porta abiti occidentali, mentre nella seconda, presa il giorno successivo, copre il capo con un velo e indossa l’abaya.

L’accostamento tra le due immagini è stato utilizzato come prova evidente delle conseguenze della riconquista del Paese da parte dei talebani e del ritorno al fondamentalismo islamico.

Sebbene le immagini siano vere, questa lettura dei fatti risulta fuorviante. La stessa Ward infatti ha chiarito sui suoi canali social che mentre la prima intervista è stata registrata in un ambiente privato, nella seconda era in strada e lì ha sempre indossato il velo, seppur in modo meno rigido e senza l’abaya.
Newsletter

I Soldi dell’Europa

Ogni due settimane
Il lunedì, le cose da sapere sugli oltre 190 miliardi di euro che l’Unione europea darà all’Italia entro il 2026.

Ultimi articoli