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Perché in Italia gli sponsor delle scommesse possono ancora comparire sulle maglie da calcio

Il recente caso dell’Inter ha mostrato i limiti del divieto introdotto nel 2018, che non ha impedito la presenza di marchi collegati al gioco d’azzardo
ANSA
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Martedì 3 novembre l’Inter ha giocato in Champions League a Rotterdam, nei Paesi Bassi, contro il Feyenoord con una maglia senza il proprio sponsor principale. Sul petto della terza divisa nerazzurra non compariva infatti il logo di Betsson.sport. Non si è trattato di una scelta commerciale del club, ma di un obbligo imposto dalle leggi dei Paesi Bassi, che vietano le sponsorizzazioni sportive da parte degli operatori di gioco d’azzardo online. Il divieto è diventato pienamente operativo il 1° luglio 2025 ed è più restrittivo rispetto a quello italiano.

Nel nostro Paese, infatti, il cosiddetto decreto “Dignità” del 2018 ha vietato la pubblicità delle scommesse e del gioco d’azzardo, comprese le sponsorizzazioni sportive. Ma, può accadere, tra la norma e la sua applicazione si sono aperti alcuni spazi che hanno permesso alle società di continuare a esporre marchi riconducibili al settore. L’Inter, per esempio, dal 2024 ha come sponsor principale sulla maglia proprio Betsson.sport. Il marchio è legato al gruppo Betsson, che opera anche nel settore del gioco d’azzardo online, ma viene presentato come un brand di “infotainment” sportivo, cioè un servizio che unisce informazione e intrattenimento attraverso contenuti dedicati allo sport, distinto dalla piattaforma di scommesse Betsson.it. È una distinzione importante, perché proprio su questa separazione si fonda la possibilità di continuare a esporre il logo sulle maglie in Italia.

Come funziona il divieto in Italia

A luglio 2018 il primo governo Conte, sostenuto da Movimento 5 stelle e Lega, ha vietato con l’articolo 9 del decreto “Dignità” «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro», effettuata su qualunque mezzo di comunicazione e durante le manifestazioni sportive, artistiche o culturali.

Il provvedimento, promosso dall’allora ministro degli Esteri Luigi Di Maio, puntava a contrastare i disturbi legati al gioco d’azzardo e a tutelare le categorie più vulnerabili, come anziani e minori. L’applicazione del divieto è stata però delimitata dalle successive linee guida dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), pubblicate nell’aprile 2019. L’autorità ha chiarito che non rientravano tra le comunicazioni vietate quelle con un’esclusiva finalità «descrittiva, informativa ed identificativa» dell’offerta di gioco legale.

In questo modo sono rimaste possibili alcune forme di comunicazione legate agli operatori, come gli “spazi quote”, cioè le rubriche che confrontano le quote dei bookmaker prima delle partite. Ma soprattutto si è aperta la strada alla promozione di siti di informazione e intrattenimento sportivo collegati alle società di scommesse.

Perché nei Paesi Bassi il logo deve sparire

La situazione cambia quando le squadre italiane giocano in Paesi con norme più restrittive. Nei Paesi Bassi il divieto di pubblicità non mirata del gioco d’azzardo online è entrato in vigore il 1° luglio 2023, ma per le sponsorizzazioni sportive era stato previsto un periodo transitorio di due anni, terminato il 1° luglio 2025. L’autorità olandese sul gioco d’azzardo precisa inoltre che non è possibile aggirare il divieto attraverso intermediari, come siti di informazione sportiva. 

Da allora non sono più consentite le sponsorizzazioni di atleti, squadre e competizioni sportive da parte degli operatori di gioco online. La UEFA (Union of European Football Associations), da parte sua, è chiara: durante le competizioni europee si applicano le restrizioni del Paese in cui si gioca. Per questo l’Inter ha dovuto rinunciare al logo di Betsson.sport contro il Feyenoord. Era peraltro già successo a settembre, nella trasferta contro il Real Madrid, in Spagna, dove un decreto del 2020 ha vietato gli sponsor del gioco d’azzardo sulle maglie sportive.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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