L’idea che la tecnologia sia neutrale è sempre stata, più che una realtà, una promessa. Con l’intelligenza artificiale, quella promessa ha mostrato tutta la sua fragilità perché gli algoritmi non hanno eliminato le disuguaglianze, ma le hanno apprese e spesso amplificate.
Secondo la ricerca “Women in the age of AI-enabled disinformation” pubblicata a marzo dallo European Parliamentary Research Service, che fornisce ai membri del Parlamento europeo analisi indipendenti su questioni relative all’Ue, «le tecnologie digitali rappresentano un’arma a doppio taglio per i diritti delle donne e la loro rappresentazione nella sfera informativa».
Il punto è che i dati non sono neutri e, come sostiene la scrittrice Caroline Criado Perez nel suo libro Invisibili (Einaudi, 2020), quando i dati non includono le donne, le donne scompaiono. Con l’intelligenza artificiale questa invisibilità rischia di diventare sistemica.
Secondo la ricerca “Women in the age of AI-enabled disinformation” pubblicata a marzo dallo European Parliamentary Research Service, che fornisce ai membri del Parlamento europeo analisi indipendenti su questioni relative all’Ue, «le tecnologie digitali rappresentano un’arma a doppio taglio per i diritti delle donne e la loro rappresentazione nella sfera informativa».
Il punto è che i dati non sono neutri e, come sostiene la scrittrice Caroline Criado Perez nel suo libro Invisibili (Einaudi, 2020), quando i dati non includono le donne, le donne scompaiono. Con l’intelligenza artificiale questa invisibilità rischia di diventare sistemica.