Nel tardo pomeriggio di giovedì 5 novembre il Consiglio dei ministri ha deciso di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge regionale del Veneto sul cosiddetto “fine vita”, generando diversi malumori nella maggioranza. Il Veneto è da anni una regione guidata dal centrodestra e l’attuale presidente è l’esponente della Lega Alberto Stefani.
La legge regionale sul fine vita era stata approvata a inizio settembre dal Consiglio regionale del Veneto, e traeva spunto dalla proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi subito”, per definire le procedure per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. In Italia non esiste al momento una legge a livello nazionale che regoli l’accesso al suicidio medicalmente assistito, ossia la possibilità per una persona gravemente malata e soggetta a forti sofferenze di poter chiedere la somministrazione di un farmaco che metta la fine alla sua vita.
La legge regionale sul fine vita era stata approvata a inizio settembre dal Consiglio regionale del Veneto, e traeva spunto dalla proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi subito”, per definire le procedure per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. In Italia non esiste al momento una legge a livello nazionale che regoli l’accesso al suicidio medicalmente assistito, ossia la possibilità per una persona gravemente malata e soggetta a forti sofferenze di poter chiedere la somministrazione di un farmaco che metta la fine alla sua vita.