Sette uomini e una sola donna. Sono i presidenti e gli amministratori delegati nominati dal governo a metà aprile per guidare alcune tra le principali società partecipate in Italia: Enel, Enav, Eni e Leonardo. Questo dato non è un’eccezione, anzi riflette una tendenza più ampia: nei ruoli di vertice delle partecipate le donne oggi sono 8 su 73.
La scarsa presenza femminile non riguarda solo questo ambito, ma attraversa molti settori della vita pubblica e istituzionale: dalla magistratura ai diversi livelli della politica. Nelle partecipate però questo squilibrio ha un significato preciso, perché qui lo Stato è direttamente coinvolto nella scelta dei vertici: indirizza le scelte e contribuisce a decidere chi guida aziende strategiche per il Paese.
La scarsa presenza femminile non riguarda solo questo ambito, ma attraversa molti settori della vita pubblica e istituzionale: dalla magistratura ai diversi livelli della politica. Nelle partecipate però questo squilibrio ha un significato preciso, perché qui lo Stato è direttamente coinvolto nella scelta dei vertici: indirizza le scelte e contribuisce a decidere chi guida aziende strategiche per il Paese.