Da dove arrivano le dichiarazioni di Trump su Meloni

Il nuovo litigio tra il presidente degli Stati Uniti e la presidente del Consiglio nasce da mesi di rapporti difficili, che il G7 in Francia non ha risolto
ANSA
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«Mi ha supplicato di farle una foto. Voleva tantissimo una foto con me. Non l’avrei fatto, ma mi ha fatto pena!». Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato – in una telefonata del 19 giugno con un giornalista de L’Aria che tira, su La7 – il suo incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il G7 che si è tenuto nella cittadina francese di Évian-les-Bains dal 15 al 17 giugno. L’Aria che tira non ha diffuso la telefonata originale, ma una versione tradotta e doppiata in italiano.
In risposta alle dichiarazioni di Trump, nella tarda mattinata del 19 giugno Meloni ha pubblicato un video sui social per affermare che «le dichiarazioni di Donald Trump sono totalmente inventate». «Non so perché il presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati […], posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente», ha aggiunto la presidente del Consiglio.

Il botta e risposta tra i due ha concentrato in poco tempo l’attenzione dei media e della politica, tanto da spingere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a chiamare Meloni per esprimere la propria solidarietà, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annullato una visita ufficiale negli Stati Uniti che era prevista per il 21 e il 22 giugno. 

Non è una novità che Trump attacchi Meloni. Ad aprile, in un colloquio con il Corriere della Sera, il presidente degli Stati Uniti aveva accusato la presidente del Consiglio di essere poco collaborativa e di essere deluso da lei. Quell’attacco di Trump aveva determinato un peggioramento dei rapporti dell’Italia con gli Stati Uniti, che però sembravano essersi almeno parzialmente distesi in occasione della nuova riunione del G7 tenutasi ad Evian, in Francia, dal 15 al 17 giugno.

Un G7 sotto tensione?

Come ogni anno dal 1975, il Gruppo dei Sette – solitamente abbreviato in G7 – riunisce le più importanti economie democratiche del mondo (Italia, Francia, Stati Uniti, Giappone, Canada, Regno Unito e Germania), affiancate dai dirigenti europei, per discutere di politica internazionale, economia e sicurezza. Quest’anno il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato anche i vertici di altri Paesi: Emirati Arabi Uniti, Brasile, Corea del Sud, Kenya, India, Egitto e Ucraina. E proprio l’Ucraina è stato uno degli argomenti centrali. 

Il G7 è stato il primo momento in cui Trump e Meloni si sono rincontrati dopo che l’amicizia tra i due, da anni alleati, si era in parte rovinata lo scorso aprile. Come dicevamo, infatti, i rapporti tra i due si erano complicati quando ad aprile la presidente del Consiglio aveva condannato gli attacchi di Trump a papa Leone XIV, definendoli «inaccettabili». In quell’occasione, la risposta di Trump era stata netta: «È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha un’arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità». Il presidente degli Stati Uniti aveva poi sottolineato che il rapporto tra lui e la presidente italiana «era cambiato». 

Al G7 in Francia ci sono stati però segnali di distensione. Diverse fonti diplomatiche italiane presenti al summit avevano sottolineato un riavvicinamento tra Meloni e Trump. «Siete di nuovo amici», aveva detto scherzando il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa a Meloni. A sua volta, Meloni aveva risposto: «Lo siamo sempre stati». Un punto che aveva ripreso anche nell’ultima conferenza stampa, mercoledì 17 giugno. «Ho trovato il rapporto immutato, non ci sono state recriminazioni […]: abbiamo un carattere abbastanza forte, siamo entrambi» leader che «difendono con determinazione l’interesse nazionale, non c’è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d’accordo su qualcosa», aveva detto in conferenza stampa. Lo stesso Trump alla fine del G7 si era detto soddisfatto e aveva parlato sul suo social media Truth del summit come di un «successo». 

Proprio al G7 i leader USA e Italia si sono riuniti insieme al resto del gruppo per discutere di diversi temi di attualità, tra cui la situazione in Medio Oriente, l’Ucraina e l’intelligenza artificiale. Meloni, in conferenza stampa, ha espresso soddisfazione: «Abbiamo lavorato bene insieme su tutti i temi che abbiamo trattato con una convergenza che non era scontata: credo debba essere un’ottima notizia per tutti». Un punto confermato anche da altri leader.

Di cosa si è parlato al G7

Al di là delle momentanee riappacificazioni, il Medio Oriente è stato il tema principale del summit. Proprio alla fine del vertice, il presidente Trump ha anticipato le tempistiche e firmato a sorpresa l’accordo con l’Iran mentre era ospite alla reggia di Versailles dal presidente Macron.

Tra gli invitati al vertice c’era anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha incontrato i leader del G7 nella mattinata di martedì 16 giugno. I leader si sono detti «uniti nell’incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale» e anche Trump si è mostrato allineato con i membri del G7 sul tema del sostegno al Paese invaso dalla Russia. Non solo sostegno ma anche una spinta economica concreta, aumentando la pressione con sanzioni sugli idrocarburi, principale fonte di finanziamento dello sforzo bellico russo in Ucraina. Da parte sua Trump ha suggerito una possibile reintroduzione delle sanzioni al petrolio russo. Tra i temi al centro del G7 c’è stato poi anche quello della tecnologia, discusso insieme a dodici dirigenti del mondo tech, tra cui Open AI, Meta, Anthropic, Google DeepMind e Salesforce; e a sei aziende tech provenienti da altri Paesi del mondo.

In ogni caso, la riunione dei sette Paesi più industrializzati al mondo sembrava aver fatto riappacificare Trump e Meloni, ma evidentemente non è stato così. E se fino a qualche mese fa il presidente degli Stati Uniti veniva considerato dai principali esponenti del governo italiano come un riferimento, ora tutti prendono le distanze dalle sue posizioni. 

«Le parole del presidente Donald Trump, chiaramente false, sono un evidente tentativo di vendicarsi della premier italiana per il suo non essersi piegata ai voleri del Tycoon. Conoscendola molto bene, posso scommettere di mangiare un pollo vivo piuttosto che credere che Giorgia Meloni supplichi qualcuno. Fa pena chi lo sostiene», ha scritto per esempio il presidente del Senato Ignazio La Russa su X. «Chi attacca  Giorgia Meloni, attacca tutti noi», ha affermato invece il vicepresidente del Consiglio e leader della Lega Matteo Salvini, fino a qualche tempo fa tra i principali sostenitori di Trump.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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