La riforma del settore dei taxi e del noleggio con conducente (NCC) è una questione che da anni ritorna periodicamente nel dibattito politico, senza che si sia ancora arrivati a una soluzione. Ogni tentativo di modificare le regole del trasporto pubblico non di linea riapre lo stesso confronto: da una parte c’è chi sostiene che le norme attuali limitino l’offerta e rendano più difficile rispondere alla domanda dei cittadini; dall’altra c’è chi teme che meno vincoli per gli NCC possano alterare l’equilibrio con i taxi, che operano con tariffe regolate e obblighi diversi.
Il tema è emerso di nuovo il 14 maggio, quando Forza Italia ha chiesto in Commissione Trasporti alla Camera di discutere una sua proposta di legge per modificare la disciplina del settore. L’esame di questa proposta, presentata nel giugno 2025 dal deputato Andrea Caroppo, è però fermo dalla fine di gennaio di quest’anno. Negli ultimi giorni il provvedimento è stato descritto come una proposta per “liberalizzare” il settore degli NCC. Come vedremo, però, il testo elimina alcuni vincoli oggi previsti per il noleggio con conducente, ma non mette in discussione il sistema delle autorizzazioni pubbliche. Caroppo ha spiegato a Pagella Politica che l’obiettivo della proposta è «semplificare» le regole, partendo dal presupposto che «la domanda di spostamenti in Italia non è soddisfatta», soprattutto nei periodi di picco all’interno delle grandi città.
La mossa ha acceso nuove tensioni tra i partiti di centrodestra. Fratelli d’Italia ha chiesto una sintesi tra maggioranza e governo prima di procedere, mentre la Lega ha ribadito la propria contrarietà a «liberalizzazioni selvagge».
In altre parole, il caso non riguarda solo una proposta tecnica sugli NCC: il rilancio del testo da parte di Forza Italia ha riportato alla luce una divisione politica che accompagna da anni ogni tentativo di riformare taxi e noleggio con conducente.
Il tema è emerso di nuovo il 14 maggio, quando Forza Italia ha chiesto in Commissione Trasporti alla Camera di discutere una sua proposta di legge per modificare la disciplina del settore. L’esame di questa proposta, presentata nel giugno 2025 dal deputato Andrea Caroppo, è però fermo dalla fine di gennaio di quest’anno. Negli ultimi giorni il provvedimento è stato descritto come una proposta per “liberalizzare” il settore degli NCC. Come vedremo, però, il testo elimina alcuni vincoli oggi previsti per il noleggio con conducente, ma non mette in discussione il sistema delle autorizzazioni pubbliche. Caroppo ha spiegato a Pagella Politica che l’obiettivo della proposta è «semplificare» le regole, partendo dal presupposto che «la domanda di spostamenti in Italia non è soddisfatta», soprattutto nei periodi di picco all’interno delle grandi città.
La mossa ha acceso nuove tensioni tra i partiti di centrodestra. Fratelli d’Italia ha chiesto una sintesi tra maggioranza e governo prima di procedere, mentre la Lega ha ribadito la propria contrarietà a «liberalizzazioni selvagge».
In altre parole, il caso non riguarda solo una proposta tecnica sugli NCC: il rilancio del testo da parte di Forza Italia ha riportato alla luce una divisione politica che accompagna da anni ogni tentativo di riformare taxi e noleggio con conducente.