Il centrodestra vuole cambiare gli equilibri politici a Bolzano

Lo sta provando a fare con la riforma della legge elettorale, modificando la distribuzione dei gruppi linguistici del collegio, con un potenziale vantaggio
ANSA
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In questi mesi di discussione sulla riforma della legge elettorale i partiti hanno tentato in molti modi di modificare a proprio vantaggio le regole del gioco, a volte anche ridisegnando le cartine dei collegi elettorali. È quello che sta succedendo in particolare al collegio di Bolzano del Senato, che la maggioranza sta cercando di modificare per aumentare gli eletti del gruppo linguistico italiano, a scapito di quello tedesco. Ciò potrebbe tradursi in un potenziale beneficio per la coalizione di centrodestra, alla luce dei risultati passati delle elezioni in quel collegio. 

I collegi elettorali sono porzioni di territorio formate da più comuni che eleggono un determinato numero di parlamentari. Al Senato il Trentino-Alto Adige è diviso in sei collegi uninominali, tre nella provincia di Trento e tre nella provincia di Bolzano. In pratica, in ciascuno dei sei collegi ogni partito o coalizione presenta un proprio candidato e viene eletto il candidato con più voti. Nei tre collegi di Bolzano però è presente una peculiarità che riguarda la composizione linguistica, e che Fratelli d’Italia vorrebbe modificare a proprio vantaggio.

L’emendamento di Urzì

Il 13 luglio, durante l’esame alla Camera della legge elettorale, il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì ha presentato [1] un emendamento che chiedeva di effettuare una serie di spostamenti tra comuni tra i tre collegi della provincia di Bolzano, ossia Bolzano, Merano e Bressanone. Tramite il suo emendamento, poi approvato dall’aula, il collegio uninominale di Bolzano per l’elezione al Senato è stato ridotto da 18 a 12 comuni, con cinque comuni che sono stati spostati nel collegio di Merano e uno nel collegio di Bressanone. 

Tra i comuni spostati dal collegio di Bolzano agli altri ci sono Appiano, Caldaro e Termeno, dove la maggioranza degli elettori è del gruppo linguistico tedesco, uno dei tre gruppi linguistici dell’Alto Adige insieme all’italiano e al ladino. Intervistato dal quotidiano locale Alto Adige, Urzì ha spiegato che l’emendamento serviva a dare un «segnale verso la comunità italiana», rendendo di fatto il collegio di Bolzano formato quasi soltanto da comuni dove la maggioranza della popolazione è del gruppo linguistico italiano.

Il secondo emendamento

Fratelli d’Italia però non si è fermata alle modifiche fatte approvare con l’emendamento di Urzì, perché al Senato ha presentato un altro emendamento sul collegio di Bolzano, sottoscritto anche da tutti gli altri partiti di centrodestra. In pratica, con quest’altro emendamento, il collegio di Bolzano passerebbe da 12 a soli 4 comuni, ossia Bolzano, Bronzolo, Laives e Vadena, mentre gli altri verrebbero ripartiti nei collegi di Merano e Bressanone. 

In questo modo, di fatto, nel collegio di Bolzano – già a maggioranza italiana – la presenza della componente linguistica tedesca verrebbe ridotta ancora di più. Come riporta il più recente censimento dei gruppi linguistici dell’Alto Adige, aggiornato al 2024, il comune di Bolzano ha il 74,7 per cento di popolazione a gruppo linguistico italiano, Laives il 74,4 per cento, Bronzolo il 63,4 per cento e Vadena il 61,5 per cento. Dunque, in questo modo, il collegio di Bolzano diventerebbe più italofono di quanto è adesso, un cambiamento che ha generato diverse critiche da parte di alcuni partiti autonomisti della provincia autonoma di Bolzano, come Süd-Tiroler Freiheit (in italiano “Libertà Sud-Tirolese”), il partito fondato da Eva Klotz, politica appartenente alla comunità germanofona che sostiene l’annessione dell’Alto-Adige all’Austria. 

Tra l’altro, il nuovo emendamento del centrodestra punta a dividere i comuni della Bassa Atesina, una gruppo di comuni nella parte meridionale della provincia autonoma di Bolzano che mantengono una loro storia e peculiarità significative per l’Alto Adige. Se finora tutti i comuni della Bassa Atesina rientravano nel collegio di Bolzano, con il nuovo emendamento della maggioranza verrebbero “smembrati” nei tre diversi collegi della provincia, un’operazione criticata dagli autonomisti perché ciò non rifletterebbe, dal punto di vista elettorale, l’unità storica di quella zona.

I possibili vantaggi per il centrodestra

La decisione del centrodestra di modificare la composizione del collegio di Bolzano al Senato, rendendolo di fatto a netta maggioranza italofona, ha suscitato le critiche pure dei partiti di opposizione, che hanno accusato la maggioranza di governo di fare gerrymandering. Con questo termine ci si riferisce alla manipolazione mirata dei confini dei collegi elettorali per favorire un partito o un gruppo politico a scapito di un altro. Il termine deriva da Elbridge Gerry, governatore dello Stato americano del Massachusetts che nel 1812 approvò una legge per ridisegnare i confini dei distretti elettorali in modo da avvantaggiare la sua fazione politica.

In effetti, se si osservano i risultati delle elezioni politiche del 2022 nel collegio di Bolzano, le modifiche chieste dal centrodestra potrebbero effettivamente favorire il candidato dei partiti oggi al governo. Quattro anni fa nel collegio di Bolzano prevalse Luigi Spagnolli, candidato di centrosinistra autonomista sostenuto da PD, Più Europa e Alleanza Verdi e Sinistra Italiana, che prevalse di poco su Manfred Mayr, candidato della Südtiroler Volkspartei – il principale partito autonomista dell’Alto Adige –, e su Maurizio Bosatra, candidato del centrodestra. Se il collegio di Bolzano venisse modificato secondo le intenzioni della maggioranza di governo le cose potrebbero andare in modo diverso, perché nel 2022 nei soli comuni di Bolzano, Laives, Bronzolo e Vadena – a maggioranza linguistica italiana – la coalizione di centrodestra ha quasi sempre superato quella di centrosinistra. 

L’emendamento del centrodestra quindi avrebbe come effetto quello di eliminare dal collegio di Bolzano la maggior parte dei comuni dove ha avuto un forte peso il Südtiroler Volkspartei (Svp), che sarebbero distribuiti in due collegi (Merano e Bressanone) in cui le cose non cambierebbero molto, perché lì il partito autonomista gode già di un grosso vantaggio rispetto al centrodestra e centrosinistra. Nel collegio di Bolzano invece resterebbero solo i comuni con prevalenza di lingua italiana, nei quali il centrodestra è più forte rispetto alle opposizioni.

Per i partiti di lingua tedesca la proposta rappresenta «un tentativo di modificare i rapporti di forza a favore dei partiti italiani», mentre per la senatrice di Alleanza Verdi-Sinistra Aurora Floridia – eletta in Trentino Alto-Adige – si tratta della «ciliegina sulla torta di una legge elettorale confezionata come un abito sartoriale sugli interessi della maggioranza».

Il parere dell’Austria

Se venisse approvata, la modifica della conformazione del collegio di Bolzano al Senato potrebbe comunque richiedere una consultazione del governo italiano con quello austriaco, come è stato ricordato dal presidente della provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher (SVP). Lo scorso 13 luglio, interpellato in merito dall’ANSA, Kompatscher ha fatto presente che un intervento sui confini dei collegi del Senato «toccherebbe la cosiddetta “misura 111” del pacchetto d’autonomia e di conseguenza necessiterebbe di uno scambio di note con Vienna», cioè con l’Austria.

La misura 111, citata da Kompatscher, fa parte del “Pacchetto delle misure in favore delle popolazioni altoatesine”, stipulato nel 1969 tra Italia e Austria, e poi attuato nel nostro Paese dalla legge n°422 del 1991. Si tratta di punti concordati tra Italia e Austria, che hanno costituito la base per attribuire al Trentino Alto-Adige lo status di regione a statuto speciale nel 1972. In pratica, il titolo IV del pacchetto inserisce fra le misure «da adottare con appositi provvedimenti legislativi» anche la modifica delle circoscrizioni elettorali per le elezioni del Senato «allo scopo di favorire la partecipazione al Parlamento dei rappresentanti dei gruppi linguistici italiano e tedesco della provincia di Bolzano, in proporzione alla consistenza dei gruppi stessi», si legge nella nota. A livello operativo, l’accordo sanciva la presenza di tre collegi al Senato: Bolzano, Merano e Bressanone. Merano e Bressanone formati a maggioranza da elettori germanofoni, mentre Bolzano a maggioranza italofono, per garantire potenzialmente l’elezione di due senatori germanofoni e un senatore italofono.

La questione è dunque aperta e le sorti della Bassa Atesina ancora in bilico, dato che la proposta di modifica del centrodestra sarà votata al Senato nei prossimi giorni. Oltre ad aumentare la presenza del gruppo linguistico italiano, l’emendamento portato dalla maggioranza che mira a ridisegnare il collegio senatoriale di Bolzano potrebbe portare il centrodestra ad avere un vantaggio in occasione delle prossime elezioni. In ogni caso, se le modifiche verranno approvate, è possibile che il governo italiano debba segnalarle al governo austriato visto che i collegi di Bolzano del Senato sono frutto degli storici accordi tra Italia e Austria sull’autonomia dell’Alto Adige.

[1] L’emendamento è il 4.01000

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