L’affluenza al voto è stata la più bassa di sempre tra quelle dei grandi Paesi Ue

Alle elezioni del 25 settembre ha votato il 63,9 per cento degli aventi diritto, il record negativo della storia repubblicana. Dal 1945 in poi, nessuno tra Germania, Francia e Spagna ha mai registrato una percentuale inferiore
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
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Alle elezioni politiche del 25 settembre, tenutesi per il rinnovo del Parlamento italiano, ha votato il 63,9 per cento degli oltre 46 milioni di aventi diritto. Si tratta dell’affluenza più bassa della storia repubblicana, con un calo di quasi 10 punti percentuali rispetto al 73 per cento registrato alle scorse elezioni del 2018 (che all’epoca rappresentava a sua volta il dato peggiore). 

La percentuale di elettori che hanno deciso di non votare è stata particolarmente bassa non solo rispetto alla media storica italiana, ma anche per quella dei grandi Paesi dell’Unione europea. Si tratta infatti del dato più basso mai registrato dal 1945 in poi in Italia, Francia, Spagna e Germania. È invece il terzo dato più basso se si considera anche il Regno Unito, che però non fa più parte dell’Ue. 

Negli ultimi anni, alcuni Paesi membri dell’Ue hanno comunque fatto registrare dati sull’affluenza ancora più bassi rispetto a quelli italiani. 

L’affluenza nei grandi Paesi europei

A partire dal secondo dopoguerra, solo il Regno Unito, tra i grandi Paesi europei, ha fatto registrare dati sull’affluenza più bassi rispetto a quelli italiani. Alle elezioni parlamentari del 2001, vinte dal Partito laburista guidato da Tony Blair, votò il 59,4 per cento degli aventi diritto. Anche alla tornata successiva, vinta da Blair nel 2005, l’affluenza restò bassa, al 61,4 per cento. Da quel momento l’affluenza nel Regno Unito è risalita, raggiungendo il 68,8 per cento alle elezioni del 2017, per poi scendere al 67,3 per cento in quelle del 2019.

In Francia, Spagna e Germania l’affluenza si è invece sempre mantenuta più alta rispetto a quella registrata in Italia alle elezioni del 25 settembre. 

In Francia, considerando le elezioni presidenziali, il minimo storico è stato raggiunto nel secondo turno delle elezioni del 1969, quando votò il 68,9 per cento degli aventi diritto, mentre il massimo è stato raggiunto al secondo turno delle elezioni del 1974, pari all’87,3 per cento. Al secondo turno delle elezioni del 2022, vinte da Emmanuel Macron, ha partecipato invece il 72 per cento dell’elettorato. 

In Spagna, l’affluenza più bassa è stata del 68 per cento, raggiunta nel 1979, mentre negli ultimi vent’anni il dato ha oscillato tra il 68,7 per cento del 2000 e il 75,7 per cento del 2004. 

Per quanto riguarda la Germania, l’affluenza non è mai scesa sotto il 70,8 per cento, minimo storico registrato nel 2009. Nelle più recenti elezioni parlamentari, quelle del 2021, ha votato il 76,6 per cento degli aventi diritto, mentre il dato più alto, pari al 91,1 per cento, è stato raggiunto nel 1972.

Chi vota meno di noi

Nonostante l’affluenza registrata in Italia alle elezioni politiche 2022 sia stata particolarmente bassa, di recente alcuni Stati membri dell’Ue hanno registrato valori più bassi dei nostri. 

Alle elezioni legislative in Portogallo del gennaio 2022, per esempio, l’affluenza è stata del 51,4 per cento. Alle elezioni politiche greche del 2019 ha partecipato il 57,9 per cento degli aventi diritto, mentre in quelle rumene del 2020 il 31,8 per cento.

Secondo i dati pubblicati dall’International institute for democracy and electoral assistance (Idea), un’organizzazione intergovernativa con sede in Svezia, considerando l’ultima tornata di elezioni parlamentari (o presidenziali, nel caso francese), l’affluenza alle elezioni politiche italiane del 25 settembre è la diciottesima più bassa dell’Ue.

 

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