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A livello locale quasi tutti i partiti sono contro il rigassificatore di Piombino

| 22 luglio 2022
La dichiarazione
«Pd, FdI, Lega, Sel e M5s erano insieme a Piombino a dimostrare contro il nuovo rigassificatore»
Fonte: Twitter | Energia
ANSA/GIUSEPPE LAMI
ANSA/GIUSEPPE LAMI
Verdetto sintetico
Il leader di Azione ha ragione, almeno se si considera il livello locale.
In breve
  • Le sezioni o i rappresentanti locali del Partito democratico, di Fratelli d’Italia, della Lega, di Sinistra Italiana e del M5s si sono dichiarati contrari al posizionamento di una nave rigassificatrice nel porto di Piombino, in Toscana. TWEET
  • A livello nazionale, però, solo Fratelli d’Italia e Sinistra italiana hanno al momento espresso una posizione sulla questione, confermando la loro contrarietà al progetto. TWEET
Il 18 luglio, mentre il presidente del Consiglio Mario Draghi si trovava in Algeria per concludere una serie di accordi per le forniture di gas all’Italia, il leader di Azione Carlo Calenda ha criticato su Twitter l’opposizione di vari partiti nei confronti di una nave rigassificatrice che dovrebbe essere posizionata nel porto di Piombino, in provincia di Livorno. In particolare, Calenda ha accusato la Lega, il Movimento 5 stelle, il Partito democratico, Fratelli d’Italia e Sinistra italiana (che Calenda indica con la vecchia sigla oggi scomparsa “Sel”) di aver manifestato «insieme» a Piombino il 16 luglio contro il rigassificatore. 

Abbiamo verificato e, al di là della partecipazione alla manifestazione, è vero che, a livello locale, tutti i partiti citati da Calenda si sono espressi contro il rigassificatore di Piombino, che invece il leader di Azione sostiene convintamente. A livello nazionale, però, solo Fratelli d’Italia e Sinistra italiana hanno al momento espresso una posizione ufficiale (confermando la loro contrarietà al progetto del governo).

Di che cosa stiamo parlando

Il corteo di protesta a cui ha fatto riferimento Calenda nel suo tweet è stato organizzato per protestare contro la decisione del governo Draghi di posizionare nel porto di Piombino una nuova nave rigassificatrice di gas naturale liquefatto (Gnl). Si tratta di un impianto galleggiante che permette di riportare allo stato gassoso il gas naturale liquido trasportato via mare, per poi immetterlo nella rete di fornitura nazionale. 

Il progetto della nave rigassificatrice di Piombino rientra nella strategia del governo italiano per ridurre la dipendenza dal gas russo in seguito alla guerra in Ucraina, ed era stato annunciato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ad aprile. A metà luglio, dopo quasi tre mesi di trattative, il ministero della Transizione ecologica e la Regione Toscana hanno trovato un accordo di massima sul posizionamento della nave rigassificatrice, che dovrebbe rimanere ormeggiata nel porto di Piombino per al massimo tre anni. Più nel dettaglio, la nave in questione si chiama “Golar Tundra”, è stata acquistata a giugno dalla Società nazionale metanodotti (Snam) e può rigassificare fino a 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno.  

Al momento, la nave non è ancora arrivata nel porto di Piombino, ma il 20 luglio, durante il suo intervento al Senato in occasione della crisi di governo, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha detto, tra le altre cose, che l’esecutivo ha intenzione di posizionare la nave entro la primavera del 2023. 

L’iniziativa però è stata criticata sin dall’inizio dall’amministrazione comunale di Piombino, guidata dal sindaco Francesco Ferrari (Fratelli d’Italia), e da vari comitati locali. Ad aprile, quando l’opera era stata lanciata, il sindaco Ferrari aveva protestato per esempio perché, a suo parere, il posizionamento di una nave rigassificatrice potrebbe bloccare la normale attività del porto, compromettendo tra le altre cose l’immagine della città agli occhi dei turisti.

Da FdI a Sinistra italiana, a livello locale tutti contro il rigassificatore

Il 16 luglio, dunque, i comitati e i rappresentanti dell’amministrazione comunale sono scesi in piazza per manifestare contro l’accordo raggiunto dal governo e dalla regione Toscana sul rigassificatore. 

Come mostra un video pubblicato sul sito di Repubblica, alla manifestazione erano presenti anche alcuni cittadini che sventolavano le bandiere della Lega, di Fratelli d’Italia e del Partito democratico, mentre non si vedono i simboli del Movimento 5 stelle o di Sinistra italiana («Sel», ossia Sinistra ecologia e libertà, che Calenda cita nel suo tweet, è confluito in Sinistra italiana nel 2017). Tra le altre cose, alcuni giorni prima della manifestazione, sia la sezione locale del Pd di Piombino sia il consigliere regionale della Lega Marco Landi avevano pubblicato sulle proprie pagine Facebook dei post contro il progetto del governo. «Siamo contrari perché Piombino ha già pagato tantissimo in questi anni in termini di inquinamento e perché finora nessuno ci ha dato la garanzia che la nuova nave rigassificatrice non avrà effetti negativi sul nostro mare e sulla qualità del nostro pesce», ha spiegato a Pagella Politica Landi. 

Il giorno dopo la manifestazione, il 17 luglio, la sezione toscana di Sinistra italiana ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook in cui ha comunicato che il partito era presente alla manifestazione, schierandosi apertamente contro il rigassificatore. Dal canto suo, il M5s aveva espresso posizione contraria al rigassificatore di Piombino già un mese prima: il 14 giugno, le consigliere regionali del M5s Irene Galletti e Silvia Noferi, insieme ai consiglieri comunali del M5s a Piombino, Daniele Pasquinelli ed Emanuele Orlandini, avevano presentato una mozione per chiedere al Consiglio regionale della Toscana di esprimersi contro l’opera.  

Se a livello locale tutti i partiti hanno espresso la loro posizione riguardo il progetto del rigassificatore a Piombino, discorso diverso deve essere fatto a livello nazionale.

Le posizioni a livello nazionale

Per quanto riguarda la Lega, al momento i vertici nazionali del partito non hanno espresso un parere ufficiale sulla questione del rigassificatore di Piombino. 

Il 18 giugno, il sottosegretario all’Agricoltura Gian Marco Centinaio (Lega) ha spiegato di non essere contrario al progetto del rigassificatore, ma che sarebbe necessario puntare su «rigassificatori di nuova generazione per non inquinare il mare della Toscana». «I vertici nazionali della Lega sono a conoscenza della questione di Piombino, poi è chiaro che, essendo il rigassificatore un progetto portato avanti del governo di unità nazionale, i partiti della maggioranza si sono trovati costretti, almeno a livello nazionale, ad accettare la proposta di Draghi», ha spiegato a Pagella Politica il consigliere regionale Landi. 

A differenza della Lega, la posizione dei vertici nazionali di Fratelli d’Italia sul rigassificatore di Piombino è più netta. Il 6 giugno, in un comizio elettorale a Lucca, la leader di Fdi Giorgia Meloni ha detto per esempio che il sindaco di Piombino ha ragione ad opporsi al rigassificatore e che il governo «dovrebbe seriamente valutare tutte le alternative possibili, perché Piombino è una città che sta cercando di riorganizzarsi anche con una vocazione turistica per superare il suo passato».

Sul fronte opposto, quello del centrosinistra, i vertici del Pd non hanno espresso una posizione ufficiale sul rigassificatore. Tra le altre cose, il 22 luglio, il presidente della Regione Toscana e commissario del governo per la realizzazione dell’opera, Eugenio Giani (Pd), ha detto che il rilascio delle autorizzazioni finali per il posizionamento della nave rigassificatrice avverranno solo nella prossima legislatura, quando sarà insediato il nuovo governo. «Io non prenderò certo una decisione di autorizzazione se non vedo chi è il nuovo governo e chi sono i nuovi parlamentari», ha detto il presidente della Regione Toscana, ribadendo che la nave dovrà rimanere a Piombino al massimo per tre anni. Per quanto riguarda invece il M5s, a marzo il presidente del partito, Giuseppe Conte, si era detto favorevole in linea di massima alla realizzazione di nuovi rigassificatori galleggianti per la conversione del gas liquefatto, ma in seguito i vertici nazionali del M5s non hanno espresso una posizione ufficiale sul caso di Piombino.

Per Sinistra italiana, il 25 giugno il segretario Nicola Fratoianni ha ribadito in un’interrogazione parlamentare che, anche a livello nazionale, il suo partito è contrario all’idea di posizionare un rigassificatore nel porto di Piombino, chiedendo di rivalutare la realizzazione dell’opera.

In conclusione, al netto della partecipazione alla manifestazione citata da Calenda, è vero che a livello locale il Pd, FdI, la Lega, Sinistra italiana e il M5s si sono opposti al progetto di un nuovo rigassificatore a Piombino. A livello nazionale, però, è bene precisare che solo Fdi e Sinistra italiana hanno espresso una posizione ufficiale e nettamente contraria alla realizzazione dell’opera. 

Il verdetto

Secondo Carlo Calenda Pd, Fdi, Lega, Sinistra italiana e M5s hanno manifestato «insieme» a Piombino, in Toscana, «contro il nuovo rigassificatore» che il governo Draghi ha previsto di posizionare nel porto della città. 

Abbiamo verificato ed è vero, almeno a livello locale, che tutti i partiti citati da Calenda si sono espressi contro il progetto del governo. Discorso diverso invece a livello nazionale, dato che solo i vertici di Fdi e Sinistra italiana hanno espresso con chiarezza la loro posizione contraria al progetto.
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