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Il governo ha tagliato 94 milioni di euro alle piste ciclabili, ma c’è un però

| 07 dicembre 2022
La dichiarazione
«Il governo Meloni ha tagliato i fondi per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane. Si tratta di 94 milioni di euro in due anni senza i quali non sarà possibile realizzare questa importantissima infrastruttura»
Fonte: Facebook | 2 dicembre 2022
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Verdetto sintetico
La co-portavoce di Europa verde ha ragione a metà.
In breve
  • Nel disegno di legge di Bilancio per il 2023, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha azzerato il fondo da 94 milioni di euro in due anni per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane. TWEET
  • Rimangono però attivi altri fondi con le stesse finalità. Inoltre, il Pnrr ha stanziato circa 600 milioni di euro per costruire quasi 2 mila chilometri di piste ciclabili. TWEET
Il 2 dicembre, la co-portavoce di Europa verde Eleonora Evi ha accusato su Facebook il governo Meloni di aver «tagliato i fondi per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane». Secondo Evi, il disegno di legge di Bilancio per il 2023, ora all’esame della Camera, ha azzerato lo stanziamento di «94 milioni di euro in due anni», senza i quali «non sarà possibile realizzare questa infrastruttura» che garantisce «la sicurezza dei ciclisti e lo sviluppo della mobilità sostenibile».

Evi ha ragione oppure no? In breve, la risposta è sì, ma va detto che il fondo cancellato non è l’unico destinato alla costruzione di piste ciclabili nel nostro Paese.

Il taglio dei fondi

Il Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane è stato istituito con la legge di Bilancio per il 2020, durante il secondo governo Conte, sostenuto dal Movimento 5 stelle e dal Partito democratico. Questo fondo, previsto dall’articolo 1, comma 47, della legge approvata a dicembre 2019, finanziava «con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024» una serie di «interventi finalizzati alla promozione e al potenziamento di percorsi di collegamento urbano destinati alla mobilità ciclistica», come le piste ciclabili e altre infrastrutture legate al trasporto urbano su due ruote.

Nel disegno di legge di Bilancio per il 2023, approvato dal governo Meloni e attualmente all’esame della Camera, questo fondo è stato eliminato. Le tabelle allegate al disegno di legge, infatti, riportano che i 47 milioni di euro l’anno (non più 50 per l’effetto delle rimodulazioni) destinati alle piste ciclabili per il 2023 e il 2024 sono stati definanziati, ossia revocati. Anche nella nota integrativa alla legge di Bilancio, un documento complementare redatto dal Ministero delle Infrastrutture che integra i dati presenti nel testo di legge, sono state azzerate completamente le «competenze», e quindi le risorse, da destinare per la progettazione e la realizzazione di ciclovie per gli anni 2023 e 2024. Sommando i 47 milioni risparmiati dallo Stato per i prossimi due anni, si ottiene un taglio complessivo di 94 milioni di euro, come correttamente affermato da Evi.

Gli altri fondi per le ciclabili

Nonostante questo taglio, rimangono comunque disponibili altri fondi a favore della mobilità ciclabile, tutti istituiti da governi precedenti, i cui soldi però non sono stati spesi del tutto. Per esempio, rientrano in questa categoria il fondo da 2 milioni di euro per le cosiddette «autostrade ciclabili», istituito dal primo governo Conte con la legge di Bilancio per il 2018 e ancora disponibile, e il Fondo per la ciclabilità, che risale alla legge di Bilancio per il 2015, che ha stanziato diversi milioni di euro l’anno fino al 2018 per costruire un sistema nazionale di ciclovie turistiche. Per questo fondo risultano ancora disponibili 40 milioni di euro l’anno per il 2023 e il 2024, riconducibili a risorse non spese. Discorso simile vale anche per altri due fondi per la «mobilità sostenibile e sicurezza stradale», risalenti alle leggi di Bilancio per il 2017 e 2018: il primo dispone di 15 milioni di euro per il 2023, 30 milioni per il 2024 e 10 milioni per il 2025, mentre il secondo di circa 5 milioni di euro per i prossimi tre anni.

Nei prossimi anni la quota più consistente degli investimenti sulla mobilità ciclistica arriverà dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che ha stanziato 600 milioni di euro per costruire «circa 570 chilometri di piste ciclabili urbane e metropolitane e circa 1.250 chilometri di piste ciclabili turistiche», per un totale di quasi 2 mila chilometri.

Il verdetto

Secondo Eleonora Evi, il governo Meloni ha tagliato 94 milioni di euro di fondi previsti per la costruzione nel 2023 e 2024 di nuove piste ciclabili, senza i quali «non sarà possibile realizzare questa infrastruttura».

Abbiamo verificato e la co-portavoce di Europa verde ha ragione a metà. È vero che il disegno di legge di Bilancio per il 2023 prevede l’azzeramento di un fondo da 47 milioni di euro l’anno fino al 2024 per promuovere e potenziare la mobilità ciclistica. Tuttavia, ci sono altri fondi legati alla costruzione di piste ciclabili. Il Pnrr prevede la realizzazione di quasi 2 mila chilometri di ciclovie urbane e turistiche, un progetto per cui sono stati resi disponibili 600 milioni di euro.

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