Matteo Renzi

Renzi sbaglia sulla riapertura delle scuole nei grandi Paesi Ue

«I grandi Paesi europei si dividono tra chi riapre le scuole ad aprile e chi le riapre a maggio»

Pubblicato: 21 apr 2020
Data origine: 20 apr 2020
Macroarea questioni sociali

Il 20 aprile, nella sua Enews della settimana, il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha scritto che «i grandi Paesi europei si dividono tra chi riapre le scuole ad aprile e chi le riapre a maggio».

In Italia non si sa ancora se le scuole riapriranno entro la fine dell’anno scolastico. Il 17 aprile, in un’intervista al Corriere della Sera, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha però detto che «con l’attuale situazione sanitaria ogni giorno che passa allontana la possibilità di riaprire a maggio».

Ma è vero invece, come sostiene Renzi, che nei «grandi Paesi europei» – in Germania, Francia, Spagna e Regno Unito – gli studenti torneranno sui banchi tra aprile e maggio?

Abbiamo verificato e l’ex presidente del Consiglio sbaglia.

Che cosa hanno deciso (per ora) gli altri Paesi Ue

Spagna

Partiamo dalla Spagna. Qui, secondo i dati Unesco, circa 8 milioni di studenti – dalla pre-primaria all’università – sono obbligati a rimanere a casa per l’emergenza coronavirus. Secondo i dati dell’Oms, invece, i contagi da nuovo coronavirus sono circa 196 mila da inizio epidemia, con quasi 20.500 morti.

Come in Italia, anche in Spagna non c’è una data concordata sulla riapertura delle scuole.

Il 17 aprile, il quotidiano spagnolo El País ha dato notizia che gli esperti della Società pediatrica spagnola, che consigliano le scelte del governo, hanno suggerito di riaprire le scuole dopo l’estate. Al momento, sostengono, fare altrimenti sarebbe troppo rischioso.

Il ritorno sui banchi a settembre, secondo gli esperti spagnoli, sarebbe possibile per gradi e con le misure di protezione necessarie per evitare una nuova diffusione del contagio.

Anche in Spagna poi – come successo in Italia – il governo ha adottato alcune misure dedicate alla scuola, per esempio sospendendo la possibilità di bocciare gli studenti durante questo anno scolastico.

Francia

In Francia gli studenti colpiti dall’emergenza coronavirus sono circa 15 milioni e 500 mila, in un Paese con circa 111.500 contagiati e quasi 19.700 morti.

Il 13 aprile, in un discorso alla nazione, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha annunciato che le scuole in Francia riapriranno «gradualmente» dal prossimo 11 maggio. Una scelta che ha ricevuto diverse critiche nel Paese, da parte di alcune associazioni di medici francesi.

La riapertura è stata confermata il giorno dopo anche dal ministro dell’Istruzione francese Jean-Michel Blanquer, che ha specificato come il ritorno sui banchi non sarà però obbligatorio.

Il 19 aprile il primo ministro francese Édouard Philippe ha specificato poi in una conferenza stampa che l’11 maggio le scuole non saranno riaperte per tutti.

Ad oggi non è però ancora chiaro come sarà organizzato questo rientro per gradi e rimangono ancora diversi punti interrogativi sulla questione.

Regno Unito

Nel Regno Unito stiamo invece parlando di circa 14 milioni e 400 mila studenti lontani da scuola e dalle università, in un Paese che finora ha registrato poco più di 120 mila contagi da nuovo coronavirus e oltre 16 mila morti.

Come ha spiegato il 20 aprile il quotidiano britannico The Telegraph, «il segretario di Stato per l’Istruzione Gavin Williamson ha detto di non essere ancora in grado di offrire una data precisa su quando e come ricomincerà l’istruzione nelle scuole nel Regno Unito».

Nelle ultime ore era circolata voce nel Paese che fosse prossimo all’approvazione un piano per la riapertura graduale delle attività, tra cui quella delle scuole verso la metà di maggio. Uno scenario che è stato però smentito il 20 aprile dal segretario di Stato per la Giustizia Michael Gove.

Germania

Infine, vediamo che cosa ha deciso la Germania, dove si stima che circa 15 milioni e 400 mila studenti siano dovuti rimanere a casa da scuola o dalle università a causa del nuovo coronavirus.

Il Paese, tra i grandi Stati Ue, è ad oggi quello con meno decessi legati all’emergenza, con poco più di 4.400 morti su quasi 142 mila contagi.

Come ha riportato il 20 aprile la Bbc, le autorità tedesche hanno già alleggerito le misure del lockdown, concedendo, tra le altre cose, la riapertura di piccoli negozi, dei concessionari d’auto e delle scuole, solo per alcuni studenti (per esempio che hanno esami da dare) e con in vigore ancora i provvedimenti di distanziamento sociale.

Il 16 aprile, il quotidiano tedesco Der Tagesspiegel ha invece dato notizia che le scuole dovrebbero progressivamente riaprire dal 4 maggio, e maggiori dettagli sulle modalità di ritorno sui banchi si dovrebbero avere il 29 aprile da parte del Ministero dell’Istruzione.

Il verdetto

Secondo Matteo Renzi, «i grandi Paesi europei si dividono tra chi riapre le scuole ad aprile e chi le riapre a maggio». Abbiamo verificato e il leader di Italia Viva sbaglia.

Ad oggi, in Spagna e nel Regno Unito – come in Italia – non esiste una data di riapertura delle scuole. In Francia è stata annunciata una riapertura non obbligatoria per l’11 maggio, ma per gradi e non per tutti.

In Germania invece – il grande Paese Ue al momento meno colpito per numero di vittime – alcuni studenti stanno già tornando sui banchi di scuola, mentre una riapertura progressiva è in programma per l’inizio di maggio.

In conclusione, Renzi si merita un “Pinocchio andante”.

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