Matteo Renzi

Tra i governi Renzi e Conte, quale costa di più?

«Il mio Governo aveva meno ministri di quello attuale. La struttura di Palazzo Chigi con noi costava meno di quanto sta nel bilancio 2019 per il Governo Conte. L’ufficio stampa costava meno del team di Casalino».

Pubblicato: 22 gen 2019
Data origine: 03 gen 2019
Macroarea istituzioni

Dalla sua pagina Facebook, l'ex segretario del Partito Democratico Matteo Renzi ha parlato della differenza tra il suo governo e quello di Giuseppe Conte in termini di dimensione e di costi.

In particolare, l’ex presidente del Consiglio si è concentrato sul numero dei ministri, affermando che quelli del suo governo erano meno rispetto a quelli attuali, e sui minori costi di Palazzo Chigi e del relativo ufficio stampa durante il suo mandato.

Verifichiamo se è davvero così.

Conte batte Renzi 18 a 16

Riguardo il numero dei ministri, ha ragione Matteo Renzi. Quando quest’ultimo ha ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio (dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016) i ministri erano meno rispetto a quelli attualmente in carica.

Infatti, durante il governo Renzi i ministri erano sedici (di cui tre senza portafoglio), mentre attualmente i responsabili dei dicasteri del governo Conte sono in tutto diciotto (di cui sei senza portafoglio).

Se quindi è vero che il numero dei ministri era inferiore durante il governo Renzi, si può aggiungere che il suo governo batteva però 13 a 12 quello di Conte per quanto riguarda i ministri “con portafoglio”, cioè a capo di uno specifico apparato della pubblica amministrazione. I ministri “senza portafoglio” sono quelli che esercitano le loro funzioni solo come delega del Presidente del Consiglio.

Uffici stampa a confronto

Matteo Renzi ha dichiarato poi che il suo ufficio stampa costava meno di quanto costa attualmente. È possibile verificare questi dati consultando, sul sito della Presidenza del Consiglio, la sezione relativa agli incarichi presso gli uffici di diretta collaborazione del presidente. In questo modo si può ricavare la composizione dell’ufficio stampa con i relativi ruoli e compensi.

Durante il governo Renzi, l’ufficio stampa e del portavoce del presidente del Consiglio era composto da sette unità con un monte stipendi totale - ricavato sommando tutte le voci contenute nella tabella relativa - di 605.749,89 euro.

Tab 1: Costi ufficio stampa governo Renzi - Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Anche il governo Conte si avvale delle prestazioni di sette persone per l’ufficio stampa. Come si vede nella tabella sottostante, i compensi totali sono maggiori del 10 per cento circa: l’esborso complessivo ammonta infatti a 662.450,37 euro, quasi 60 mila euro in più rispetto all’epoca di Renzi. Anche sottraendo il compenso del videomaker Filippo Attili, che viene in parte erogato dal Viminale e non da Palazzo Chigi, risulterebbe comunque che i sei collaboratori di Conte vengono pagati più dei sette di Renzi (di circa ventimila euro).

Tab 2: Costi ufficio stampa governo Conte - Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Palazzo Chigi e i suoi costi

Renzi ha anche parlato dei costi della “struttura” di Palazzo Chigi durante il suo governo, reputandoli inferiori rispetto alle previsioni inserite nel bilancio per il 2019 dal governo Conte. Procediamo con ordine.

Secondo la legge che ne stabilisce l’organizzazione, la Presidenza del Consiglio dei ministri (Pcm) gode di autonomia contabile e di bilancio, in base alle risorse che le vengono assegnate ogni anno dalla manovra (art. 8 del Dlgs 393/99).

Quando Renzi menziona i “costi della struttura” si riferisce con ogni probabilità ai costi di funzionamento e gestione della Presidenza del Consiglio. Il governo Renzi è rimasto in carica dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016, quindi bisogna prendere in considerazione i “conti finanziari” di Palazzo Chigi degli anni 2014, 2015, 2016. I conti finanziari non sono altro che i bilanci consuntivi della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Pcm) e vengono pubblicati entro il 31 maggio dell’anno successivo al quale si riferiscono.

Nei conti finanziari della Pcm è difficile rintracciare con precisione i costi di gestione. Possiamo operare una stima prendendo in considerazione due specifici capitoli di spesa, rappresentati dalle voci 2115, “spese per il funzionamento della Pcm”, e 2120, “spese obbligatorie”.

Il tutto è però da prendere con le pinze, poiché non è chiaro quali costi vengano inclusi al loro interno. Per di più, il confronto con le spese previste nel 2019 dal governo Conte è reso difficile dall’assenza dei relativi rendiconti che, come detto sopra, verranno resi pubblici a maggio 2020 (anche quelli del 2018 devono ancora essere pubblicati, e riguardano il governo Conte solo per un semestre). Per il 2019, quindi, dovremo analizzare quanto previsto in legge di bilancio.

Durante il governo Renzi

Per il 2014, i trasferimenti complessivi dal bilancio dello Stato alla Pcm sono stati di circa 3,3 miliardi di euro (per la precisione 3.306.906.548 euro). Questi soldi sono serviti però a finanziare cose molto diverse, tra cui la Protezione Civile, che da sola rappresentava quasi il 71% del trasferimento statale.

Le voci di nostro interesse sono identificate dai capitoli di spesa 2115 e 2120: rispettivamente “spese di funzionamento” (35.016.574 euro) e “spese obbligatorie” (pari a 304.013.738 euro). La loro somma costituisce una stima verosimile dei costi di gestione per il 2014 e ammonta a 339.030.312 euro, circa un decimo del totale.

Possiamo procedere analogamente per il 2015 e il 2016. Nel 2015 il totale dei trasferimenti è di 1.561.186.429 euro. Di questi, 333.271.685 euro sono stati impiegati alle spese di gestione e funzionamento (34.327.548 euro di spese di funzionamento e 298.944.137 euro di spese obbligatorie). Nel 2016, si registrano 2.187.783.326 euro di trasferimenti statali a fronte di una spesa per gestione e funzionamento pari a 331.923.223 euro (32.870.720 euro di spese di funzionamento e 299.052.503 euro di spese obbligatorie).

Durante il governo Renzi c’è stata quindi una leggera diminuzione dei costi di gestione e funzionamento di Palazzo Chigi, passati dai 339 milioni di euro del 2014 ai 331,9 milioni di euro del 2016 (un calo del 2 per cento circa).

Le previsioni del governo Conte per il 2019

Renzi ha affermato che nel bilancio per il 2019 sono previsti maggiori costi di funzionamento per Palazzo Chigi, rispetto a quanto veniva speso durante il suo governo. Le uniche cifre disponibili sono quelle contenute nelle tabelle della legge di Bilancio 2019. Le voci relative alla Pcm non scendono nel dettaglio (si tratta pur sempre di un bilancio di previsione), ma danno un’idea di come verranno, in via previsionale, ripartiti i fondi.

Per il 2019, il governo Conte assegna alla Pcm 543.927.004 euro. Sappiamo che questa cifra rappresenta i trasferimenti per il funzionamento della Pcm, ma anche per celebrazioni di carattere nazionale e per il Piano nazionale per la riqualificazione e rigenerazione delle aree urbane degradate.

La voce di nostro interesse è stavolta soltanto la 2120, adesso denominata “somma da assegnare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri” (dall’esercizio finanziario 2017, la 2115 è infatti stata soppressa e inglobata dalla 2120). Essa ammonta, per il 2019, a 333.296.859 euro.

I costi della Presidenza del Consiglio dei Ministri sotto Conte restano quindi sostanzialmente identici a quelli dell’ultimo anno di Renzi, con una differenza di 1,4 milioni di euro in più: lo 0,4 per cento in più.

Verdetto

Renzi ha affermato correttamente che il suo governo avesse meno ministri di quello attuale, ed effettivamente i “suoi” erano 16 mentre quelli del governo Conte sono 18. L’ex Presidente del Consiglio ha anche dichiarato che durante il suo governo Palazzo Chigi e l’ufficio stampa connesso avessero costi inferiori rispetto a quelli attuali. Per quanto riguarda l’ufficio stampa Renzi ha ragione: a parità di membri, sette, attualmente i compensi erogati dal governo Conte sono superiori di quasi 60 mila euro, circa il 10 per cento.

Sui costi della “struttura” di Palazzo Chigi Renzi potrebbe avere ragione, ma il condizionale è d’obbligo perché non è facile delimitare con precisione quali siano i costi di solo funzionamento della Presidenza del Consiglio dei ministri. Inoltre il confronto con le previsioni di spesa del governo Conte per il 2019 è reso difficoltoso, oltre che dalle voci poco dettagliate, dal fatto che si tratta per l’appunto di una previsione. Per Renzi, dunque, affermare con certezza che i costi di funzionamento della Pcm siano aumentati rispetto agli anni del suo Governo è di fatto quasi impossibile. In base ai bilanci di previsione, le spese generiche della Pcm sotto Conte sono superiori di appena 1,4 milioni di euro (su un totale di circa 330 milioni).

Due ministri in meno, un 10% in meno nelle spese dell’ufficio stampa e un probabile azzardo sui costi di funzionamento di Palazzo Chigi, che da bilancio sembrano essere rimasti più o meno gli stessi: diamo a Matteo Renzi un “C’eri quasi”.

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