L’inflazione successiva alla pandemia e all’invasione dell’Ucraina nel 2022 ha favorito la crescita del markup delle imprese, ossia del margine tra ricavi e costi. In risposta agli aumenti dei prezzi, infatti, le aziende tendono a sovrastimare i loro rincari, in modo da coprire le perdite dovute all’inflazione. Questo porta a un leggero aumento dei profitti, che ha avuto il picco nel 2023, quando il markup era superiore del 2,7 per cento rispetto al livello del 2019.

L’adeguamento dei salari all’inflazione ha riassorbito buona parte di questa crescita del margine di profitto, con il livello che è più o meno tornato a quello del 2019 all’inizio di quest’anno. Il fatto che i salari nominali siano cresciuti più dei profitti non significa che i lavoratori abbiano guadagnato di più degli imprenditori: innanzitutto, il profitto è una percentuale sui ricavi, mentre le retribuzioni crescono in modo cumulato nel tempo. Inoltre, l’imprenditore può guadagnare anche da fonti diverse dai profitti. Per esempio, in questi anni potrebbero aver visto il loro reddito e la loro ricchezza aumentare a causa della crescita delle quotazioni azionarie delle società nel loro portafogli.