La recente ondata di calore in Europa, in particolare in Francia, ha riaperto il dibattito sui rischi legati al cambiamento climatico. In particolare, negli Stati Uniti ci si è chiesti a lungo come mai i cittadini europei non utilizzino l’aria condizionata, considerata uno degli strumenti più efficaci per la mitigazione dei fenomeni climatici estremi.
È vero che gli europei registrano una storica diffidenza nei confronti dell’aria condizionata, a volte per questione di abitudine, a volte di salute, a volte per le preoccupazioni climatiche. È anche vero però che negli ultimi anni l’utilizzo dell’aria condizionata è aumentato di parecchio, soprattutto nei paesi maggiormente colpiti dalle ondate di calore. Lo ha mostrato Eurostat con gli ultimi dati sul consumo di energia da parte dei cittadini europei: tra il 2019 e il 2024, il consumo di elettricità per rinfrescare gli ambienti è aumentato del 73 per cento in UE e del 138 per cento in Italia. Nonostante il maggior peso nel tempo, per il momento l’aria condizionata è responsabile di una quota limitata delle emissioni globali: circa il 3 per cento, contro un 12 per cento dagli impianti di riscaldamento.
È vero che gli europei registrano una storica diffidenza nei confronti dell’aria condizionata, a volte per questione di abitudine, a volte di salute, a volte per le preoccupazioni climatiche. È anche vero però che negli ultimi anni l’utilizzo dell’aria condizionata è aumentato di parecchio, soprattutto nei paesi maggiormente colpiti dalle ondate di calore. Lo ha mostrato Eurostat con gli ultimi dati sul consumo di energia da parte dei cittadini europei: tra il 2019 e il 2024, il consumo di elettricità per rinfrescare gli ambienti è aumentato del 73 per cento in UE e del 138 per cento in Italia. Nonostante il maggior peso nel tempo, per il momento l’aria condizionata è responsabile di una quota limitata delle emissioni globali: circa il 3 per cento, contro un 12 per cento dagli impianti di riscaldamento.