La ripresa dell’occupazione dopo la pandemia ha modificato le tendenze del mercato del lavoro italiano. Con i lockdown del 2020, è crollato il numero di contratti a termine, l’unico tipo di rapporto di lavoro che poteva essere terminato grazie alla scadenza dei contratti stessi. Il loro numero è tornato ad aumentare dopo la crisi, ma nel frattempo era accelerata anche la crescita dei contratti a tempo indeterminato.
Tra gennaio 2019 e maggio 2026, i dipendenti a tempo indeterminato sono aumentati di 1,8 milioni di unità, mentre i precari sono 600 mila in meno. Questo aumento di occupazione stabile non è però bastato a far ripartire i salari e il PIL, che continuano a registrare una crescita stazionaria.
Tra gennaio 2019 e maggio 2026, i dipendenti a tempo indeterminato sono aumentati di 1,8 milioni di unità, mentre i precari sono 600 mila in meno. Questo aumento di occupazione stabile non è però bastato a far ripartire i salari e il PIL, che continuano a registrare una crescita stazionaria.