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Per capire le elezioni di midterm bisogna guardare a Campobasso

Dopo la vittoria dei democratici, Trump si trova in una situazione che in gergo si chiama “anatra zoppa”, che in Italia si può verificare nelle grandi città e in alcune regioni
EPA/JIM LO SCALZO
EPA/JIM LO SCALZO
Nella notte tra il 3 e il 4 novembre il Partito Democratico degli Stati Uniti ha vinto le elezioni di midterm americane, conquistando così la maggioranza dei seggi in entrambi i rami del Congresso, ossia la Camera dei rappresentanti e del Senato. Le elezioni di midterm (in italiano “medio termine”) sono le elezioni con cui, ogni due anni, negli Stati Uniti gli elettori sono chiamati a votare per rinnovare un terzo dei membri del Senato e tutti i seggi della Camera dei rappresentanti. Queste elezioni sono chiamate di “medio termine” perché cadono sempre a metà del mandato del presidente degli Stati Uniti. Al termine del mandato, oltre alle elezioni per eleggere il nuovo presidente, si tengono poi le elezioni generali per rinnovare tutti i membri di Camera e Senato.

Le elezioni di midterm tenutesi in questi giorni segnano un risultato significativo per gli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump, sostenuto dal Partito Repubblicano, terminerà ufficialmente il suo mandato a novembre 2028 e per i prossimi due anni dovrà governare confrontandosi con un Congresso dove la maggioranza dei parlamentari è espressione dei Democratici, una situazione che rende Trump più debole politicamente. Per esempio, in base all’ordinamento statunitense, Trump potrà impartire direttive agli organi dell’amministrazione federale, attraverso gli ordini esecutivi, che sono una prerogativa del presidente, ma sarà più difficile per lui approvare nuove leggi federali di sua iniziativa, visto che avrà bisogno del voto favorevole della Camera e del Senato. 

Questa situazione viene chiamata nel linguaggio politico con il termine inglese lame duck, in italiano “anatra zoppa”. Questo termine, che ha origine proprio nei Paesi anglosassoni, sta a indicare la situazione in cui un politico che detiene una carica pubblica vede il suo potere nei fatti compromesso. Un esempio è il presidente degli Stati Uniti che, dopo le elezioni di medio termine, deve convivere con un Congresso dove la maggioranza dei parlamentari è espressione del partito a lui contrario. 

Quella dell’“anatra zoppa” è una situazione che può determinarsi soprattutto negli Stati Uniti, dove il presidente è eletto direttamente dai cittadini e sono previste elezioni per rinnovare il Congresso a metà del suo mandato. In Italia l’“anatra zoppa” non si può verificare a livello nazionale, ma a livello locale sì, nei comuni e nelle regioni, seppur con dinamiche diverse rispetto a quanto avviene negli Stati Uniti.

L’“anatra zoppa” nei comuni italiani

A livello nazionale in Italia non si può verificare il fenomeno dell’“anatra zoppa” perché il nostro Paese è una repubblica parlamentare. In parole semplici, i cittadini eleggono i membri del Parlamento e il governo deve essere sostenuto dalla maggioranza dei membri di Camera e Senato. Nel nostro Paese il governo e il suo presidente del Consiglio non possono “convivere” con una maggioranza parlamentare che non sia quella che li sostiene, come può avvenire invece negli Stati Uniti. Negli Stati Uniti infatti il presidente è anche il capo del governo, viene eletto direttamente dai cittadini e non deve godere del sostegno del Parlamento, in quel caso il Congresso. Allo stesso tempo, però, avere un congresso contrario può limitare comunque il potere del presidente stesso, come visto in precedenza.

Sebbene con molte differenze, nel nostro Paese questa dinamica può avvenire a livello locale, soprattutto nei consigli comunali delle città con più di 15 mila abitanti, i cosiddetti “comuni superiori”. In questi comuni viene eletto sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi, cioè più del 50 per cento. Se nessuno raggiunge tale maggioranza, si procede a un secondo turno tra i due candidati più votati e al ballottaggio vince chi ottiene più voti validi, anche senza raggiungere la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Secondo la normativa italiana, nel primo turno delle elezioni comunali è possibile inoltre il voto disgiunto: un elettore può votare per un candidato presidente, ma votare per una lista a esso non collegata. Per esempio, un elettore può votare allo stesso tempo per una lista di centrodestra, ma votare per il candidato sindaco del centrosinistra. Questo fa sì che, in alcuni casi, un candidato sindaco ottenga meno voti di quelli ottenuti dalle proprie liste, o viceversa. Ed è il meccanismo che consente nei comuni con più di 15 mila abitanti il verificarsi dell’“anatra zoppa”. 

Prendiamo per esempio il caso di Campobasso, capoluogo del Molise. Alle elezioni comunali a giugno 2024 Marialuisa Forte, candidata del centrosinistra, aveva vinto al ballottaggio con il 50,9 per cento dei voti contro Aldo De Benedittis, candidato del centrodestra. Al primo turno, Forte era arrivata seconda dietro a De Benedittis. Quest’ultimo però non era riuscito a superare la soglia del 50 per cento più uno dei voti personali, nonostante le liste a lui collegate avessero superato questa soglia. In quel caso, significava molto probabilmente che diversi elettori del centrodestra avevano optato per il voto disgiunto, votando come sindaca la candidata del centrosinistra Forte. Ciò ha fatto sì che Forte abbia vinto al ballottaggio, ma la maggioranza dei seggi in Consiglio comunale è andata alle liste del centrodestra a lei opposte. Dopo le elezioni del 2024, Forte si è dunque trovata nella situazione dell’“anatra zoppa” e, per governare, è stata costretta a cercare il sostegno di consiglieri comunali eletti con il centrodestra. Il passaggio decisivo è avvenuto il 12 luglio 2024, durante la prima seduta del nuovo Consiglio comunale, meno di tre settimane dopo il ballottaggio, quando due consiglieri eletti nel centrodestra sono passati alla maggioranza di centrosinistra.

In questi anni, Campobasso non è stato l’unico comune in cui si è verificata l’“anatra zoppa”. Secondo le verifiche di Pagella Politica, un caso simile si è verificato a Catanzaro, nel 2022, dove il candidato sindaco di centrosinistra era stato eletto al ballottaggio, ma le liste di centrodestra avevano ottenuto più seggi in consiglio comunale al primo turno, costringendo il nuovo sindaco ad accordi politici con le opposizioni per governare. 

Nelle regioni

Oltre che nei comuni, il fenomeno dell’“anatra zoppa” può verificarsi nei consigli regionali. Questa situazione può verificarsi quando il presidente della Regione viene eletto, ma la coalizione che lo sostiene non conquista la maggioranza dei seggi nel consiglio regionale. Un esempio è il caso delle elezioni regionali del Lazio del 2018, quando l’ex segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti venne rieletto presidente senza che la coalizione di centrosinistra ottenesse la maggioranza assoluta dei consiglieri.

L’“anatra zoppa” a livello regionale si verifica per una ragione diversa rispetto a quella comunale. Mentre nei Comuni sopra i 15 mila abitanti il problema può nascere dal ballottaggio e dalle condizioni del premio di maggioranza, nelle regioni generalmente si vota in un unico turno e il fenomeno dipende soprattutto dal funzionamento del sistema elettorale e dai limiti del premio di maggioranza previsti nelle singole regioni. Le regioni italiane, infatti, hanno sistemi elettorali differenti l’una dall’altra.
Nel caso del Lazio, la legge elettorale regionale del 2018 prevedeva che 40 seggi fossero assegnati con metodo proporzionale, mentre fino a 10 altri potessero essere attribuiti come premio alla coalizione vincente. Questo sistema però non assicura che il candidato presidente vincitore abbia la maggioranza assoluta dei 51 seggi del Consiglio regionale. Infatti Zingaretti prese il 33 per cento dei voti, ma la sua coalizione ottenne solo 25 seggi (compreso lo stesso Zingaretti). In quel caso, il presidente regionale eletto riuscì a costruire una maggioranza grazie a un accordo con due consiglieri del centrodestra, che decisero di sostenere la sua amministrazione.

Insomma, in Italia le “anatre zoppe” possono verificarsi solo a livello locale e di solito si risolvono con il passaggio di pochi esponenti dell’opposizione nel consiglio comunale o regionale. Negli Stati Uniti, invece la situazione è più complessa: il presidente e il Congresso sono eletti separatamente e godono di una legittimazione autonoma. Di conseguenza, Trump si troverà a governare per anni senza una maggioranza parlamentare favorevole, dovendo necessariamente negoziare con l’opposizione per far approvare le proprie iniziative legislative.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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