«Quando andiamo al governo prometto che toglierò la tassa alle sigarette elettroniche». «Mi sono fatto carico della battaglia a favore del vaping». E ancora: «Via la tassa assurda sulle sigarette elettroniche». Così, tra il 2018 e il 2019, poco prima di andare al governo con il Movimento 5 Stelle e poi durante il suo primo incarico da vicepresidente del Consiglio, il leader della Lega Matteo Salvini si era fatto difensore delle sigarette elettroniche. Nel dicembre 2018, durante il primo governo Conte, la maggioranza di cui faceva parte la Lega aveva anche approvato una consistente riduzione della tassazione sui liquidi per sigarette elettroniche.
La difesa di questo settore da parte dell’attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è andata avanti per diversi anni. «Le sigarette elettroniche stanno aiutando tanta gente ad abbandonare quelle normali. Da ex fumatore che ha smesso 4 anni fa, il divieto di fumarle all’aperto appare esagerato. Voi che dite?», aveva chiesto sui social Salvini a marzo 2023, quando si stava valutando l’estensione del divieto di fumo nei parchi e alle fermate dei mezzi di trasporto pubblico, anche per le sigarette elettroniche.
L’interesse di Salvini ai prodotti alternativi alle sigarette tradizionali a combustione si spiegava anche col fatto che alcune aziende del settore come Vaporart erano tra i principali finanziatori della Lega, come abbiamo raccontato in un precedente approfondimento. Dal 2025 però non risultano più finanziamenti da parte dell’azienda, e nel frattempo sono diminuite le prese di posizione pubbliche del leader della Lega a favore di questi prodotti, fino ad arrivare al nuovo disegno di legge di Bilancio per il 2027, in cui il governo Meloni – di cui Salvini è vicepresidente del Consiglio oltre che ministro – ha previsto misure proprio sul settore delle sigarette, comprese quelle elettroniche, che un tempo il leader della Lega avrebbe criticato.
Il testo della nuova manovra finanziaria, al momento all’esame della Commissione Bilancio della Camera, prevede infatti di anticipare l’entrata in vigore di una serie di aumenti di imposte sulle sigarette, che potrebbero causare aumento del prezzo per i consumatori. Su queste misure Salvini non ha rilasciato nessun commento sebbene a dicembre 2020, quando era all’opposizione, avesse usato toni molto duri contro la proposta di aumentare le tasse sul settore da parte del secondo governo Conte. «Chiudono i negozi e aumentano le tasse? Questi sono matti. Giù le mani dallo svapo», aveva scritto all’epoca il leader della Lega, che adesso sta mantenendo il silenzio sugli aumenti proposti dal suo governo.
La difesa di questo settore da parte dell’attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è andata avanti per diversi anni. «Le sigarette elettroniche stanno aiutando tanta gente ad abbandonare quelle normali. Da ex fumatore che ha smesso 4 anni fa, il divieto di fumarle all’aperto appare esagerato. Voi che dite?», aveva chiesto sui social Salvini a marzo 2023, quando si stava valutando l’estensione del divieto di fumo nei parchi e alle fermate dei mezzi di trasporto pubblico, anche per le sigarette elettroniche.
L’interesse di Salvini ai prodotti alternativi alle sigarette tradizionali a combustione si spiegava anche col fatto che alcune aziende del settore come Vaporart erano tra i principali finanziatori della Lega, come abbiamo raccontato in un precedente approfondimento. Dal 2025 però non risultano più finanziamenti da parte dell’azienda, e nel frattempo sono diminuite le prese di posizione pubbliche del leader della Lega a favore di questi prodotti, fino ad arrivare al nuovo disegno di legge di Bilancio per il 2027, in cui il governo Meloni – di cui Salvini è vicepresidente del Consiglio oltre che ministro – ha previsto misure proprio sul settore delle sigarette, comprese quelle elettroniche, che un tempo il leader della Lega avrebbe criticato.
Il testo della nuova manovra finanziaria, al momento all’esame della Commissione Bilancio della Camera, prevede infatti di anticipare l’entrata in vigore di una serie di aumenti di imposte sulle sigarette, che potrebbero causare aumento del prezzo per i consumatori. Su queste misure Salvini non ha rilasciato nessun commento sebbene a dicembre 2020, quando era all’opposizione, avesse usato toni molto duri contro la proposta di aumentare le tasse sul settore da parte del secondo governo Conte. «Chiudono i negozi e aumentano le tasse? Questi sono matti. Giù le mani dallo svapo», aveva scritto all’epoca il leader della Lega, che adesso sta mantenendo il silenzio sugli aumenti proposti dal suo governo.