Settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo netto di 1.560 euro al mese e gratuità dei bisogni fondamentali. Troppo bello per essere vero? «Al massimo è troppo bello per non essere vero. Oggi viviamo nella società più abbondante di sempre: non è paradossale che gli esseri umani continuino a lavorare dalla mattina alla sera quando tutto è fatto quasi interamente dalle macchine?», racconta a Pagella Politica Davide Dibitonto, principale promotore del partito Capibara, uno dei progetti politici più insoliti comparsi online negli ultimi anni.
Nato dalle discussioni su gruppi Facebook, comunità online e pagine social, a prima vista può sembrare solo un bizzarro esperimento di comunicazione: il nome richiama un animale diventato popolare in rete; l’estetica è fatta di meme dai colori sgargianti, glitter e immagini surreali; il linguaggio alterna formule volutamente provocatorie, ironia e critica radicale al capitalismo, ispirata alle analisi del critico culturale e blogger britannico Mark Fisher.
Nato dalle discussioni su gruppi Facebook, comunità online e pagine social, a prima vista può sembrare solo un bizzarro esperimento di comunicazione: il nome richiama un animale diventato popolare in rete; l’estetica è fatta di meme dai colori sgargianti, glitter e immagini surreali; il linguaggio alterna formule volutamente provocatorie, ironia e critica radicale al capitalismo, ispirata alle analisi del critico culturale e blogger britannico Mark Fisher.