Marx e Spinoza non sono stati “tagliati” dai programmi di filosofia dei licei

Sinistra Italiana accusa il ministro dell’Istruzione di avere escluso anche Leibniz e Fichte, ma il confronto con i testi mostra un quadro più complesso
ANSA
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Il 16 maggio Sinistra Italiana ha condiviso sui social un post per criticare il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, accusandolo di portare avanti una «guerra ideologica contro la scuola». Il riferimento del partito guidato da Nicola Fratoianni è al testo delle nuove “Indicazioni nazionali per i licei”, pubblicato il 22 aprile dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, e già al centro di alcune polemiche

Nella grafica che accompagna il post si legge, in particolare, che «Spinoza, Leibniz, Marx e Fichte» sarebbero stati «tagliati nei programmi di filosofia». Secondo Sinistra Italiana, che richiama la denuncia di un «gruppo di docenti universitari e filosofi», le nuove indicazioni ridurrebbero il «pluralismo culturale e filosofico» attraverso «l’esclusione o il ridimensionamento di importanti autori della tradizione filosofica moderna e contemporanea». In sostanza, l’accusa è che il ministero abbia impoverito il percorso scolastico, contribuendo a un «appiattimento della scuola pubblica».
Ma davvero autori come Marx e Spinoza sono stati tagliati dai programmi scolastici dei licei? Il confronto con le Indicazioni nazionali del 2010 mostra che alcuni dei nomi citati da Sinistra Italiana risultano effettivamente meno presenti, o non sono più menzionati esplicitamente in vari indirizzi. La formula “tagliati dai programmi”, però, è imprecisa: le Indicazioni nazionali non sono un elenco chiuso di autori che i docenti possono o non possono insegnare, e i casi citati dal partito non sono tutti uguali.

Che cosa sono le Indicazioni nazionali

Le Indicazioni nazionali sono il documento che stabilisce la cornice comune degli insegnamenti nei licei. Quelle attualmente in vigore risalgono a un decreto interministeriale dell’ottobre 2010 e indicano gli obiettivi specifici di apprendimento delle varie discipline nei percorsi liceali.

Questo però non significa che siano un programma ministeriale rigido, con una lista chiusa di autori da studiare. Nell’allegato A al decreto del 2010 si legge che il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente (PECUP) e le Indicazioni nazionali costituiscono «l’intelaiatura» su cui le scuole costruiscono il piano dell’offerta formativa e i docenti i propri percorsi didattici. Il profilo descrive, in sintesi, le competenze, le conoscenze e le capacità che uno studente dovrebbe avere alla fine del liceo. Le Indicazioni fissano quindi un quadro nazionale, ma lasciano spazio alle scelte delle scuole e degli insegnanti.

Anche il testo pubblicato ad aprile 2026 dal Ministero dell’Istruzione e del Merito va letto in questo contesto. Nella premessa, il documento viene presentato come il risultato di un lavoro ancora «in itinere» della commissione tecnica e come base per una nuova fase di confronto con le parti sociali.

Cosa dicevano nel 2010?

Per verificare quanto scritto da Sinistra Italiana bisogna partire dalle Indicazioni nazionali del 2010, cioè il testo ancora in vigore nei licei. 

Nella parte dedicata alla filosofia moderna, Spinoza e Leibniz erano citati esplicitamente. Il documento indicava tra i temi e gli autori «imprescindibili» la rivoluzione scientifica, Galilei, Cartesio, Hume, Kant, il pensiero politico moderno e l’idealismo tedesco, con particolare riferimento a Hegel. Per sviluppare questi argomenti, aggiungeva che era opportuno esaminare anche il contributo di altri autori, con «particolare attenzione» a grandi esponenti della tradizione metafisica, etica e logica moderna «come Spinoza e Leibniz».

Anche Marx era menzionato in modo esplicito. Per il quinto anno, le Indicazioni del 2010 lo studio di questo autore era definito «imprescindibile» insieme a quello di Schopenhauer, Kierkegaard e Nietzsche. Lo stesso testo richiamava poi le «interpretazioni e sviluppi del marxismo» tra gli autori o problemi della filosofia del Novecento che i docenti potevano scegliere di approfondire.

Il caso di Fichte, citato da Sinistra Italiana, è invece diverso. Il suo nome non compariva nella sezione di filosofia del 2010. Per questo è impreciso dire che sia stato “tagliato”: si può dire che non compare nelle nuove Indicazioni, ma non che sia stato eliminato da un elenco in cui prima era citato esplicitamente.

Le nuove Indicazioni

Nelle nuove Indicazioni nazionali, la sezione di filosofia è organizzata in modo diverso rispetto a sedici anni fa. Nel liceo classico, per esempio, il documento spiega che l’insegnamento di filosofia può seguire due modalità «complementari e integrabili» tra loro. La prima segue lo sviluppo storico della disciplina, con l’approfondimento di autori e correnti. La seconda privilegia invece un approccio tematico, centrato sull’analisi di problemi fondamentali della tradizione filosofica. 

Nel liceo classico, Spinoza non è citato. Leibniz compare una sola volta, ma in un passaggio circoscritto: tra le questioni che possono essere approfondite c’è quella degli «sviluppi della logica aristotelica e stoica fino a Leibniz». Marx non compare come autore nella parte dedicata all’Ottocento, dove il testo parla più genericamente della «reazione allo hegelismo», ma compare il «marxismo» tra gli argomenti di riferimento del quinto anno. Fichte, invece, continua a non essere menzionato. 

Il quadro cambia in parte a seconda dell’indirizzo. Nel liceo scientifico e nell’opzione scienze applicate, Spinoza, Leibniz e Fichte non compaiono nella sezione di filosofia. Marx non è citato come autore, ma resta il riferimento al «marxismo». Nel liceo linguistico, invece, Marx è citato esplicitamente nella sezione di filosofia. Tra gli argomenti indicati compare infatti «la reazione allo hegelismo in Schopenhauer, Kierkegaard e Marx». Più avanti, tra i temi del pensiero contemporaneo, il testo cita anche gli «sviluppi del marxismo».

Nel liceo delle scienze umane e nell’opzione economico-sociale, Marx compare invece nella sezione dedicata alla sociologia. Tra le conoscenze suggerite c’è infatti la «critica al capitalismo (Marx)». Nella sezione di filosofia, invece, non è citato come autore, ma resta il riferimento al «marxismo».

Il problema del “taglio”

Come abbiamo visto, non si può dire che gli autori citati da Sinistra Italiana siano stati esclusi dai programmi di filosofia dei licei. Dai documenti non emerge che Spinoza, Leibniz, Marx o Fichte non potranno più essere studiati: le nuove Indicazioni non vietano ai docenti di trattarli e lasciano spazio ad approfondimenti scelti dalle scuole e dagli insegnanti.

In altre parole, l’assenza di un autore da un elenco non equivale automaticamente alla sua esclusione dall’insegnamento. Per questo la parola “tagliati” rischia di dare un’idea più netta di quella che emerge dai testi.

Questo non significa che la ricostruzione di Sinistra Italiana sia priva di fondamento. Rispetto alle Indicazioni del 2010, alcuni autori perdono spazio: Spinoza non è più citato nei testi esaminati, Leibniz compare solo in un passaggio sulla storia della logica e Marx, in diversi indirizzi, non è più indicato come autore, pur restando presente attraverso il riferimento al marxismo o in altre discipline.

In sostanza, nelle nuove Indicazioni alcuni autori sono meno presenti o non sono più citati esplicitamente in vari indirizzi. Ma dire che siano stati “tagliati” dai programmi di filosofia dei licei è una formula imprecisa, perché lascia intendere una cancellazione più netta di quella che emerge dai documenti.

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