Il disegno di legge di Bilancio per il 2027, presentato dal governo alla Camera il 30 ottobre, ha riacceso il dibattito sulla situazione della scuola italiana. Tra le misure più contestate c’è la riduzione di quasi 7 mila posti tra insegnanti e personale della scuola, prevista a partire dal prossimo anno scolastico. Dopo le critiche delle opposizioni e dei sindacati, il 4 novembre il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato in un question time alla Camera di voler eliminare la misura.
Le polemiche hanno riportato l’attenzione sulle cosiddette “classi pollaio”. Il 2 novembre il senatore di Alleanza Verdi-Sinistra Peppe De Cristofaro ha dichiarato che in Italia «le classi sovraffollate sono una realtà» e che il calo delle nascite non giustifica i tagli al personale. Sulla stessa linea si è espressa la deputata del Partito Democratico Irene Manzi, secondo cui «il calo demografico poteva essere l’occasione per ridurre il numero di alunni per classe», anziché diminuire il personale scolastico.
Ma quante sono le “classi pollaio” in Italia? I dati disponibili mostrano che le classi italiane sono mediamente meno numerose rispetto a quelle degli altri Paesi OCSE e che negli ultimi anni il numero medio di studenti per classe è ulteriormente diminuito. Questo, però, non significa che non esistano situazioni di sovraffollamento.
Le polemiche hanno riportato l’attenzione sulle cosiddette “classi pollaio”. Il 2 novembre il senatore di Alleanza Verdi-Sinistra Peppe De Cristofaro ha dichiarato che in Italia «le classi sovraffollate sono una realtà» e che il calo delle nascite non giustifica i tagli al personale. Sulla stessa linea si è espressa la deputata del Partito Democratico Irene Manzi, secondo cui «il calo demografico poteva essere l’occasione per ridurre il numero di alunni per classe», anziché diminuire il personale scolastico.
Ma quante sono le “classi pollaio” in Italia? I dati disponibili mostrano che le classi italiane sono mediamente meno numerose rispetto a quelle degli altri Paesi OCSE e che negli ultimi anni il numero medio di studenti per classe è ulteriormente diminuito. Questo, però, non significa che non esistano situazioni di sovraffollamento.