«Quasi 7 mila posti in meno tra docenti e personale ATA dal prossimo anno scolastico. È quanto prevede il disegno di legge di Bilancio 2027. Una scelta inaccettabile, che rischia di indebolire la scuola statale e la qualità dell’istruzione». Così il segretario generale della UIL PierPaolo Bombardieri e il segretario generale della UIL Scuola Giuseppe D’Aprile hanno criticato il disegno di legge della manovra, presentato dal governo il 28 ottobre 2026. «Chiediamo al governo e al Parlamento di cancellare questi tagli dal testo della manovra», hanno aggiunto.
Critiche simili sono arrivate anche da CGIL e CISL, dal sindacato degli insegnanti Gilda e dalle opposizioni. «A pagare saranno studenti e famiglie. Meno docenti dell’organico dell’autonomia significa meno recupero degli apprendimenti, meno contrasto alla dispersione, meno inclusione. Meno personale ATA significa scuole meno sicure e segreterie al collasso», ha detto Irene Manzi, responsabile scuola del Partito Democratico. Mentre per Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi-Sinistra alla scuola «non servono tagli, servono risorse. Si prendano i soldi da dove ci sono. Dalle armi, dagli extraprofitti e da una tassa sulle grandi ricchezze».
Al centro delle critiche c’è un comma del testo che riguarda insegnanti e lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari (ATA) che prevede un taglio motivato da alcuni come un adeguamento del corpo docente al calo demografico, e quindi alla riduzione degli studenti. Ma è vero che il testo prevede tagli al personale scolastico?
Critiche simili sono arrivate anche da CGIL e CISL, dal sindacato degli insegnanti Gilda e dalle opposizioni. «A pagare saranno studenti e famiglie. Meno docenti dell’organico dell’autonomia significa meno recupero degli apprendimenti, meno contrasto alla dispersione, meno inclusione. Meno personale ATA significa scuole meno sicure e segreterie al collasso», ha detto Irene Manzi, responsabile scuola del Partito Democratico. Mentre per Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi-Sinistra alla scuola «non servono tagli, servono risorse. Si prendano i soldi da dove ci sono. Dalle armi, dagli extraprofitti e da una tassa sulle grandi ricchezze».
Al centro delle critiche c’è un comma del testo che riguarda insegnanti e lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari (ATA) che prevede un taglio motivato da alcuni come un adeguamento del corpo docente al calo demografico, e quindi alla riduzione degli studenti. Ma è vero che il testo prevede tagli al personale scolastico?