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È finita l’ascesa di Futuro Nazionale?

Dopo mesi di crescita continua, il partito di Roberto Vannacci a ottobre ha perso quasi un punto nei sondaggi, mentre Fratelli d’Italia è tornato a salire
ANSA
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Dalla sua fondazione lo scorso febbraio, Futuro Nazionale aveva registrato un continuo aumento nelle intenzioni di voto degli elettori, che mese dopo mese lo avevano portato a essere la quarta forza politica del Paese, sfiorando l’8 per cento e superando importanti partiti di governo come Lega e Forza Italia. A novembre però, per la prima volta, il partito fondato dall’ex generale Roberto Vannacci ha subìto una battuta d’arresto, perdendo quasi un punto percentuale rispetto al mese precedente. A beneficiare del calo di Futuro Nazionale è stato soprattutto Fratelli d’Italia: il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni infatti, secondo la media dei sondaggi, è salito dello 0,6 per cento, aumentando così il distacco nei confronti del Partito Democratico, che invece è sceso di mezzo punto.
Questa media dei sondaggi, elaborata in collaborazione con Sondaggi BiDiMedia, prende in considerazione le rilevazioni di 13 istituti pubblicate nel mese di ottobre. Quando uno stesso istituto ha diffuso più sondaggi, abbiamo considerato solo quello più recente, includendo nella media soltanto i partiti sondati da almeno la metà degli istituti. Le variazioni sono calcolate rispetto alla media di settembre, che era costruita con lo stesso criterio, ma sulla base delle rilevazioni di 16 istituti.

Questo metodo riduce l’influenza delle singole rilevazioni e restituisce un quadro più solido sull’orientamento di voto, che va comunque interpretato con cautela, perché anche le medie dei sondaggi incorporano sempre un margine di incertezza.

La novità di Sud Chiama Nord

Oltre al calo di Futuro Nazionale, la novità dei sondaggi di ottobre è la presenza di Sud Chiama Nord, il partito dell’ex sindaco di Messina Cateno De Luca, che il mese scorso è stato sondato da almeno metà degli istituti di sondaggi e quindi esce dal gruppo degli “altri” partiti. 

Il partito, che per ora è dato dai sondaggi all’1 per cento delle preferenze, ha stretto di recente un accordo con il centrodestra, che gli ha permesso di formare una propria componente autonoma alla Camera aggirando così le stringenti norme introdotte dalla nuova legge elettorale sulla raccolta firme per i partiti che non hanno componenti in Parlamento.
Dopo Futuro Nazionale, i partiti che hanno fatto peggio sono il Partito Democratico, che a ottobre ha perso mezzo punto ed è sceso al 20,3 per cento, e Forza Italia, che nonostante sia tornato a essere la quarta forza politica del Paese ha comunque registrato un -0,3 per cento scendendo al 7,1 per cento. Come anticipato, ottobre è stato un mese positivo solo per Fratelli d’Italia, che è passato dal 26,8 al 27,4 per cento.

Le due coalizioni

I partiti che sostengono il governo Meloni – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati – a ottobre hanno raccolto il 41,3 per cento nei sondaggi, che sale di un punto se si considera nella coalizione anche Sud Chiama Nord. La somma delle percentuali sfiora il 50 per cento aggiungendo nel centrodestra anche il 7 per cento di Futuro Nazionale.

Nel campo largo invece a pesare è soprattutto il calo del Partito Democratico, che fa scendere la coalizione di centrosinistra dal 43,6 per cento di settembre al 43,2 per cento di ottobre. Il vantaggio dei partiti di opposizione quindi si riduce ulteriormente, segno che al momento le prossime elezioni politiche potranno essere decise dalle eventuali alleanze strette dai due schieramenti.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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