«Stiamo preparando una modifica della legge regionale», ha detto il 12 ottobre il presidente della Lombardia Attilio Fontana (Lega). A poco più di quattro mesi dall’approvazione, la giunta regionale della Lombardia vuole già rivedere le regole che disciplinano la costruzione dei data center nella regione. «Il nostro problema è soltanto quello di fare in modo che vengano costruiti su aree di recupero e non aree nuove», ha spiegato.
La scelta dei luoghi in cui realizzare questi impianti è uno dei nodi del confronto tra amministrazioni locali, comitati e soprattutto partiti. Eppure, a livello nazionale, lo sviluppo del settore ha raccolto un consenso quasi unanime. Il 24 febbraio la Camera ha approvato una proposta di legge delega al governo per favorire la realizzazione dei data center in Italia e dare al settore una disciplina organica. Il testo ha ottenuto 243 voti favorevoli e nessun contrario. Le sei astensioni sono arrivate tutte da deputati di Alleanza Verdi-Sinistra.
Nonostante ciò, a quasi otto mesi da quel voto, la proposta è ancora all’esame del Senato. Intanto, nei comuni, il sostegno allo sviluppo dei data center si scontra con le difficoltà di trovare un accordo sui singoli progetti. Dove costruire gli impianti? Quali risorse utilizzare? Chi deve avere l’ultima parola?
«Credo che i partiti dovrebbero avere il coraggio di sostenere a livello locale le stesse battaglie che portano avanti a livello nazionale», ha detto a Pagella Politica Giulia Pastorella, deputata di Azione e promotrice della prima delle proposte confluite nel testo approvato dalla Camera. Il confronto sui data center attraversa così anche i partiti, tra rappresentanti nazionali e amministratori locali, con responsabilità e priorità che possono entrare in conflitto.
La scelta dei luoghi in cui realizzare questi impianti è uno dei nodi del confronto tra amministrazioni locali, comitati e soprattutto partiti. Eppure, a livello nazionale, lo sviluppo del settore ha raccolto un consenso quasi unanime. Il 24 febbraio la Camera ha approvato una proposta di legge delega al governo per favorire la realizzazione dei data center in Italia e dare al settore una disciplina organica. Il testo ha ottenuto 243 voti favorevoli e nessun contrario. Le sei astensioni sono arrivate tutte da deputati di Alleanza Verdi-Sinistra.
Nonostante ciò, a quasi otto mesi da quel voto, la proposta è ancora all’esame del Senato. Intanto, nei comuni, il sostegno allo sviluppo dei data center si scontra con le difficoltà di trovare un accordo sui singoli progetti. Dove costruire gli impianti? Quali risorse utilizzare? Chi deve avere l’ultima parola?
«Credo che i partiti dovrebbero avere il coraggio di sostenere a livello locale le stesse battaglie che portano avanti a livello nazionale», ha detto a Pagella Politica Giulia Pastorella, deputata di Azione e promotrice della prima delle proposte confluite nel testo approvato dalla Camera. Il confronto sui data center attraversa così anche i partiti, tra rappresentanti nazionali e amministratori locali, con responsabilità e priorità che possono entrare in conflitto.