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Davvero l’Ue dà «un miliardo di euro» al giorno alla Russia?

| 11 aprile 2022
La dichiarazione
«Ogni giorno noi europei paghiamo un miliardo di euro a Putin per avere le sue fonti di energia»
Fonte: Mezz'ora in più – Rai 3 | 10 aprile 2022
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Verdetto sintetico
Il segretario del Pd arrotonda per eccesso le stime in circolazione.
In breve
  • Non è chiaro da dove venga il dato citato da Letta, che è stato usato nel Parlamento Ue anche da Josep Borrell, secondo cui la spesa giornaliera sarebbe intorno agli 850 milioni di euro. TWEET
  • Le stime in circolazione, fatte da centri studi o di ricerca, si aggirano intorno a questa cifra. TWEET
  • Secondo Crea, il dato più realistico è di 650 milioni di euro al giorno; secondo Bruegel, intorno agli 860 milioni di euro. TWEET
Il 10 aprile, ospite a Mezz’ora in più su La7, il segretario del Partito democratico Enrico Letta ha dichiarato (min. -0:46:58) che ogni giorno i Paesi dell’Unione europea danno alla Russia «un miliardo di euro» per le sue fonti di energia, come gas, petrolio e carbone. Il giorno successivo, in un’intervista con la Repubblica, Letta ha ribadito il concetto, dicendo che «il vero scandalo è il miliardo al giorno che noi versiamo» al presidente russo Vladimir Putin «dall’inizio del conflitto».

Questa cifra è corretta? Abbiamo verificato: è molto difficile sapere con precisione quanti soldi i Paesi europei versano ogni giorno alla Russia per le sue fonti energetiche. Ma in base alle stime più affidabili in circolazione la cifra citata da Letta sembra essere plausibile, seppur arrotondata per eccesso.

Qual è la fonte del dato

Nelle sue dichiarazioni, Letta non ha specificato da dove provenga la stima del «miliardo di euro» versato ogni giorno alla Russia dall’Ue. Il 6 aprile la stessa cifra è stata però citata (min. 23:25) al Parlamento europeo da Josep Borrell, l’alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri. Commentando le conclusioni del Consiglio europeo del 24-25 marzo, Borrell ha dichiarato che ogni giorno i Paesi dell’Ue pagano alla Russia «un miliardo di euro» per la «sua energia» e che, in totale, hanno versato «35 miliardi di euro» per le fonti energetiche dall’inizio del conflitto.

Nel suo discorso, neppure Borrell ha citato la fonte dei suoi dati. Ma dividendo i 35 miliardi di euro per i 42 giorni di guerra intercorsi tra il 24 febbraio, giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, e il 6 aprile, giorno del discorso di Borrell, si ottiene una spesa giornaliera di quasi 850 milioni di euro, una cifra dunque un po’ più bassa del «miliardo» annunciato di fronte al Parlamento europeo.

Questi 850 milioni di euro sono una cifra plausibile? In breve, la risposta è sì, ma le stime in circolazione hanno comunque un ampio margine di incertezza e arrivano a conclusioni non del tutto sovrapponibili.

Che cosa dicono le stime più affidabili

Quando si parla di energia e Russia, una delle fonti più citate negli ultimi giorni è il contatore realizzato dal Centre for research on energy and clean air (Crea), un centro di ricerca indipendente che studia le dinamiche e gli effetti dell’inquinamento dell’aria. Questo contatore, ripreso sui social il 5 aprile anche dal capogruppo dei liberali al Parlamento europeo Guy Verhofstadt, calcola in tempo reale quanti euro i Paesi europei stanno dando alla Russia in cambio delle sue tre fonti di energia fossile: il gas, il petrolio e il carbone.

Secondo le stime di Crea, dal 24 febbraio – giorno di inizio della guerra in Ucraina – alle ore 15 dell’11 aprile, i pagamenti europei per le fonti energetiche della Russia hanno raggiunto un valore pari a quasi 29,8 miliardi di euro: 10,3 miliardi di euro per il petrolio, oltre 18,6 miliardi di euro per il gas e oltre 800 milioni di euro per il carbone. In media, stiamo parlando di oltre 650 milioni di euro versati ogni 24 ore in 46 giorni alla Russia dai Paesi europei, in cambio di fonti energetiche.
Questa cifra è più bassa del «miliardo di euro» di cui hanno parlato sia Letta che Borrell, ma come ha spiegato a Pagella Politica Hubert Thieriot, responsabile del contatore di Crea, i numeri del centro di ricerca sono «ancora stime grezze» e in «continuo miglioramento». Come mostra la metodologia seguita da Crea, sapere con precisione quanto spendono ogni giorno i Paesi europei in gas, carbone e petrolio russo non è semplice e ogni stima deve basarsi necessariamente su una serie di assunzioni. Per esempio, gran parte del gas o del petrolio importati poggia su contratti non pubblici, dalla durata pluriennale, i cui costi possono essere stimati sulla base dei valori delle importazioni passate o dell’andamento del prezzo delle materie prime. 

Discorso analogo vale dunque anche per le altre stime in circolazione nelle ultime settimane. Una delle più citate è quella realizzata da Bruegel, un centro studi con sede in Belgio. Per esempio, il 12 marzo il ricercatore di Bruegel Simone Tagliapietra, insieme a due colleghi economisti, ha calcolato che, sulla base di un continuo aumento dei prezzi energetici, l’Ue avrebbe pagato alla Russia nella prima metà del 2022 circa 850 milioni di dollari al giorno soltanto per il gas, ossia circa 780 milioni di euro. L’8 aprile, in un’intervista con Euronews, Tagliapietra ha fornito dei dati più aggiornati, secondo i quali ogni giorno l’Ue paga alla Russia circa «850 milioni di euro» per il petrolio e per il gas, messi insieme, a cui vanno aggiunti 10 milioni di euro per il carbone. Nel complesso, si ottiene così una cifra in linea con quella indicata da Borrell al Parlamento Ue e molto probabilmente arrotondata al «miliardo di euro» da Letta.

Il verdetto

Secondo Enrico Letta, «ogni giorno noi europei paghiamo un miliardo di euro a Putin per avere le sue fonti di energia». Abbiamo verificato e il segretario del Pd arrotonda per eccesso le stime in circolazione.

In base alle stime di Crea, dall’inizio della guerra ad oggi l’Ue ha versato ogni giorno alla Russia circa 650 milioni di euro, in cambio di gas, petrolio e carbone. Secondo il centro studi Bruegel, invece, i dati più aggiornati dicono che questa cifra si aggirerebbe intorno agli 860 milioni di euro. 

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