indietro

Salvini ci ricasca: metà della bolletta della luce non va in tasse

| 10 agosto 2022
La dichiarazione
«Tasse e accise sono più della metà della bolletta della luce»
Fonte: Radio Radio | 9 agosto 2022
ANSA
ANSA
Verdetto sintetico
Il leader della Lega sbaglia.
In breve
  • Le imposte rappresentano l’11 per cento del valore di una bolletta elettrica, che da mesi risente dell’aumento del costo della materia prima. TWEET
Il 9 agosto, in un’intervista con l’emittente radiofonica romana Radio Radio, il leader della Lega Matteo Salvini ha proposto (min. 6:44) di introdurre un tetto al prezzo del gas e dei consumi, dicendo che le tasse e le accise «sono più della metà della bolletta della luce».

Non è la prima volta che Salvini fa un’affermazione simile. Già lo scorso settembre il segretario della Lega aveva affermato che il rincaro dei prezzi energetici non era dovuto «all’aumento del prezzo del gas in Russia» ma a «Iva e tasse», che secondo lui componevano «più della metà della bolletta».

Salvini sbagliava allora e sbaglia anche adesso. Abbiamo verificato e a incidere sul prezzo della bolletta di luce e gas sono principalmente i costi delle materie prime, aumentate ulteriormente dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

Come si divide una bolletta della luce

In generale, la bolletta dell’elettricità è divisa in servizi di vendita (commercializzazione e vendita della materia prima), servizi di rete (trasporto, distribuzione, gestione del contatore) e imposte e oneri di sistema, che servono a coprire alcuni costi per attività di interesse generale per il sistema elettrico nazionale, come lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Secondo i dati dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), aggiornati al terzo trimestre del 2022, la spesa in bolletta di una famiglia tipo – 3 kW di potenza impegnata e 2.700 kWh di consumo annuo – era composta per l’11 per cento da imposte statali.
Figura 1. Composizione della spesa elettrica per un utente domestico tipo per il III trimestre 2022 - Fonte: Arera
Questa ripartizione è dovuta principalmente a due fattori. Il primo è l’aumento del costo dell’energia elettrica al consumatore, che nel primo trimestre del 2022 (durante il quale è iniziata la guerra in Ucraina) è salita del 55 per cento rispetto al trimestre precedente, e anche oggi, nonostante piccoli miglioramenti, si attesta su prezzi molto elevati. Il secondo è invece l’azzeramento temporaneo delle spese relative agli oneri di sistema, sui quali il governo è intervenuto a più riprese e che attualmente sono bloccati fino alla fine del terzo trimestre 2022.

La percentuale di tasse e imposte in bolletta non supera il 50 per cento del totale nemmeno per i consumi non domestici. Secondo gli ultimi dati Eurostat, aggiornati alla seconda metà del 2021, le tasse sulla bolletta dell’elettricità per le aziende erano poco al di sotto del 25 per cento del totale, in linea con Francia e Spagna, ma più basse rispetto alla Germania.

Il verdetto

Secondo Matteo Salvini, «tasse e accise» sono «più della metà della bolletta della luce». Abbiamo verificato e, come già successo in passato, il segretario della Lega sbaglia.

I dati Arera più recenti, relativi al terzo trimestre del 2022, attribuiscono alle imposte statali solo l’11 per cento del prezzo finale della bolletta. Questa percentuale è dovuta sia al drastico aumento del prezzo della materia prima, che rappresenta una fetta molto più consistente della spesa finale rispetto al passato, sia all’azzeramento degli oneri di sistema da parte del governo.
In questo articolo
Pagella Politica

Sostieni Pagella

Aiutaci a realizzare il nostro progetto per una nuova informazione politica in Italia.
La politica senza chiacchiere
Unisciti a noi
Newsletter

il franco tiratore

Dal lunedì al venerdì alle 18
La newsletter quotidiana curata dal direttore Giovanni Zagni. Uno sguardo critico e affilato per concludere la giornata, un punto sui personaggi e gli eventi della politica italiana.

Ultimi fact-checking