La Banca centrale europea ha deciso di alzare nuovamente i tassi di interesse, agendo su quelli per i depositi, per il rifinanziamento e i tassi marginali per i prestiti. Si tratta delle tre variabili controllate direttamente dalla BCE per influenzare i mercati finanziari. A causa dell’inflazione, è necessario spingere gli operatori economici a spendere meno, in modo da non avere troppa moneta in circolazione. Maggiore è la quantità di moneta, maggiore sarà la disponibilità a spenderla da parte dei cittadini. Se la domanda di beni e servizi cresce troppo, le persone spenderanno di più e i prezzi tenderanno a salire.

Il dato nel grafico rappresenta il tasso sui depositi, ossia quanto la banca centrale è disposta a pagare alle banche che decidono di depositare denaro sul proprio conto presso la BCE. Per evitare che le banche prestino troppo denaro, peggiorando il problema dell’inflazione, la BCE offre quindi un rendimento più alto sui propri depositi, in modo da indirizzare una parte della liquidità al di fuori del mercato dei beni e dei servizi. Insomma, per convincere le persone a spendere di meno, la banca centrale rende più conveniente il fatto di non spendere, a favore di un investimento su un conto con un rendimento in crescita.

Non è detto che questa mossa basti a risolvere il problema dell’inflazione, ma i rialzi della BCE degli ultimi mesi fanno capire che i banchieri centrali sono piuttosto preoccupati dalla nuova ondata inflattiva che sta colpendo l’Europa e il resto del Mondo.