I livelli di disuguaglianza in Italia sono tornati ai valori del 1960, quando il 10 per cento più ricco deteneva circa un terzo del totale della ricchezza nazionale. Negli ultimi cento anni, la percentuale di ricchezza in mano al 10 per cento più ricco è calata di molto. Non è però il risultato di una discesa continua, ma di una forte riduzione delle disuguaglianze fino agli anni Settanta, seguita poi da una crescita importante a partire dagli anni Ottanta.
Secondo il World inequality database, che si occupa di monitorare la disuguaglianza a livello nazionale, nel 1974 il 10 per cento più ricco in Italia deteneva il 26 per cento della ricchezza nazionale (rispetto al 52 per cento stimato nel 1900). Negli anni successivi, questa quota era tornata a crescere, arrivando fino al 32 per cento nel 2024.
Secondo il World inequality database, che si occupa di monitorare la disuguaglianza a livello nazionale, nel 1974 il 10 per cento più ricco in Italia deteneva il 26 per cento della ricchezza nazionale (rispetto al 52 per cento stimato nel 1900). Negli anni successivi, questa quota era tornata a crescere, arrivando fino al 32 per cento nel 2024.