La bassa partecipazione femminile al lavoro è una delle criticità più importanti per l’economia italiana e, secondo le nuove previsioni demografiche di Istat, è un problema ben lontano dall’essere risolto. Nel 2050, infatti, il tasso di attività delle donne dovrebbe passare dal 58 per cento al 64 per cento. Questo significa che circa 2 donne su 3 sarebbero occupate o alla ricerca di un impiego.
Questo dato, però, è già oltre il 75 per cento oggi per la media UE. In 25 anni, dunque, riusciremo a malapena ad avvicinarci a uno standard efficiente di partecipazione femminile al lavoro. Più occupate vuol dire maggiore crescita, ma anche maggiore indipendenza economica per le donne.
Questo dato, però, è già oltre il 75 per cento oggi per la media UE. In 25 anni, dunque, riusciremo a malapena ad avvicinarci a uno standard efficiente di partecipazione femminile al lavoro. Più occupate vuol dire maggiore crescita, ma anche maggiore indipendenza economica per le donne.