Pubblicato: martedì 29 dicembre 2020
Photo: Ansa
Hasta il vaccino, siempre: LeU e il vaccino cubano

Il 27 dicembre è iniziata in tutta l’Unione europea la distribuzione del vaccino contro il virus Sars-Cov-2, responsabile della Covid-19. Alla somministrazione delle prime dosi in Italia hanno fatto seguito le reazioni delle varie forze politiche al tema del vaccino.

Alcuni partiti, soprattutto di opposizione, si sono concentrati su alcuni aspetti controversi della distribuzione per fare polemica (a volte con, a volte senza fondamento). Altre forze politiche, soprattutto di maggioranza, hanno invece martellato in particolare sul contrasto alla propaganda novax. Ad esempio difendendo l’infermiera dell’ospedale Spallanzani, prima vaccinata in Italia, minacciata e insultata su internet per questo.

Ma tra le fila della maggioranza si è registrato anche un caso abbastanza singolare. Il deputato di LeU Erasmo Palazzotto il 29 dicembre ha infatti speso parole di apprezzamento per il “vaccino cubano” che, secondo l’onorevole, arriverà entro la metà del 2021 e sarà «pubblico e gratuito, che potrà essere esportato, liberamente, in molti Paesi in via di sviluppo che ne faranno richiesta». Insomma, conclude Palazzotto, un «bell’esempio di solidarietà, servizio pubblico, resistenza di un’isola lontana».

Andiamo allora a vedere qualche dettaglio in più su questa storia.

Il vaccino cubano

Palazzotto nel suo status cita esplicitamente un’intervista del quotidiano la Repubblica a Fabrizio Chiodo, trentacinquenne italiano, dichiaratamente comunista, ricercatore dell’Amsterdam Infection and Immunity Institute, docente “invitato” di Chimica e immunologia dei carboidrati all’Avana e da maggio 2020 ricercatore assunto a tempo pieno e indeterminato dal Cnr (il Consiglio nazionale delle ricerche). Chiodo è l’unico straniero che sta lavorando al “vaccino cubano”.

È nell’intervista che si legge, come riporta Palazzotto, che il vaccino in questione dovrebbe arrivare entro metà 2021. Ci sono infatti quattro vaccini (Soberana) contro la Covid-19 allo studio e, secondo Chiodo, due dovrebbero terminare la fase 3 (l’ultima prima della distribuzione alla popolazione) entro il primo trimestre dell’anno prossimo. A quel punto la campagna vaccinale inizierebbe a giugno.

Inoltre, sempre secondo Chiodo, il vaccino «verrà distribuito in tutti i Paesi in via sviluppo che lo richiedono in maniera gratuita». Palazzotto riprende insomma quanto detto da Chiodo.

Dal Coronavirus Vaccine Tracker del New York Times, che tiene conto dei progressi dei numerosi vaccini allo studio contro la Covid-19, risulta che in effetti il vaccino cubano Soberana 2 sia entrato nella fase 2 (test su soggetti umani su larga scala) il 18 dicembre. Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, trattandosi di previsioni, vedremo ovviamente nel tempo se davvero il “vaccino cubano” sarà efficace e sicuro, arriverà a metà 2021 e sarà distribuito gratuitamente ai Paesi in via di sviluppo che ne faranno richiesta come sostenuto da Chiodo.

Qualche numero

Secondo i dati dell’Oms aggiornati al 29 dicembre, a Cuba la Covid-19 finora ha contagiato 11.434 persone su una popolazione di circa 11,3 milioni di abitanti (un caso ogni mille persone circa) e ha causato 143 decessi (uno ogni ottantamila persone circa).

Numeri significativamente più bassi di quelli dell’Italia dove, al 29 dicembre, risultano complessivamente più di 2 milioni di contagiati (un caso ogni 30 persone circa) e più di 72 mila decessi (uno ogni 830 persone circa). Ma, come abbiamo spiegato anche di recente a proposito della Svezia, perché abbia senso il confronto va fatto con Paesi simili e vicini geograficamente.

Se guardiamo ad esempio agli altri Paesi caraibici, Cuba risulta essere in una situazione buona.

Ad Haiti (11,3 milioni di abitanti circa) i contagi complessivi sono, sempre al 29 dicembre, 9.958 (un caso ogni 1.135 persone circa) e i decessi 235 (uno ogni cinquantamila persone). Numeri simili a quelli cubani.

Nella Repubblica Dominicana (10,7 milioni di abitanti circa) i contagi in totale sono invece ben 167.405 (un caso ogni 65 persone circa) e i decessi 2.404 (uno ogni 4.500 persone circa). Numeri nettamente peggiori di quelli di Cuba e Haiti.

In Giamaica, quarto Paese più popoloso dei Caraibi ma che ha appena un quarto della popolazione cubana (2,9 milioni di abitanti circa), risultano poi 12.732 contagi totali (un caso ogni 230 persone circa) e 298 decessi (uno ogni diecimila persone circa). Anche in questo caso uno scenario peggiore di quello cubano.

Dunque nel complesso si può dire che la pandemia abbia colpito Cuba meno di quanto non abbia fatto in altri Paesi vicini. Il ministro della Salute cubano, José Angel Portal Miranda, ha dichiarato il 17 dicembre che la Covid-19 sia stata contenuta nell’isola grazie all’assistenza primaria, all’utilizzo di medicinali nuovi e alla partecipazione attiva della comunità.

In conclusione

Cuba sta procedendo con la sperimentazione di un “suo” vaccino. Se il traguardo verrà raggiunto sarà innegabilmente un successo per un Paese piccolo e sottoposto a decenni di embargo, che potrebbe avere qualche conseguenza in termini di immagine e di rapporti diplomatici, in particolare nell’America latina.

Si conferma quindi una dimensione “geopolitica” del vaccino. L’Occidente è più o meno unito sui vaccini prodotti dalle sue industrie farmaceutiche, la Cina e la Russia si sono mosse in anticipo e in autonomia (anche se non sono mancate manifestazioni di interesse per i loro vaccini da parte di Paesi tradizionalmente vicini all’Occidente, come il Brasile), e un Paese socialista come Cuba sembra ora voler sfruttare l’occasione del vaccino (dopo averlo già fatto della “diplomazia medica” con l’invio dei propri medici in diversi Paesi colpiti, anche in Italia) per portare avanti la sua agenda nello scacchiere centro e sudamericano.

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