Pubblicato: venerdì 9 aprile 2021
Photo: Ansa
​Il M5s e l’Associazione Rousseau sono a un passo dal divorzio

L’Associazione Rousseau ha lanciato un ultimatum al Movimento 5 stelle: se i parlamentari non verseranno i 450 mila euro di contributi arretrati entro il 22 aprile, la rottura sarà definitiva.

L’annuncio è arrivato l’8 aprile con un post dell’Associazione Rousseau sul Blog delle stelle e rappresenta l’ultimo capitolo di uno scontro che va avanti da mesi.

Il 1° aprile, nel suo primo discorso da leader in pectore del Movimento, l’ex premier Giuseppe Conte non ha affrontato esplicitamente la questione. Pur confermando l’intenzione di continuare a consultare gli iscritti online, non ha mai nominato la piattaforma Rousseau.

Vediamo meglio che cosa sta succedendo.

Il post sul Blog delle stelle

L’8 aprile l’Associazione Rousseau ha pubblicato sul Blog delle stelle – che è gestito sia dal Movimento che dall’Associazione – un post dal titolo già eloquente: «È tempo di decisioni».

Nell’articolo, l’associazione di Davide Casaleggio ricostruisce i passaggi che hanno portato a un deterioramento dei rapporti con il M5s: «Da gennaio 2020 – si legge – il Movimento, attraverso alcuni dei suoi portavoce, ha iniziato a non onorare gli accordi in relazione alle attività erogate dall’associazione Rousseau».

A che cosa si fa riferimento?

Il regolamento interno dei parlamentari M5s prevede esplicitamente che «ciascun parlamentare italiano, europeo e consigliere regionale eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del Movimento 5 Stelle» sia obbligato «ad erogare un contributo economico destinato al mantenimento delle piattaforme tecnologiche», identificate all’articolo 2 con la piattaforma Rousseau.

Già in campagna elettorale ai candidati era richiesto di sottoscrivere questo accordo quantificato – in caso di elezione – in un versamento mensile di 300 euro.

L’Associazione Rousseau è stata fondata nel 2016 da Gianroberto Casaleggio e dal figlio Davide, oggi presidente. Ha due soci, Pietro Dettori ed Enrica Sabatini. L’Associazione si occupa di gestire la piattaforma Rousseau, attraverso la quale il Movimento 5 stelle consulta i propri iscritti sulle scelte politiche più importanti.

Negli ultimi due anni, però, sempre più eletti del Movimento 5 stelle si sono sottratti a quest’obbligo e «oggi – scrive l’Associazione Rousseau – la situazione è giunta al punto di non ritorno ed è necessario fare chiarezza». In altri termini, l’Associazione di Davide Casaleggio denuncia il rischio di non poter portare avanti le proprie attività a causa delle minori entrate causate dai mancati versamenti.

Per questo motivo, in testa alla home del Blog delle stelle, da fine marzo si trova l’accorato appello alle donazioni degli iscritti, in cui si denuncia esplicitamente l’insolvenza dei parlamentari.

Da qui, il post di ultimatum. «Come Associazione Rousseau – si legge – siamo quindi costretti, a causa dell’enorme ammontare di debiti, a definire una data ultima: il 22 aprile 2021». Se il saldo non dovesse esserci (si parla di circa 450mila euro), l’Associazione dovrà «immaginare per Rousseau un percorso diverso, lontano da chi non rispetta gli accordi e vicino, invece, a chi vuole creare un impatto positivo sul mondo».

In altri termini, Rousseau si prepara a offrire i proprio servizi ad altri (anche partiti?) che non siano il Movimento 5 stelle.

L’attacco a Conte

Nel post dell’Associazione Rousseau si sottolinea che sono «trascorsi ben 15 mesi dalle dimissioni dell’ultimo Capo politico eletto democraticamente dagli iscritti» e che «oggi personalità importanti stanno decidendo se iscriversi o meno al Movimento per dare il proprio contributo».

Due frasi sibilline che hanno in realtà lo scopo di ricordare l’irregolarità della posizione di Giuseppe Conte: non un capo politico «eletto democraticamente» e persino non ancora iscritto al Movimento 5 stelle di cui pure è ormai il nuovo leader in pectore.

Se il post si limita alle allusioni, sempre l’8 aprile Enrica Sabatini, socia dell’Associazione Rousseau, intervistata dall’Adnkronos, è stata decisamente più esplicita: «Per quanto riguarda Giuseppe Conte – ha messo in rilievo Sabatini – ha dichiarato di non essere iscritto al MoVimento e non riveste, ad oggi, un ruolo riconosciuto dallo Statuto per il quale possa avanzare o sottoscrivere proposte di accordo con Rousseau a nome del Movimento».

Le strade dell’Associazione Rousseau e del Movimento 5 stelle sembrano quindi sempre più vicine a dividersi definitivamente. A scapito delle accuse dell’associazione di Casaleggio, i gruppi parlamentari vedono ormai in Giuseppe Conte il leader designato per la rifondazione del Movimento 5 stelle (sabato 10 e domenica 11 l’ex premier incontrerà deputati e senatori per proseguire il confronto iniziato il 1° aprile).

Secondo fonti di stampa, nelle prossime settimana verrà assegnato un incarico formale per la realizzazione di una nuova piattaforma, di proprietà del Movimento e non di terzi, com’è stato finora per la piattaforma Rousseau dell’omonima associazione presieduta da Davide Casaleggio.

Intanto sarebbe a buon punto anche la ricerca di un immobile che possa ospitare la prima sede fisica del Movimento 5 stelle, a Roma, nelle vicinanze delle camere.

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