Pubblicato: venerdì 2 aprile 2021
Il fact-checking di Salvini a Diritto e Rovescio

Il 1° aprile Matteo Salvini è stato ospite di Diritto e Rovescio, trasmissione condotta da Paolo Del Debbio su Rete 4. Il segretario della Lega ha fatto diverse dichiarazioni: ne abbiamo selezionate cinque verificabili e abbiamo riscontrato sia affermazioni corrette sia imprecisioni.

Andiamo a vederle una per una.

Il successo dell’Ungheria nei vaccini

«Qua in Ungheria (...) hanno già superato quota 20 per cento [di vaccinati con una dose n.d.r.], perché usano vaccini di tutto il mondo» min. 24:20

Salvini ha sostanzialmente ragione. Come si vede su Our world in data, progetto dell’Università di Oxford tra i più affidabili per la raccolta di dati sulla pandemia in corso, al 31 marzo in Ungheria era stato vaccinato con una dose il 21,4 per cento della popolazione. In Italia, per fare un paragone, alla stessa data eravamo all’11,6 per cento.

Se guardiamo a chi ha ricevuto anche la seconda dose, in Ungheria al 31 marzo eravamo all’8,2 per cento della popolazione, contro il 5,3 per cento dell’Italia.

Queste percentuali dipendono, secondo quanto riporta ad esempio Associated Press, dal massiccio utilizzo di vaccini russi e cinesi. Secondo quanto dichiarato il 1° aprile dal ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó, nel Paese a quel momento erano arrivate 1,1 milioni di dosi di vaccino dalla Russia e 1,1 milioni di dosi di vaccino dalla Cina, che si aggiungono ai vaccini il cui acquisto è stato negoziato dalla Commissione europea per conto degli Stati membri dell’Ue (Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca, mentre quello di Johnson & Johnson arriverà da metà aprile in poi).

Nonostante questi buoni risultati sul fronte delle vaccinazioni, ricordiamo però che l’Ungheria sia attualmente uno dei Paesi messi peggio in Europa per quanto riguarda i decessi da Covid-19. In rapporto alla popolazione, il numero dei morti registrati il 31 marzo – come media dei sette giorni precedenti – è quasi il quadruplo di quello dell’Italia.

Che cosa dice il nuovo decreto del governo sulle riaperture dopo Pasqua

«Nel decreto c’è scritto che dopo Pasqua in base ai dati si potrà procedere con delle riaperture» min. 25:45

Salvini ha avuto uno scambio di battute con il conduttore della trasmissione. Del Debbio sosteneva che il governo – sostenuto anche dalla Lega – avesse deciso che fino a fine aprile non ci saranno riaperture, mentre il leader leghista sosteneva il contrario.

In base al decreto-legge n.44 del 1° aprile 2021 sono applicate le regole della zona arancione (che, tra le altre cose, prevedono la sospensione delle attività di ristorazione, art. 37 del Dpcm del 2 marzo 2021) anche alle regioni in zona gialla.

Ma è anche previsto che «in ragione dell’andamento dell’epidemia, nonché dello stato di attuazione del piano strategico nazionale dei vaccini» sarà possibile derogare a quanto appena detto con una deliberazione del Consiglio dei ministri (Cdm).

Quindi è vero, come dice Salvini, che «in base ai dati si potrà procedere con delle riaperture». Non c’è però nessun automatismo, né alcuna obbligatorietà: la decisione toccherà infatti al Cdm.

Salvini non ha cancellato la legge Fornero

«[Gli italiani] mi hanno dato fiducia e abbiamo cancellato la Legge Fornero» min. 29:18

Come abbiamo scritto anche in passato, è sbagliato sostenere – come fa Salvini – che la legge – o meglio “riforma” – Fornero sia stata cancellata, in particolare con l’introduzione di “quota 100”, una delle leggi bandiera della Lega durante il primo governo Conte.

La riforma Fornero è infatti tuttora in vigore e si applica alla maggioranza dei lavoratori che vanno in pensione. “Quota 100” è una finestra temporanea, ha natura sperimentale per il periodo 2019-2021 e al momento non sembra sarà rinnovata. Permette solo a chi è in possesso di determinati requisiti di accedere al pensionamento prima dell’età anagrafica prevista dalla riforma Fornero (67 anni) e ha riguardato una minoranza del totale dei nuovi pensionati.

Quanto sono aumentate le vaccinazioni da Arcuri a Figliuolo

«Il numero di vaccinazioni al giorno è raddoppiato fra Arcuri e Figliuolo» min. 34:30

Salvini ha ragione sui numeri, anche se non è detto che il merito sia del nuovo commissario. Il generale degli Alpini Francesco Paolo Figliuolo è stato nominato commissario straordinario all’emergenza Covid-19 a partire dal 1° marzo, sostituendo Domenico Arcuri.

Secondo gli open data sui vaccini forniti dal governo, che sono raccolti graficamente da alcuni progetti online, come il “Report vaccini anti-Covid” di Gedi Visual, nella settimana 22-28 febbraio (l’ultima di Arcuri commissario e quella coi numeri più alti del suo mandato) erano state fatte in Italia 800.324 vaccinazioni, cioè una media di 114.332 vaccini al giorno (guardiamo ai dati settimanali proprio per compensare l’andamento scostante a livello giornaliero).

Nella settimana tra il 25 e il 31 marzo, la più recente prima della dichiarazione di Salvini, erano stati somministrati 1.684.206 vaccini, cioè una media di 240.600 vaccini al giorno. Il dato è quindi in effetti più che raddoppiato.

Ma il cambio di commissario potrebbe anche non c’entrare nulla in questa accelerazione, come lascia intendere Salvini. Se guardiamo infatti ai dati degli altri due grandi Stati dell’Ue, Francia e Germania, si vede come l’andamento delle vaccinazioni giornaliere sia andato sostanzialmente di pari passo con quello italiano. L’accelerazione nelle vaccinazioni è insomma un fenomeno comune a vari Stati Ue, che sembra dipendere probabilmente più dall’aumento delle dosi consegnate dalle aziende farmaceutiche che da altro.

San Marino e il vaccino Sputnik

«C’è San Marino, che sono 40 mila abitanti nel cuore dell’Italia, che è molto più avanti di noi come vaccinazioni semplicemente perché ha usato il vaccino russo senza attendere i comodo e i ritardi di qualcuno in Europa» (min. 42:36)

Salvini è generoso sulla popolazione di San Marino, più vicina ai 30 mila abitanti che ai 40 mia (33.500 circa al 31 dicembre 2019). È però vero che sia più avanti dell’Italia come vaccinazioni: al 31 marzo la piccola Repubblica aveva dato una dose di vaccino al 26 per cento della popolazione, contro l’11,6 per cento dell’Italia.

Inoltre, secondo quanto affermato il 28 marzo dal responsabile della Sanità di San Marino, Sergio Rabini, su 9.860 vaccinazioni fatte allora, 7.400 erano state fatte con il vaccino russo Sputnik.

Ma che ci sia un nesso tra la buona prestazione della piccola Repubblica e la scelta del vaccino russo, invece di quelli autorizzati dalla Ue, è una tesi non dimostrata dai dati che abbiamo appena visto.

Ad esempio il principato di Monaco, altro piccolo Stato dalla popolazione simile a quelle di San Marino, aveva raggiunto al 19 marzo (ultimo dato disponibile) una percentuale di persone vaccinate con una dose del 24,8 per cento (un dato all’epoca superiore a quello di San Marino) utilizzando il vaccino Pfizer-BioNTech. La Francia il 20 marzo (manca il dato riferito al 19) aveva una percentuale di persone che hanno ricevuto la prima dose pari al 9 per cento circa.

Insomma, più che la scelta del vaccino sembra determinante la piccola dimensione della popolazione. Si pensi ad esempio che le vaccinazioni fatte nella sola giornata del 31 marzo in Italia (286 mila circa) sarebbero sufficienti a dare la doppia dose al 100 per cento della popolazione di San Marino più di quattro volte.

In conclusione

Abbiamo verificato diverse affermazioni fatte dal segretario della Lega Matteo Salvini il 1° aprile, ospite di Diritto e Rovescio su Rete4.

Alcune sono corrette, come quelle sull’Ungheria che ha vaccinato con una dose più del 20 per cento della popolazione, anche grazie al ricorso a vaccini russi e cinesi. O, ancora, come quella sull’ultimo decreto legge approvato dal governo, che dà la possibilità teorica di procedere a delle riaperture dopo Pasqua (ma servirà un’apposita deliberazione del Cdm).

Del tutto sbagliata invece l’affermazione di Salvini sulla cancellazione della legge Fornero, che è ancora in vigore e che disciplina il pensionamento della grande maggioranza degli italiani (“quota 100” è una misura sperimentale e temporanea che scade a fine 2021, e ha coinvolto una minoranza del totale).

Sul confronto tra Arcuri e Figliuolo il segretario leghista riporta poi un dato numerico corretto ma è fuorviante nel suggerire un nesso di causa-effetto tra l’accelerazione nelle vaccinazioni e il cambio del commissario straordinario all’emergenza Covid-19: l’andamento delle vaccinazioni in Italia è infatti molto simile a quello degli altri grandi Paesi Ue e l’accelerazione di marzo si può ipotizzare ci sarebbe stata comunque.

Infine, anche su San Marino e Sputnik Salvini usa un dato corretto (la maggior percentuale di vaccinati nella piccola Repubblica, in buona parte grazie al vaccino russo) per sostenere una tesi indimostrata. Più che il vaccino russo sembra infatti determinante per l’elevata percentuale di vaccinati la poca numerosità della popolazione: altri Stati con dimensioni simili, come il principato di Monaco, pur usando gli stessi vaccini usati dalla Ue come Pfizer-BioNTech hanno ottenuto traguardi simili a quelli di San Marino.

Logo
Logo