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Perché le persone rinunciano ad avere figli

Secondo Nicola Fratoianni due terzi lo fanno per ragioni economiche. In realtà il dato comprende diverse altre difficoltà che ostacolano la scelta
ANSA
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Mercoledì 14 ottobre, durante la discussione alla Camera, il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha criticato il governo su varie questioni che riguardano la situazione economica e sociale del Paese, soffermandosi anche sul calo delle nascite.

«Il 62 per cento di italiani e di italiane che non fanno figli e che sono stati intervistati su questo punto dichiarano (…) che la scelta di non fare figli ha ragioni di carattere economico: non se lo possono permettere», ha dichiarato Fratoianni. Secondo il co-portavoce di Alleanza Verdi-Sinistra, quindi, quasi due terzi degli italiani rinuncerebbero ad avere dei figli perché in difficoltà economiche.  

Numeri alla mano, però, le cose non stanno proprio come dice Fratoianni. La percentuale citata dal deputato trova riscontro nei dati dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), ma comprende difficoltà di varia natura, non soltanto quelle economiche. E anche sommando a queste ultime i problemi legati al lavoro, la percentuale resta inferiore a quella indicata dal leader di Sinistra Italiana.

I numeri dell’Istat

Pur non citando la fonte, Fratoianni con tutta probabilità prende il dato dal rapporto Intenzioni di fecondità, pubblicato dall’Istat a dicembre dell’anno scorso. La ricerca si basa su un’indagine condotta tra maggio e settembre 2024 su un campione di circa 30 mila persone maggiorenni residenti in Italia. 

Il rapporto analizza le intenzioni di avere dei figli delle persone tra i 18 e i 49 anni, distinguendo tra chi desidera averne nei tre anni successivi, chi preferisce aspettare e chi non intende avere figli, o altri figli, neppure in futuro. Secondo l’Istat, nel 2024 oltre 10,5 milioni di persone in quella fascia di età hanno dichiarato non voler figli né nei tre anni successivi all’intervista né in futuro.

Le motivazioni alla base di questa scelta sono diverse. Il 32 per cento di queste persone ha spiegato di aver già raggiunto il numero di figli desiderato, mentre il 5,5 per cento ha dichiarato che avere figli non rientra nel proprio progetto di vita. La quota di gran lunga più consistente, pari al 62,2 per cento, ha detto «di avere rinunciato per le difficoltà incontrate nel perseguire le proprie intenzioni riproduttive». In altre parole, sono persone che avrebbero voluto avere figli, o averne altri, ma hanno rinunciato a causa di ostacoli di diversa natura.

Quest’ultima percentuale, che corrisponde a circa 6,6 milioni di persone, coincide con il dato indicato da Fratoianni durante il suo intervento alla Camera.

Il peso delle difficoltà economiche

Per capire quanto pesano le ragioni economiche, bisogna guardare ai motivi per cui circa circa sei milioni e mezzo di persone hanno rinunciato ad avere uno o più figli. 

Nello stesso rapporto, l’Istat spiega che quasi un quinto di queste persone ha rinunciato ad avere figli per ragioni legate all’età, l’11,5 per cento per la necessità di assistere i genitori anziani, il 9,4 per cento per condizioni lavorative inadeguate, mentre l’8,6 per cento per la mancanza di un partner. Le difficoltà economiche sono invece l’ostacolo principale per circa un terzo delle persone. Questi dati sono stati poi approfonditi nel Rapporto annuale 2026, pubblicato a maggio. Nel documento, l’Istat ha precisato che, tra le persone che hanno rinunciato ad avere figli, o altri figli, per le difficoltà incontrate, il 32,7 per cento ha indicato i problemi economici come ostacolo principale.

Da qui si vede che la percentuale citata da Fratoianni non torna. Anche sommando le difficoltà economiche a quelle lavorative, si arriva al 42 per cento delle persone che hanno incontrato ostacoli, cioè circa 2,8 milioni di individui. Una quota importante, ma ben inferiore ai 6,6 milioni di persone che, secondo il leader di Sinistra Italiana, avrebbe rinunciato ad avere figli per ragioni economiche.

Non tutti rinunciano

C’è poi un’ultima precisazione da fare sulle parole di Fratoianni. Secondo il co-portavoce di Alleanza Verdi-Sinistra, la percentuale citata riguarderebbe gli italiani «che non fanno figli». 

In realtà, bisogna dire che l’indagine Istat non considera soltanto le persone che non hanno figli, ma anche quelle che sono già genitori e non intendono averne altri. Non è una distinzione da poco, perché le ragioni per cui una persona rinuncia ad avere il primo figlio possono essere diverse da quelle di chi ne ha già uno o più. Il già citato Rapporto annuale 2026, per esempio, mostra che – tra le persone che non intendono tra le persone che non intendono avere figli o altri figli in futuro – l’82,4 per cento di chi non è ancora genitore dichiara di aver incontrato difficoltà nel realizzare i propri desideri. La percentuale scende al 70,7 per cento tra chi ha un figlio e al 44,3 per cento tra chi ne ha già due o più. 

Tirando le fila del discorso, la dichiarazione di Fratoianni parte da un fenomeno reale, ma ne interpreta male i dati. Le difficoltà economiche sono effettivamente una delle principali ragioni per cui gli italiani rinunciano ad avere figli, ma i quasi due terzi a cui fa riferimento il deputato comprendono anche ostacoli di altra natura. La quota di chi indica principalmente i motivi economici è quindi molto più bassa.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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La dichiarazione

Il 62 per cento di italiani e di italiane che non fanno figli (...) dichiarano che la scelta di non fare figli ha ragioni di carattere economico

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Nicola Fratoianni

Sinistra italiana

Camera dei deputati
14 ottobre
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