La percentuale di famiglie che si trova in povertà assoluta è più che raddoppiata tra il 2005 e il 2024. Questa condizione indica una famiglia che non consuma abbastanza per poter considerare soddisfatti i propri bisogni primari. La soglia di povertà assoluta viene calcolata a livello locale e si basa su un paniere di beni e servizi che vengono considerati essenziali, come alimenti, abitazione, ecc. Indipendentemente dal suo livello effettivo di benessere, una famiglia con un reddito e un consumo al di sotto di quella soglia viene considerata povera.
La crescita del tasso di povertà è dovuta sia alla crisi economica e alla stagnazione decennale che ne è scaturita, sia alla maggiore presenza di stranieri, che sono di gran lunga i più rappresentati tra i poveri: l’incidenza della povertà assoluta fra le famiglie con almeno uno straniero è pari al 30,4 per cento, sale al 35,2 nelle famiglie composte esclusivamente da stranieri, mentre scende al 6,2 per cento per le famiglie composte solamente da italiani.
La crescita del tasso di povertà è dovuta sia alla crisi economica e alla stagnazione decennale che ne è scaturita, sia alla maggiore presenza di stranieri, che sono di gran lunga i più rappresentati tra i poveri: l’incidenza della povertà assoluta fra le famiglie con almeno uno straniero è pari al 30,4 per cento, sale al 35,2 nelle famiglie composte esclusivamente da stranieri, mentre scende al 6,2 per cento per le famiglie composte solamente da italiani.