Tra aprile e settembre si sono registrati 23 mila occupati in meno. Un leggero calo, che però indica una tendenza al rallentamento del mercato del lavoro che è in atto almeno da metà 2024, quando il tasso di crescita dell’occupazione, ossia la pendenza della linea rappresentata nel grafico, ha iniziato a calare.
Al dato sugli occupati si aggiunge quello su chi un lavoro non lo ha e lo sta cercando: tra aprile e settembre il numero di disoccupati è cresciuto di 160 mila unità, molti più di quelli che hanno perso il lavoro. Questo significa che all’ingresso del mercato si sta creando un “ingorgo”: meno persone riescono a entrare e anche chi prima non si interessava ad avere un impiego (inattivi), adesso, cambiando idea, avrebbe difficoltà a trovarlo, ingrossando le fila dei disoccupati. Il mercato, insomma, è meno efficiente nel far incontrare la domanda di lavoro da parte delle imprese e l’offerta da parte dei disoccupati.
Al dato sugli occupati si aggiunge quello su chi un lavoro non lo ha e lo sta cercando: tra aprile e settembre il numero di disoccupati è cresciuto di 160 mila unità, molti più di quelli che hanno perso il lavoro. Questo significa che all’ingresso del mercato si sta creando un “ingorgo”: meno persone riescono a entrare e anche chi prima non si interessava ad avere un impiego (inattivi), adesso, cambiando idea, avrebbe difficoltà a trovarlo, ingrossando le fila dei disoccupati. Il mercato, insomma, è meno efficiente nel far incontrare la domanda di lavoro da parte delle imprese e l’offerta da parte dei disoccupati.