Le traiettorie del commercio italiano seguono principalmente due direzioni: prossimità geografica e PIL. Non è una particolarità dell’Italia, ma la base del modello gravitazionale del commercio, uno dei primissimi modelli teorici per spiegare lo scambio di beni e servizi tra nazioni. Secondo la teoria gravitazionale, i Paesi si attirano come masse nello spazio: più sono vicini e più sono grandi, più si attrarranno. A definire la portata degli scambi, dunque, è soprattutto la distanza e la dimensione dell’economia.

I dati reali sembrano confermare questa tendenza: le prime due destinazioni dell’Italia sono la Germania, l’economia più grande dell’Unione europea e quasi confinante con l’Italia, e gli Stati Uniti, l’economia più grande al mondo. Il modello gravitazionale spiega anche perché circa metà dell’export italiano finisce in Unione europea (senza contare l’ulteriore peso dell’Europa non UE): nonostante la competitività e la qualità dei nostri prodotti, i Paesi di regioni remote tenderanno quasi sempre a preferire beni sostitutivi che provengo da aree più vicine.