Pubblicato: lunedì 16 marzo 2020
Photo: Ansa
No, Bertolaso non ha «aperto» lo Spallanzani, ma ha fatto il volontario contro l’ebola

Il 14 marzo, l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha scritto su Facebook di aver accettato la proposta fattagli dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana di seguire la costruzione di un ospedale alla Fiera di Milano per contrastare l’emergenza coronavirus.

«Se ho aperto l’ospedale Spallanzani vent’anni fa ed ho lavorato in Sierra Leone durante la micidiale epidemia di ebola forse qualcosa di utile con il mio team spero di riuscire a farlo», ha commentato Bertolaso.

Ma questa dichiarazione corrisponde al vero o meno? Abbiamo verificato e Bertolaso esagera un po’.

Lo Spallanzani è stato aperto nel 1936

«L’Ospedale “Lazzaro Spallanzani” fu inaugurato nel 1936 come presidio destinato alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie infettive, con una dotazione di 296 posti letto in 15 differenti padiglioni e in un’area di 134.000 metri quadrati», si legge sul sito ufficiale dell’Istituto nazionale malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma.

Bertolaso è nato 14 anni dopo l’apertura dello Spallanzani, per la precisione il 20 marzo 1950. Dunque, possiamo dire con certezza che non sia stato lui ad «aprirlo», nel senso di inaugurarlo (e come la sua dichiarazione lascia intendere a chi non conosca la storia dell’ospedale).

Ma allora a che cosa fa riferimento l’ex capo della Protezione civile? Non è chiaro: abbiamo contattato l’ufficio stampa di Bertolaso e quello dello Spallanzani, ma siamo ancora in attesa di una risposta.

È possibile però formulare un’ipotesi, utilizzando fonti stampa.

Tra il 2001 e il 2003, il Ministero della Salute identificò lo Spallanzani «quale polo nazionale di riferimento per il bioterrorismo, e polo nazionale di riferimento per la Sindrome respiratoria acuta grave (Sars)», spiega ancora il sito dell’ospedale romano.

Come scrivevano a maggio 2008 sul Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, in un articolo dedicato al ruolo della Protezione civile in Italia, si fece ricorso «all’“emergenza” per completare i lavori all’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma».

Nel 2003 Bertolaso – all’epoca già capo della Protezione civile – era stato infatti nominato commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative di prevenzione del rischio Sars, incarico poi riconfermato anche nel 2004.

E come hanno spiegato fonti dello Spallanzani a L’Espresso nel 2010, una parte degli appalti per il completamento dei lavori di messa in sicurezza dell’istituto, per studiare in laboratorio il virus della Sars e non solo, fu seguita – non senza critiche – proprio da Bertolaso, che molto probabilmente fa riferimento a questo fatto nella sua dichiarazione sui social.

Bertolaso e l’epidemia di ebola

L’ex capo della Protezione civile ha anche aggiunto di aver «lavorato in Sierra Leone durante la micidiale epidemia di ebola».

In effetti, come hanno riportato fonti stampa e ha raccontato lo stesso Bertolaso (anche con video dal posto sui suoi canali social), tra il 2014 e il 2017 l’ex commissario straordinario del governo per la prevenzione del rischio Sars è andato in diverse occasioni a lavorare come volontario («carpentiere improvvisato», dice Bertolaso) in un centro di isolamento per malati di ebola nel distretto di Pujehun, in Sierra Leone, gestito da don Dante Carraro, all’epoca direttore della Ong Medici con l’Africa Cuamm.

«Un grazie particolare anche a Guido [Bertolaso, ndr] che si è speso senza riserve per motivare la squadra degli operai e ha consentito la realizzazione dell’opera in così breve tempo», ha dichiarato don Dante a novembre 2014, commentando una visita ufficiale dell’allora presidente della Sierra Leone Ernest Bai Koroma, nel centro di isolamento di Pujehun.

«Ci ha dato un contributo prezioso anche Guido Bertolaso, che è medico, ed è un bravo logista», ha detto sempre don Dante in un’intervista di aprile 2015.

Secondo Carraro, l’esperienza di Bertolaso «nella gestione delle emergenze» è stata utile alla sua Ong per la realizzazione di un altro progetto, sempre a Pujehun, per il recupero di decine di auto mediche inutilizzate.

In conclusione

Accettando la nomina di consulente per la realizzazione di un ospedale alla Fiera di Milano, per contrastare l’emergenza coronavirus, l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha scritto su Facebook che «vent’anni fa» ha «aperto» l’ospedale Spallanzani di Roma e che ha «lavorato in Sierra Leone durante la micidiale epidemia di ebola».

Per quanto riguarda l’ebola, è vero che tra il 2014 e il 2015 Bertolaso ha fatto da volontario in un ospedale in Sierra Leone durante un’epidemia, mentre non è vero che l’ex capo della Protezione civile ha «aperto» lo Spallanzani, che in realtà stato inaugurato nel 1936.

Molto probabilmente, con «aperto» Bertolaso fa riferimento al periodo in cui era capo della Protezione civile, alla quale agli inizi degli anni Duemila era stata affidato come misura emergenziale il compito di portare a termine alcuni lavori allo Spallanzani, per costruire l’area dei laboratori per lo studio di virus come la Sars.

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