Pubblicato: giovedì 22 agosto 2019
Photo: Ansa
Le bufale sull’Open Arms sono arrivate anche in Spagna

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata in inglese da Poynter il 21 agosto 2019, con il titolo: “False images and videos about Open Arms show that not even a ‘full humanitarian crisis’ in the Mediterranean can stop misinformation”.

Per oltre 20 giorni, una nave con a bordo oltre 100 migranti è rimasta al largo delle coste dell’Italia, in attesa che il ministro dell’Interno Matteo Salvini concedesse l’autorizzazione a sbarcare in un porto italiano. Il governo italiano, comunque, ha continuato per giorni a negare l’autorizzazione, dicendo che i porti erano «chiusi».

La nave della Ong spagnola Open Arms è così diventata il palcoscenico di una vera e propria «emergenza umanitaria». Il quotidiano spagnolo El País ha scritto lunedì 19 agosto che il peggioramento delle condizioni dei migranti, gli attacchi di panico e alcuni tentativi di suicidio stanno diventando sempre più comuni in mezzo al mare.

Questa situazione non ha evitato che la Open Arms diventasse l’obiettivo della disinformazione – e i fact-checker europei hanno lavorato duramente per individuare le bufale che circolavano sui social network.

Per esempio, è diventata virale su Facebook che mostrava una bambino nero, denutrito, con a fianco un altro uomo nero, in forma e con uno smartphone in mano. Un commento alle due immagini diceva che l’adulto era un migrante a bordo della nave Open Arms. Ma come ha spiegato Pagella Politica, questo era falso: la foto dell’uomo con lo smartphone era in realtà quella di un modello, e non di un migrante nel Mediterraneo.

Pagella Politica ha individuato diverse immagini false collegate al caso della nave Ong. In un altro post su Facebook, un’immagine mostrava alcuni uomini neri con in bocca dei biberon.

«Il post diceva che quegli uomini erano i “presunti” bambini sbarcati dalla Open Arms a Lampedusa. Ma questo non è vero», ha spiegato a Poynter Giovanni Zagni, direttore di Pagella Politica. «Uno di quegli adulti è il cantante Tequila Taze».

Persino l’attore statunitense Richard Gere è stato coinvolto nella campagna di disinformazione contro la Open Arms. Venerdì 16 agosto, Gere ha portato del cibo sull’imbarcazione per mostrare ai migranti la sua solidarietà. Poche ore dopo, è diventata virale su Facebook una foto dell’attore, accusato di ipocrisia, a bordo di uno yacht. In realtà, l’immagine è stata scattata nel 2015.

«Il messaggio principale veicolato da questo materiale è alcune volte più sottile di quello palesemente razzista: quello che vogliono dire è che “la crisi non è vera, queste persone non sono davvero bisognose, e chi è coinvolto nel salvataggio dei migranti non è in buona fede”», ha detto Zagni.

Anche in Spagna la disinformazione sta inficiando lo sforzo della Open Arms. Un video registrato nel 2016 per il documentario intitolato Salvados è stato condiviso molte volte sui social come se fosse stato girato in queste settimane. Il sito di fact-checking spagnolo Newtral ha smontato questa bufala, fornendo la fonte originale e spiegando che il capitano della Open Arms non è stato registrato mentre parlava con dei trafficanti di droga. La barca presente nelle presunte intercettazioni non sarebbe neppure quella della Open Arms.

Nel 2017, la direttrice del sito di fact-checking turco Teyit Gülin Çavuş ha studiato con i colleghi francesi di France 24 Observers come si diffonde la disinformazione sui migranti. Le sue conclusioni, sebbene di due anni fa, sono ancora molto attuali.

«Durante la mia ricerca, ho avuto la possibilità di vedere come una singola immagine o fotografia venisse facilmente condivisa in contesti diversi tra loro, in base alle specifiche caratteristiche di un Paese», ha detto Çavuş a Poynter.

La fact-checker ha detto che le campagne di disinformazione sono spesso organizzate contro i migranti che da rifugiati cercano speranza in diverse regioni del mondo. Tutte le bufale che circolano in questi giorni sulla Open Arms riflettono quello che i ricercatori hanno individuato al centro della retorica anti-migranti in tutte le parti del pianeta.

«Le principali accuse contro i rifugiati dicono che in realtà i migranti sono uomini forti, in forma, senza alcun motivo per fuggire dai loro Paesi», ha detto Çavuş. «Con la crescita del populismo di destra, questi temi hanno trovato molto spazio e dovremmo ricordare alle persone di stare attenti ai contenuti sui rifugiati che vedono sui social».

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