In Italia oggi se una donna vuole sposarsi dopo che un precedente matrimonio è finito, non può farlo subito. Deve aspettare trecento giorni, cioè circa dieci mesi. Per gli uomini non esiste nessun obbligo simile: possono risposarsi il giorno dopo.

Questa regola è scritta nell’articolo 89 del codice civile e si chiama “divieto temporaneo di nuove nozze”. Nel linguaggio giuridico la sua motivazione ha un nome latino, commixtio (o turbatio) sanguinis, cioè letteralmente “mescolanza o turbamento del sangue”, e il significato è legato all’incertezza sull’attribuzione della paternità. Ma al Senato è stato da poco depositato un disegno di legge a prima firma di Raffaella Paita di Italia Viva che vorrebbe cambiare le cose.